giuliano

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IL TOMO

domenica 25 ottobre 2020

L'HOMO SALVATICO (4)

 










Precedenti capitoli:


Parlano i monti (1/3)  (& Capitolo completo, dell'homo salvatico sui Monti...)


Prosegue nella...:


Zona A (ovvero ad alta protezione ambientale) (5)








Nessuno va ad arrampicare nel Cadore senza ‘il Berti’…

 

…Così un breve lungo Viaggio vien rimembrato, rendendo immortale l’Anima quanto lo Spirito di quest’uomo forse dimenticato. Amante della Natura come solo i nostri nonni sapevano conciliare. Sicché per celebrarla, la sua quanto la stessa dal Berti (più che amata qual Beatrice sposa diletta dell’Intelletto) conquistata, mi vedo costretto e proteso, non ai soliti diagrammi e temperate notizie provenire innanzitutto da chi dispensandole - non volendo - rimuove con rigetto dal corpo repudiate; corpo associato con chi, in qual tempo, contemplandone nella compiuta Verità incisa nel dovere così come nel Diritto circa il Bene e la Salute del rispetto d’ognuno (ovviamente negato, proclamando l’opposto), rinnega a beneficio di ogni economico vantaggio ottenuto richiesto qual benefico unguento spacciato come e più del rinomato ‘ciarlatano’…

 

Dacché benvenute più per i profeti ad uso dell’anticristo al consumo & servizio associato dell’avaro petrolio, i quali accompagnati da ogni motivata coscienza negata per ogni accordo siglato… possono astutamente rimuoverle dall’industrioso profitto dell’anarchico mercato…, al quale è grato, tanto l’homo civilizzato quanto il futuro dell’iper-formicaio così coltivato privo di Anima (mundi) non men del braccato Spirito. Proclamando il beneficio ottenuto per ogni disgraziato e/o imbecille che fornirà il proprio ‘votato’ contributo alla caccia del suddetto!  




 Quindi da ‘Omo Salvatico’ braccato… propongo di rinnovarlo…, l’accordo cioè, fra Ragione Dio Spirito Diritto e Coscienza, non meno il diritto alla salute negata d’ognuno…

 

…Rinnovando l’orrore, soprattutto quando proviene da un Primo Cittadino - o Papero -  privo di qual si voglia cultura e sapere, circa i Virus che simmetrici avanzano, motivandone il dovuto rigetto circa l’Ambiente detto, quando e soprattutto l’appetito e la paura per ogni economica certezza in bilico sulla Cima della cresta combattono con il nuovo drago e/o morbo che avanza dalla grotta dell’abisso; ciò dispensato vesto i panni di San Giorgio ed affliggo il cerbero Drago con due teste che morde e uccide l’avvenire d’ognuno.

 

Sposandosi con ogni Virus di questa martoriata crosta di Terra…

 

Fra i due mali indistintamente ignorati da chi nel male crea e fonda il proprio potere, corre reciproco accordo e dipendenza, e se tutto ciò non motiva Verità, ma rigetto, innalzo e rinnovo l’elmo antico ma pur sempre infinito della Natura non del tutto affondata, e chi la seppe e sa’ ancora celebrarla e pregarla al meglio. Una Foglia ingiallita, e così in rispetto al mio credo la rendo Infinita e simmetrica al ciclo dell’intera Natura… ed attendo felice Primavera.




Codesta l’Eretica Preghiera braccata.

 

Per il resto, mio caro boscaiolo taglialegna e cacciatore oppure raccoglitore, dall’altrui ‘potere’, non affaticarti a seguire l’immateriale mio ed altrui ingegno, dacché il tuo vien albergato e dispensato da ben altro intento con cui accompagnato… Noi Eretici siamo soli deboli e calunniati… e solo accompagnati dalla forza di un più elevato Dio… dimenticato…

 

…Ora e per concludere il Sentiero si fa’ montagna quasi difficile nei suoi passaggi nelle impervie vie, nelle Rime e Poesie, abdicando alla Natura il compito dell’impervia Cima… non meno della scrittura con cui risponde alla tua critica…




  

AI LETTORI NEMICI 

 

Non meno necessari, voialtri. L’Omo Salvatico, che odia il mondo per santa obbedienza al suo Signore Gesù Cristo, deve essere odiato dal Mondo e dai suoi dragomanni e curiali, che siete voialtri, e vi chiamate, come i vostri consobrini sotterranei, Legione.

 

Ogni uomo esiste in virtù dei suoi nemici.

 

Chi non ha nemici ha forma d’uomo ma è, nelle cateratte delle generazioni, una gocciola insapora, senza nome e senza luce. I nemici son necessari al forte per dimostrare la sua potenza; allo stoico per mettere a prova la sua inalterabilità; al superbo per sentire i suoi limiti, e finalmente ai cristiani che dai nemici imparano l’umiltà e il più difficile amore.




 Amati nemici, vi offriamo in queste pagine molte nuove ragioni di odiare (o, se volete, di spregiare o sbeffare) due bestie refrattarie all’addomesticamento della luciferissima civiltà contemporanea.

 

Sono agnelli che gemono nel martirio o lupi che cercano di poggiare il muso sulla manica di un santo?

 

La sentenza l’aspettiamo dalle vostre labbra sottili, dalle vostre penne appuntite. Non dite, però, che vogliamo tornare al Medio Evo. Il Medio Evo è appena finito, se pure è finito. È storia di ieri l’altro. Noi vorremmo tornare assai piri addietro nei secoli; al di là del Golgotha, al di là del Giordano, al di là di Ur in Caldea. Abbiamo la nostalgia inguaribile del Primo Evo: e la nostra vera epoca è quella che fu la vigilia del Diluvio Universale.





BIVIO E/O SEGNALETICA

 

 ZONA ‘A’ ovvero ‘a maggior tutela’ per ogni specie di Flora e Fauna, quindi con la speranza, se transitate l’odierno Parco ammirato, di esser ammazzato con l’intera selvaggina con cui accompagnato.




 Il Trofeo sarà esposto sulla pubblica piazza, oppure al Castello; le giostre con dame e cavalieri non meno di urla grida e imprecazioni sono ammesse e concesse qual ordine vigilato dell’ordine pubblico, successivamente multato nella vigile attesa della pubblica piazza, alla berlina ben segnalata dalla Comune Storia…

 

…Che pensavamo ben d’evitare…

 

Non solo insulti calunnie e ruota della morte qual pubblica penitenza in cagione di future lotte fra materia e Spirito ivi transitato o deambulato, e mai siano dette intestine, giacché il povero ‘umiliato’ nonché povero ‘pedone’ in medesimo Sentiero tracciato tanto dalla Storia quanto dal morbo che l’avvelena e rinnova, digiuno e per giunta anco un poco impaurito quasi stracco, ma di Spirito come dicevo, elevato nonché rinnovato… quasi rinato; ed i protettori allo contrario, forti dell’altrui coraggio così mirato, quindi perBacco potranno celebrarne il sacrificio sperato e farne bottino così come si è soliti circa la Natura intera...




 …In siffatta Giostra vinceremo di sicuro, quanto al cavaliere con l’elmo a forma di papero, avremmo l’intuizione di riporlo al giusto pollaio donde nato e allevato…

 

Si raccomanda per cotal cerimonia e/o Giostra detta di indossare la mimetica divisa, nonché l’immancabile giubbotto cespugliato, il pantalone militarizzato, l’elmo, e il cane accompagnato e ben connesso. La mira di siffatta disciplina richiede coraggio ad oltranza soprattutto quando la misera selvaggina pensa e vola in più elevato solitario sentimento. Si prega di attendere il segnale precostituito e se pur uno accordarsi con i rimanenti tre della invisibile comitiva…

 

Se ammiri hora l’homo selvatico non dartene rammarico, sai le specie sono tante…

 

A: ovvero ad alta tutela… 

 


 

Abba pater

 

 ‘Omnia tibi possibilia sunt: transfer calicem hunc ad me; sed non quod ego volo, sed quod tu’.

 

Così Cristo (Signore, Maestro, fratello, Salvatore e vittima dell'uomo), nell’ora più triste della sua Passione, ci ha insegnato a pregarti, non già di fare la volontà nostra, che può esser torta, ma la tua ch’è diritta e paterna, perché muove dall’Amore Infinito che tutto penetra ed ama. Noi siamo fratelli di nostro padre, di nostra madre, dei nostri fratelli, dei nostri amici, dei nostri nemici; ma di Te solo siamo figli, o ineffabile Padre non nato di madre, o padre e madre, inaccessibile, unitrino, increato, onnipulsante cuore da sopra i Cieli. Questa nostra carne corruttibile, che non appartiene a noi ma alla morte, racchiude qualche cosa che è tua, che v’accendesti dentro, che non morrà. Benedici dunque. Padre, la nostra anima, la nostra parola, la nostra penna; benedici i lettori di quest'opera: coloro che si rallegreranno, coloro che si rattristeranno, coloro che s'offenderanno, coloro che ci fraintenderanno e odieranno; e se, deboli e fragili come siamo, avremo offeso qualcuna delle tue sante leggi, perdonaci, Padre e Signore, tu che sei potenza e bontà.




 Abbiente

 

Cè l’abbiente e il non abbiente. Ma il vero, autentico, assoluto non abbiente, e il più pericoloso di tutti, è il Poeta, il Santo, l’Artista, l’Omo Salvatico; esso non possiede che i suoi sogni, le sue estasi, le sue immagini, la sua insocialità; cioè non possiede nulla di ciò che veramente è, di ciò che vien custodito nelle banche, di ciò insomma senza di cui non si può essere, secondo gli abbienti, buoni cittadini. Eppure questo non abbiente (cosa incredibile per gli abbienti) è il più gran proprietario del mondo perché, non avendo che la propria immaginazione, si fabbrica con essa una miriade di paradisi e in essi vive beato, almeno in tutti quei momenti che può sfuggire, toccato dall'arte o dalla grazia, al paradiso dei porci. 

 

Abilità 

 

È la prima delle quattro virtù cardinali registrate nel catechismo dell’Anticristo. Le altre sono: Ingiustizia, vigliaccheria, crapula. Abili: il giocatore politico di bussolotti; il commerciante di merda caramellata; il fallito a borsa piena; l’alteratore di conti che controllati non fanno una grinza; il bottegaio che mette un pezzetto di piombo sotto il piatto della bilancia per defraudare il cliente d’una fetta di mortadella; il prete creduto casto che frequenta, vestito in borghese, nell’ore bruciate, i postriboli; il ladro in guanti gialli che, a forza d’oneste frodi, è arrivato a conseguire contemporaneamente la commenda, il milione e il titolo di senatore per censo, ecc. Da ciò deriva che l’abilità consiste nel parere e l’inabilità nell’essere. Essere onesti, intelligenti, buoni, è il colmo dell’imbecillità. La vera saggezza sta tutta nell’esser mediocri e furfanti e nell’apparire precisamente il contrario. Dio non esiste, pensa l’abile cittadino del tempo nostro; però l’Opinione Pubblica, pur troppo, esiste; tuttavia, se saprò manovrare accortamente, potrò fare il diavolo di notte e di giorno il santo. E si prova, e splendidamente riesce.

 



Abisso 

 

Dice il Signore: l’Abisso invoca l’abisso. Difatti l’infinita furfanteria dei politicanti invoca l’infinita imbecillità dei governati; la profonda ignoranza dei maestri postula la profondissima ottusità dei discepoli; e l’abisso dei nostri peccati chiama l’abisso della misericordia divina. Il dottor Enteroclismi gridava un giorno così: ‘Badate bene: tra la scienza e la fede c’è un’abisso, tra l’esperienza e la rivelazione c’è un abisso, tra il pensiero moderno e i dogmi della chiesa c’è un abisso, tra le tenebre del medioevo e lo splendore del secolo ventesimo c’è un abisso.... Ma in quel momento, non accorgendosi che la botola d’una fogna era stata aperta proprio allora sul marciapiede, vi cascò dentro tutto quanto e si udì la sua voce cavernosa che gridava dal fondo melmoso della chiavica: Abisso... Abisso...


(Prosegue....)

 



 



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