IL GRASSO LEGNAIUOLO

IL GRASSO LEGNAIUOLO
& UN MONDO PERDUTO

mercoledì 16 settembre 2020

IL SESTO EVENTO (14)

 








   

    Precedenti capitoli...:


    Di similar Eventi (13/1)


   Prosegue nel...:


  Capitolo completo (il 3 ott. non mancare...)


 ...con gli 'Autori' (degli interventi) (15)









L’immagine ingannevole risalta all’occhio, poi per il piacere della restante platea in nome e per conto della folla intera, a detta di qualcuno ‘popolo dell’intero pianeta’, veicolato dalla poltrona all’oblio della ‘quotidiana’ biblica giornata letta di fretta, nello show ammirato e frazionato nonché ben confezionato risaltare ad ugual occhio dalla ‘Prima’ all’ultimo ‘capolinea’, ove approdato il (biblico) Destino dell’intero Pianeta non ancora del tutto deragliato affogato – oppure - naufragato dall’esplosiva merce della propria ed altrui stiva.

 

Quando la nave cola a picco  meglio non importunare il comandante, è d’obbligo nel delirio della scialuppa, che la divisa sia in ordine e radersi bene la barba ed assumere aspetto corretto e dignitoso ed indossare la dovuta mascherina; se poi, nonostante la fugace ‘grande Notizia’ dalla stiva all’Albero Maestro approdata come una portentosa Onda, si faccia dovuta attenzione a non saltare con tutta la ‘polveriera’ che tal nobile Fregata cela…   



 

 Sull’erba del South Lawn alla Casa Bianca, lo stesso sfondo di colonne bianche della firma degli accordi di Oslo il 13 settembre del 1993, in pochi indossano la mascherina, i più ligi sono gli israeliani, da dopodomani il Paese deve sottoporsi alla seconda quarantena totale per rallentare l’epidemia. Donald Trump ha voluto dare a questo patto tra lo Stato ebraico, gli Emirati Arabi e il Bahrein un nome biblico: gli accordi di Abramo sono i primi dal 1994, dalla stretta di mano con la Giordania. Il presidente americano parla di ‘sangue che ha bagnato le sabbie del deserto’, spiega che anche Netanyahu ‘è stanco della guerra’.  

 

I pochi dettagli sul documento emergono dalle polemiche politiche israeliane. La sinistra all’opposizione rivela che l’intesa prevede il via libera per gli Stati Uniti alla vendita dei jet militari F-35 agli Emirati, sarebbe la prima volta che un governo israeliano rinuncia all’’esclusiva’ nella regione sugli armamenti americani. L’estrema destra reagisce ad altre ipotesi: il testo conterrebbe un riferimento alla soluzione dei due Stati assieme alla promessa israeliana di fermare l’annessione di parte della Cisgiordania e la costruzione di colonie.

 


 

Ciò che risalta alla Ragione un mare di petrolio (in attesa del dovuto intendimento al giusto Valore) e un nuovo ‘distributore’ per correre ancora più veloci verso l’abisso, oppure, l’atroce unanime innominato Destino.

 

La Pace che auspichiamo all’intero Pianeta (anche su Venere, là ove, ci vien contestualmente detto quale equazione della stessa formula di progresso, dimorare la Vita in forma gassosa…. e non ancora del tutto né inquinata neppure ulcerata, questa di per se già un’ottima prospettiva di vita ugualmente fondata…) non scritta dall’insana corrotta economia, bensì nella più certa prospettiva d’un mondo nuovo, più pulito, e non solo dalla pandemica vendetta della Natura, mutilata ed offesa…




 Caldo estremo, uragani, piogge torrenziali, incendi, nuovi virus aggressivi come quello che ha segnato il mondo intero nel 2020. La natura ha cominciato a ribellarsi. E non c’è più tempo: l’impatto dell’uomo sul nostro pianeta ha un peso ormai insostenibile. Molte patologie infettive degli ultimi decenni, da Ebola all’AIDS, da hendra alla dengue, non sono solo tragedie dettate dal caso. C’è un nesso profondo tra la loro diffusione e i cambiamenti climatici, la deforestazione, l’inquinamento e anche la diseguaglianza sociale, perché povertà e fame sono alleati dei virus. Dobbiamo imparare dai nostri errori e agire subito per correggerli.

 

Il clima di un futuro che per certi versi è già presente può trasformare lande vaste della terra in incubatori incredibili per le larve di zanzare. Lo scioglimento delle calotte polari può minacciarci con virus giganti che riemergono dai ghiacciai. Negli ecosistemi degradati gli agenti patogeni si adattano alle poche specie selvatiche rimaste e riescono a fare più facilmente il salto da un pipistrello o un roditore a noi. Nelle aree inquinate, i microrganismi trovano autostrade spianate per insediarsi e moltiplicarsi. La natura ci chiede di fare pace con lei.

 

Ascoltiamola!  




L’immagine ‘anamorfica’ splende e riluce, come se dalla ‘nuova unione’ qual bandiera elevata alle impreviste intemperie del comune Tempo vissuto - Cima dell’Albero maestro -, possa veramente fondare la pace cui la Terra respira, eppure soffocata, in ultimo disperato rantolo; e il pover’uomo non ancor del tutto contagiato dalla pandemica ulcerata Natura, oppure bruciato al rogo di ugual disperazione, come al respiro mutilato d’un polmone afflitto, dirsi soddisfatto circa il traguardo raggiunto siglato dal fondo dell’Abisso…




Trump assicura che ‘almeno altre cinque nazioni sono pronte a seguire questi passi’, che anche i palestinesi torneranno a negoziare (‘ci stiamo parlando’), che potrebbe raggiungere un accordo con l’Iran in poco tempo, ‘se venissi rieletto’. Per ora la cerimonia ha solo riavvicinato i leader palestinesi divisi, il presidente Abu Mazen ha parlato con Ismail Haniye, capo di Hamas, e insieme ribadiscono: ‘La nostra causa non si svende’.

 

Negli stessi minuti della firma, dalla Striscia di Gaza i miliziani hanno sparato razzi contro le città israeliani, ad Ashdod i feriti sono 6.




 Lucifero incanta l’intera platea nell’acrobatico numero ove sulla corda sospesa cammina in precario equilibrio, non facendo scorgere la linea sottile - dividere ed unire - il baratro profondo dal fuoco sulfureo emergere dal vulcano fucina della Terra, qual inganno proclamato…

 

Regna squilibrio fra il peso dell’intera Economia in acrobatico equilibrio (come tutti i suoi derivati, prima e dopo Oswald, connessi allo stesso circo da cui la Storia…), ed il filo sottile che la tiene sospesa, alta nel Cielo sino al più remoto Pianeta; ed ove indistintamente ogni primitivo Elemento, sotto il tendone da circo eretto in stratosferico delirio, tremare di paura per il ‘numero’ dell’acrobata da cui il fiato mozzato, o ancor meglio, mutilato, avverso ad ogni più certo ‘equilibrio’ della Terra intera.




 Questa pandemia è la paura vera, non la dimenticheremo mai. Ci insegue come una belva feroce, è lava che erutta dal vulcano, onda dello tsunami, sisma, alluvione. Segnerà la nostra storia, come la peste che dilagò nel Trecento da Costantinopoli a Messina e che tornò ancora a lungo a visitare l’Europa.

 

Poco importa che a provocarla fosse un batterio e non un virus.  Per il biologo Peter Medawar, Nobel per la medicina nel 1960, ‘i virus sono frammenti di cattive notizie avvolti in una proteina’. Sono puro materiale genetico di un genoma semplice, privi di meccanismi per la replicazione e senza metabolismo. Da soli non sanno nutrirsi, non sanno generare copie di sé. Non vivono. Con gli animali però hanno in comune gli eventi della selezione naturale: competono, combattono, attaccano e distruggono per resistere e replicarsi, con un’abilità spettacolare di adattarsi all’ambiente.

 

Ma se qualcosa il contagio può insegnarci è che i mostri si addomesticano con la figlia del pensiero lucido, la scienza, e con la madre degli abbracci che abbiamo dovuto perdere, la cooperazione. C’è una battaglia che bisogna combattere, da subito, imbracciando la stessa responsabilità che ci ha visti chiusi per giorni nelle case, barricati contro un avversario invisibile.

 

Se vogliamo salvare la salute, dobbiamo salvare la Terra!




 Che il riscaldamento globale sia dovuto alle attività umane non è una mia ipotesi. È un dato acquisito per la comunità scientifica e già nel 2000 il rapporto di causa-effetto era confermato dall’ONU. Così come è riconosciuto, senza alcun dubbio, che i cambiamenti climatici siano il nemico che accomuna malattie infettive, patologie non trasmissibili, calamità.

 

Viviamo nell’era geologica in cui sono gli esseri umani a rimodellare il pianeta. Un’era battezzata, appunto, ‘Antropocene’.

 

Noi, con gli animali che alleviamo e addomestichiamo, siamo la maggioranza dei mammiferi del mondo. Per il nostro benessere e per il nostro cibo incendiamo foreste, impoveriamo il suolo, distruggiamo ecosistemi.

 

Non c’è da meravigliarsi che la natura torni a rubare la scena.

 

Le piene, gli incendi, i tornado.

 

E le epidemie.

 

Se tra qualche milione di anni ci fossero ancora dei geologi, definirebbero l’‘Antropocene’ dalla semplice osservazione dei microscopici frammenti di plastica incastonati nelle rocce. Non possiamo pensare di infrangere senza conseguenze le leggi del pianeta blu. La divisione delle ere geologiche è scandita da cinque grandi eventi di estinzione di massa, i cosiddetti ‘big five’.

 

C’è chi ipotizza che il nostro impatto sul clima, dalla concentrazione di gas serra alla tragica acidificazione dei mari, possa generare un ‘sesto evento’, se non per tutta l’umanità di sicuro per molti Ecosistemi indispensabili per la vita umana….




 L’immagine non riflette il vero intendimento della Pace neppure il suo vero e più profondo ‘concetto’; il ‘discorso’ offerto quale verità in aspettativa della nomina che sancirà l’acrobatico numero in precaria replica richiede dovuta conferma per l’alto ‘rischio’ offerto all’incolumità dell’intera platea… circa ugual concetto (di pace) celato oppure avvelenato…

 

L’acrobata cela ai riflettori della Scena la grande Rete, fors’anche ‘ragnatela’, ove l’uomo-ragno (nuovo super-eroe gettonato) legato alla fitta ‘trama’ che lo solleva e protegge per ogni nuova ragnatela, e non certo giusta rotta tracciata, nella polverosa cantina e stiva della ‘polveriera’ intera… ove regna siffatta impropria Natura…  



 

Restano aspetti controversi, tra cui una fornitura di cacciabombardieri F-35 agli Emirati, a cui Netanyahu è contrario. Un alto diplomatico israeliano spiega: gli Emirati sono troppo vicini all’Iran, che può trovare il modo di carpire i segreti di quei jet militari. Trump si è detto favorevole, ‘anche perché significa creare posti di lavoro americani’.

 

Ma è un dettaglio in uno scenario in grande movimento. Soprattutto se si conferma la previsione di Trump sulla prossima normalizzazione Arabia saudita e Israele, questa Amministrazione coglie i frutti di un lavoro strategico di quasi quattro anni. È la costruzione di un ampio fronte filo-americano e filo-israeliano nel mondo arabo, che rende ancora più duro l’isolamento inflitto alla potenza sciita dell’Iran (in previsione d’una Guerra ancora non del tutto seminata, ed ove si cella l’inganno, aggiungiamo… ed infatti leggiamo…: ).

 

Nella stessa giornata festosa di ieri arrivava la notizia che Teheran progetta di assassinare l’ambasciatore Usa in Sudafrica, come rappresaglia per l’eliminazione di Soleimani. Pronta la reazione di Trump:

 

‘La nostra risposta sarebbe mille volte più forte’.




La Pace che auspichiamo in nome del vero discorso non ancora seminato, data dal valore del vero equilibrio circa la ‘gravità’ su cui l’uomo, e con lui l’umanità intera, cammina per questa martoriata Terra, sospesa su un filo non scorgendo la fitta ragnatela, e non certo acclamando l’intero Circo il quale costantemente crea ‘saltimbanchi’ quali dèmoni in Terra per il falso miracolo a beneficio e suffragio della Secolare Guerra…

 

Cioè da quando l’uomo (in)Crociato non ancora imbarcato verso il più degno sepolcro di cui l’Uomo crocefisso!

 

Ci auguriamo solo che la Verità emerga fra l’interesse del singolo cittadino di questo Pianeta, e l’economica intesa nel falso equilibrio da cui l’universale declino del nuovo Lucifero, non venga siglata con sangue innocente d’una Guerra non ancor nata, ove dèmoni e altrettanti ‘equilibristi’ muovere il proprio destino in ugual numero offerto, giacché l'acrobatico numero conosce diverse Compagnie cui godere lo spettacolo da fiera bramato…

 

Sospeso su un filo in eterno precario equilibrio…




 Ed il paralitico con l’uccellino blu cobalto (della Ragione quanto dell’intelletto al palmare della propria mano) ridere con gli occhi quando al Circo Togni l’acrobata sbaglia il numero…

 

…Fornendo utile pretesto…

 

Per ultimo aggiungo che forse di Pace, quella vera, dovrebbe incaricarsene il potere Spirituale (in nome del potere regale da cui l’intera Natura, e poi, non per ultima l’umana derivata, e non certo un prezioso diamante caduto per il tornaconto del suo celato padrone di questa martoriata Terra eternamente… crocefissa…), quello per intenderci, in cui ognuno avvelenato e costantemente vilipeso…

 

Cedo la parola ad un ‘nonno’, ad un ‘anziano’, ad un dotto della Pace…








 

martedì 8 settembre 2020

LETTERE (9)

 









     








    Precedenti capitoli...:


     Dell'orgia... (8/1)


    Prosegue con...:


    Lettere (10)     (& Carteggio completo...) 


    &  Delle brevi riflessioni... (12)  &  (13)








Caro signor Freud,

 

La proposta della Società delle Nazioni e del suo istituto internazionale di cooperazione intellettuale di Parigi d’invitare una persona di mio gradimento a un sincero scambio d’opinioni su un problema qualsiasi a mia scelta, mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo, la più urgente fra tutte quelle che si pongono alla civiltà.

 

Il problema è il seguente: c’è un modo per liberare gli uomini dalla minaccia della guerra?

 

È risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta; tuttavia, nonostante tutta la buona volontà, nessuna soluzione proposta ha mai portato a qualcosa.




 Penso anche che coloro cui spetta affrontare il problema in maniera professionale e pratica divengano di giorno in giorno più consapevoli della loro impotenza in proposito, e abbiano oggi un vivo desiderio di conoscere le opinioni di persone assorbite dalla ricerca scientifica, le quali per ciò stesso siano in grado di osservare i problemi del mondo con sufficiente distacco.

 

Quanto a me, il normale oggetto dei miei pensieri non m’aiuta a discernere gli oscuri recessi della volontà e del sentimento umano. Pertanto, riguardo al problema che Le propongo, dovrò limitarmi a cercare di esporlo nei giusti termini, consentendole così, su un terreno sbarazzato dalle soluzioni più ovvie, di avvalersi della Sua vasta conoscenza della vita istintiva umana per far luce sul problema.




 Vi sono determinati ostacoli psicologici di cui chi non conosce le scienze della mente ha un vago sentore, e di cui tuttavia non riesce a esplorare le correlazioni e i confini; sono convinto che Lei potrà suggerire metodi educativi, più o meno estranei all’ambito politico, che elimineranno questi ostacoli. Essendo immune da sentimenti nazionalistici, vedo personalmente una maniera semplice di affrontare l’aspetto esteriore, cioè organizzativo, del problema: gli Stati creino un’autorità legislativa e giudiziaria col mandato di risolvere tutt’i conflitti che sorgano tra loro.

 

Ogni Stato dovrebbe assumersi l’obbligo di rispettare i decreti di questa autorità, d’invocarne la decisione in ogni disputa, di accettarne senza riserve il giudizio e di attuare tutt’i provvedimenti che essa ritenesse necessari per far applicare le proprie ingiunzioni. Ma già all’inizio s’incontra la prima difficoltà: un tribunale è un’istituzione fatta di uomini che, quanto meno è in grado di far rispettare le proprie decisioni, tanto più soccombe alle pressioni extragiudiziali.




 Vi è qui una realtà da cui non è possibile prescindere: diritto e forza sono inscindibili, e le decisioni del diritto si avvicinano alla giustizia, cui aspira quella comunità nel cui nome e interesse vengono pronunciate le sentenze, solo nella misura in cui tale comunità ha il potere effettivo d’imporre il rispetto del proprio ideale giudiziario. Oggi siamo però lontanissimi dal possedere un’organizzazione sovrannazionale che possa emettere verdetti d’autorità incontestabile e imporre con la forza di sottomettersi all’esecuzione delle sue sentenze.

 

Giungo così al mio primo assioma: la ricerca della sicurezza internazionale implica che ogni Stato rinunci incondizionatamente a una parte della sua libertà d’azione, vale a dire alla sua sovranità, ed è assolutamente chiaro che non v’è altra strada per arrivare a tale sicurezza. L’insuccesso, nonostante la loro manifesta sincerità, dei tentativi volti nell’ultimo decennio a realizzare questa meta ci fa concludere senz’ombra di dubbio che qui operano forti fattori psicologici che paralizzano gli sforzi.

 

Alcuni di questi fattori sono evidenti.




 La sete di potere della classe dominante è in ogni Stato contraria a qualsiasi limitazione della sovranità nazionale. Questo smodato desiderio di potere politico si accorda con le mire di chi cerca solo vantaggi mercenari, economici. Penso soprattutto al piccolo ma deciso gruppo di coloro che, attivi in ogni Stato e incuranti di ogni considerazione e restrizione sociale, vedono nella guerra, nella fabbricazione e vendita di armi, soltanto un’occasione per promuovere i propri interessi personali e ampliare l’autorità personale.

 

Tuttavia, l’aver riconosciuto questo dato inoppugnabile ci ha soltanto fatto fare il primo passo per capire come stiano oggi le cose.

 

Ci troviamo subito di fronte a un’altra domanda:

 

com’è possibile che la minoranza ora menzionata riesca ad asservire alle proprie cupidigie la volontà del popolo, che da una guerra ha solo da soffrire e da perdere? (Parlando della maggioranza non escludo i soldati, di ogni grado, che hanno scelto la guerra come loro professione, convinti di giovare alla difesa dei più alti interessi della loro razza e che l’attacco è spesso il miglior metodo di difesa).




Una risposta ovvia a questa domanda sarebbe che la minoranza al potere ha in mano la scuola e la stampa, e di solito anche la Chiesa.

 

Ciò le consente di organizzare e influenzare i sentimenti delle masse, rendendoli strumenti della propria politica.

 

Eppure, nemmeno questa risposta dà una soluzione completa, e fa sorgere un’ulteriore domanda:

 

com’è possibile che la massa si lasci infiammare con questi mezzi fino al furore e al sacrificio delle proprie vite?

 

Una sola risposta è plausibile:

 

perché l’uomo ha dentro di sé il desiderio di odiare e distruggere.




 In tempi normali questa passione rimane latente, emerge solo in circostanze eccezionali; ma è abbastanza facile attizzarla e portarla alle altezze di una psicosi collettiva.

 

Qui, forse, è il nocciolo del complesso di fattori che cerchiamo di districare, un enigma che può essere risolto solo da chi è esperto nella conoscenza degl’istinti umani.

 

 Arriviamo così all’ultima domanda.

 

È possibile dirigere l’evoluzione psichica degli uomini in modo che diventino capaci di resistere alle psicosi dell’odio e della distruzione?




 Non penso qui affatto solo alle cosiddette masse incolte. L’esperienza prova che piuttosto la cosiddetta intellighenzia cede per prima a queste rovinose suggestioni collettive, poiché l’intellettuale non ha contatto diretto con la cruda realtà, ma la vive attraverso la sua forma riassuntiva più facile, quella della pagina stampata.

 

Concludendo:

 

ho parlato sinora soltanto di guerre tra Stati, ossia di conflitti internazionali. Ma sono perfettamente consapevole del fatto che l’istinto aggressivo opera anche in altre forme e in altre circostanze. (Penso alle guerre civili, per esempio, dovute un tempo al fanatismo religioso, oggi a fattori sociali; o, ancora, alla persecuzione di minoranze razziali.)




 Ma la mia insistenza sulla forma più tipica, crudele e folle di conflitto tra uomo e uomo era voluta, perché abbiamo qui l’occasione migliore per scoprire i mezzi e le maniere mediante i quali rendere impossibili tutti i conflitti armati. So che probabilmente nei Suoi scritti possiamo già trovare risposte esplicite o implicite a tutti gl’interrogativi posti da questo problema che è insieme urgente e imprescindibile. Sarebbe tuttavia della massima utilità a noi tutti se Lei esponesse il problema della pace mondiale alla luce delle Sue recenti scoperte, perché tale esposizione potrebbe indicare la strada a nuovi e proficui modi d’azione. 

 

Cordiali saluti, 


A. Einstein


  (Prosegue...)







venerdì 4 settembre 2020

QUANDO LA STORIA SI RIPETE (ovvero: il cuoco di Putin) (7)



 







Precedenti capitoli:


Del lungo viaggio della nostra Anima (6/1)


Il lungo Viaggio...:


Riprende là ove lo abbiamo lasciato (8)








Con il permesso del cuoco di Putin, mi appresto digiuno, a queste brevi lapidarie parole, da povero mendicante quale sono; qualcuno potrà anche, se vuole, negli intervalli fare qualche rutto o anche gassosa pernacchia, alla nostra faccia…

 

Qualcuno se vuole e crede, potrà ridere a crepapelle!

 

Qualcun’altro potrà cambiare canale…

 

Giacché il popolo italo-padano, da altri ed innumerevoli commensali accompagnato e cinto, colto dall’insana improvvisa malattia dall’oligarca unita, stretto al suo letto.

 

L’Italia intera veglia e prega Berlusconi come la Madonna!




 Si badi bene per codesta breve nota introduttiva, non è nostra intenzione interferire, né sulla salute di tutti coloro che sono quotidianamente nutriti o avvelenati, sia dal cuoco che dallo staff dell’intera cucina, cui i più devoti e meritevoli si sfamano e nutrono - dagli infanti ai politicanti -; né sulla salute di coloro che per un improvviso calo di zuccheri dichiarati digiuni di politica quindi dei poppanti  e/o infanti nati, ed altresì sfamati e nutriti come tali: ovvero sfortunati mendicanti i quali non avendo digerito per intero l’umile offerta è stato consigliato un pasto all’altezza del proprio ed altrui palato, anche se inalato ancor meglio, giacché a suddetto  piacere mai sia concesso il ‘diritto’ che cotal cucina quotidianamente dispensa nell’ora di punta della giornaliera mensa… 

 

Ci dichiariamo altresì preoccupati che tale gastronomica interferenza non approdi sino all’opposto Impero del pianeta, fin da ora ci scusiamo con lo staff della cucina che quotidianamente ci… sfama e nutre…

 

Facciamo tesoro della nostra umile elemosina in nome e per conto della cucina unita! 




Attenzione, questo non è un trapano informatico. Stiamo chiudendo la Fondazione anticorruzione.

 

Come fanno spesso i negozi, scrivono a grandi lettere: LIQUIDAZIONE. IL NEGOZIO STA PER CHIUDERE. ULTIMA VENDITA. La gente recepisce questo espediente pubblicitario, per le merci offerte presumibilmente con uno sconto, ma in realtà nessuno si ferma.

 

Nel nostro caso, dobbiamo davvero dire che l’organizzazione no profit Anti-Corruption Fund, che ho fondato 9 anni fa, è giunta al termine, perché semplicemente ci è stata tolta.

 

E sto registrando questo video molto importante in modo che non ti venga portato via. E qui serve il tuo aiuto.

 

Cosa sta succedendo?




 La scorsa estate, tu ed io abbiamo deciso di dare battaglia a Russia Unita, Putin e Sobyanin a Mosca. Abbiamo nominato i nostri candidati, abbiamo lanciato il voto intelligente per sostenere i parlamentari dell’opposizione. Abbiamo svolto indagini su tutti i membri chiave di Mosca Russia Unita e ridotto le loro valutazioni.

 

Il Cremlino e l’ufficio del sindaco, in risposta, non hanno permesso a tutti gli indipendenti di partecipare alle elezioni, rendendosi conto che avrebbero vinto.

 

In risposta, abbiamo chiamato tutti gli oppositori per manifestare il dissenso.

 

In risposta, il Cremlino ha incarcerato tutti gli indipendenti, compreso il sottoscritto e un gruppo di altre persone, e ha disperso le proteste. E poi abbiamo intrapreso indagini e abbiamo scoperto che il voto intelligente funzionerà ancora in modo che il minor numero possibile di membri di Russia Unita diventino deputati.




 E poi abbiamo vinto. Solo con l’aiuto di falsificazioni, ‘falso voto elettronico’, le autorità sono state in grado di trattenere la maggioranza dei deputati, ma nella Duma della città di Mosca ora - per la prima volta nella sua storia – c’è un gruppo molto numeroso di veri deputati dell’opposizione che lavorano nei nostri interessi.

 

Dopo di che, Putin ha iniziato a battere i piedi sul pavimento e gridare: chiudi! liquidare!

 

Si è spaventato. Dopotutto, se tu ed io non abbiamo soldi, nessun candidato indipendente, nessun accesso ai media, nessuna risorsa amministrativa, in condizioni di falsificazioni può aver speranza di vincere.

 

Così il team-oligarchico di governo è andato a liquidare ad ogni costo sia la FBK che la nostra sede regionale. Siamo sopravvissuti a diversi raid. Centinaia di ricerche simultanee in tutto il paese. E così più volte di seguito. Ogni volta ci è stato confiscato tutto: dai telefoni e laptop alle lampade e ai bollitori. Siamo stati riconosciuti illegalmente come agenti stranieri , anche se non abbiamo mai ricevuto un centesimo di denaro straniero.

 

Contro di noi sono stati inventati casi penali.




I conti bancari di FBK e di tutte le altre persone giuridiche sono stati congelati . Hanno congelato i conti di centinaia di dipendenti e dei loro familiari. I conti miei, di mio padre, di mia madre, di mia moglie e persino dei miei figli sono stati congelati .

 

Siamo stati citati in giudizio dalla Rosgvardia, dalla polizia, dall’ufficio del pubblico ministero, dall’istituto di bilancio statale ‘Strade automobilistiche’, dai ristoranti, che hanno subito interferenze nelle nostre manifestazioni, e persino dalla metropolitana di Mosca. Di conseguenza, tutti i deputati indipendenti e i dipendenti della FBK che hanno chiamato le persone ai raduni hanno finito per dover milioni di rubli. Questa è una tecnica che Putin ha preso in prestito da Lukashenko. In Bielorussia lottano da tempo contro le manifestazioni.

 

Ora stiamo raccogliendo denaro per pagare queste multe e, con il tuo aiuto, lo raccogliamo.

 

Ma c’è stato anche un episodio separato, assegnato a Yevgeny Prigozhin. Lo stesso chef di Putin.




 Il fatto è che questo Prigozhin, sta cercando di guadagnare più soldi, ha fornito cibo avariato ai bambini. E a Mosca ci sono stati enormi avvelenamenti nelle scuole e negli asili. Hanno cercato di nascondere tutto questo, ma il nostro dipendente Lyubov Sobol si è messo al lavoro. Ha riunito gruppi di genitori dei bambini colpiti e ha iniziato a citare in giudizio e condurre indagini nei loro interessi.

 

E alla fine ha dimostrato tutto.

 

Insieme a dozzine di genitori, ha intentato un’azione legale collettiva contro le società avvelenate e le autorità di Mosca che hanno firmato contratti di ristorazione, chiedendo il riconoscimento dell’avvelenamento e il pagamento di un risarcimento. Il tribunale ha dichiarato colpevoli le società e ha parzialmente soddisfatto le pretese pecuniarie dei genitori delle vittime.

 

E poi è successo qualcosa che può succedere solo alla corte di Putin. Nonostante il fatto che abbiamo dimostrato avvelenamento. Nonostante il fatto che Prigozhin abbia pagato un risarcimento in tribunale. Ha fatto causa a me, Sobol e FBK, dichiara di non aver perseguitato nessuno e chiede da noi una somma impensabile: 88 milioni di rubli. E il giudice, che ha la chiara intenzione di distruggere la FBK ad ogni costo, colpisce con un martello e dice: Prigozhin ha ragione. Sì, non importa che abbia pagato un risarcimento. Non importa che i fatti di intossicazione alimentare siano riconosciuti da tutti. Devi pagarlo 88 milioni di rubli.




 Un’ironia a parte è che lui, avendo avvelenato centinaia di bambini, ha pagato loro 300mila rubli come risarcimento, e noi, che glielo abbiamo fatto pagare, dobbiamo pagarlo 293 volte di più.

 

Bene, alla fine. Ecco gli screenshot dal sito Web di FSSP, che mostrano che devo 29 milioni di rubli, Sobol - 29 milioni di rubli e FBK - 29 milioni di rubli.

 

 Non si può fare niente con me e Sable. L’importo è enorme e fino alla fine del governo di Putin, dovremo convivere con conti bloccati e ufficiali giudiziari, sequestrando qualsiasi nostra proprietà a favore del cuoco di Putin.

 

Ora la domanda è: cosa fare con FBK?

 

Non abbiamo più nulla. Tutto è stato portato via durante le ricerche precedenti. E ora toglieranno sia l’organizzazione stessa che il conto corrente. Il nostro nome ci è caro, ma, come ho detto molte volte, FBK non è un ufficio o un pezzo di carta del Ministero della Giustizia. FBK sono persone. Questi sono quelli che vengono qui per combattere la corruzione e tu che la sostieni.




Passeremo a un’altra entità legale e lasceremo che Putin e Prigozhin si soffochino su questo. Ma il valore più grande - tu - dobbiamo portarlo con noi. Perché non ascoltiamo nessuno, nessuno ci indica e non può influenzarci? Perché siamo finanziariamente indipendenti. Non abbiamo bisogno di oligarchi, o dello Stato, o appoggi esterni. Nell’ultimo anno, 21.467 persone ci hanno fatto donazioni. E, cosa più importante, il nostro prestigio: sono infatti 7607 persone che hanno sottoscritto pagamenti mensili. Cioè, li hanno registrati sul nostro sito Web e ci hanno automaticamente inviato circa 100 rubli, circa 500 e circa mille. E lo sappiamo: qualunque cosa accada, riceviamo circa 6 milioni di rubli al mese e abbiamo abbastanza per l’affitto degli uffici, Internet e almeno una parte dei nostri stipendi.

 

Ora il nostro conto corrente verrà rimosso e questi 7607 abbonamenti scompariranno.

 

Non possiamo trasferirli automaticamente. L’unica cosa che si può fare qui è che voi ragazzi seguiate il collegamento voi stessi ed effettuate nuovamente un pagamento ricorrente. Lascia che sia piccolo, ma permanente, in modo da capire quale budget abbiamo e poter pianificare le nostre attività.

 

Quindi arrivato fino a questo punto mi sono reso conto che si è rivelato comunque un trucco di marketing. Hanno promesso di liquidare, ma poi hanno chiesto soldi e hanno detto che sarebbe rimasto tutto.

 

Ma in effetti, rimarrà o meno e in che misura decidi tu. Ella Pamfilova pensa che ci ferisca davvero quando ci chiama ‘mendicanti politici’.




Ma no. Siamo orgogliosi di chiederti soldi e di dipendere da te. Ma non prendiamo un centesimo dal budget. Ma le nostre finanze sono trasparenti.

 

E quindi, cara Ella Alexandrovna, ricordati, col tuo amico Putin, che lo stiamo chiedendo di nuovo, speriamo che riceveremo ancora elemosina, e promettiamo a tutti che ogni centesimo sarà mirato ad avvicinare il momento in cui tu, tutta la tua Russia unita e l’intera banda del Cremlino lo farete sedersi sul banco degli imputati.

 

La votazione di tre giorni si svolgerà a settembre.

 

Si può discutere se la decisione su misure così urgenti e ovviamente illegali sia stata influenzata dal fatto che così tante persone hanno accettato di riconoscere questa ‘spazzatura’ con un voto di sette giorni - elezioni reali e si sono recate alle urne. Penso di sì, ma qualcuno non sarà d’accordo con me.

 

Ciò su cui non c’è dubbio è che, per la maggior parte, questa è una reazione di panico alla minaccia di Smart Vote.

 

Ciò deriva direttamente dalla decisione stessa del CEC. Ci sono molte campagne elettorali, ma introducono la ‘tre giorni’ solo dove si fa l’UMG: elezioni suppletive alla Duma di Stato; governatore; elezioni all’Assemblea Legislativa dei soggetti; elezioni alla Duma di città dei centri regionali.

 

Putin e Pamfilova hanno fatto un calcolo elementare e hanno capito: se trasciniamo il 15% degli elettori nell’UMG, sconfiggeremo la Russia Unita ovunque. Quindi si stanno preparando a falsificare ancora meglio.




 Quali sono i nostri pensieri e le nostre azioni?

 

1. Le vittime principali sono, ovviamente, le opposizioni sistemiche. I candidati del Partito Comunista della Federazione Russa, SR, Partito Liberal Democratico stanno diventando la preda più facile per i membri locali della Russia Unita che controllano la commissione. È ovvio che il patto globale tra il Cremlino e i sistemisti viene violato.

 

In precedenza, sei stato pagato per la tua coerenza con un caldo posto di vice, ma ora cosa? Possono promettere, ma in fondo toglieranno tutto se sarà molto più facile portarlo via.

 

2. Vediamo come gli specialisti di sistema mostreranno alcuni tentativi di annullare la decisione sui ‘tre giorni’. Non riesco a immaginare cosa avrebbero potuto promettere in cambio. Finora, sembrano essere in lieve prostrazione, almeno a livello di leadership.

 

3. La battaglia di settembre per le regioni sarà ancora più difficile del previsto.

 

4. Non stiamo cambiando i nostri piani. Volkov scrive correttamente. Quello che dobbiamo fare a settembre ha ancora senso, a differenza del voto del 1° luglio:

 

- a differenza della disgrazia del 1 luglio, ci saranno osservatori indipendenti (e membri delle commissioni con il PSG);

 

- a differenza della disgrazia del 1 luglio, ci saranno candidati indipendenti, ci saranno lotte politiche e intrighi, ci saranno molte persone interessate a un conteggio dei voti onesto;

 

- come ha mostrato una vergogna il 1° luglio, anche con una votazione settimanale in alcune regioni e città, non ci sono state falsificazioni, nonostante le opportunità ideali per le falsificazioni e un ordine diretto per le falsificazioni.




Cioè, è possibile individuare regioni e città in cui ci si può aspettare un conteggio relativamente equo, dove ci sono candidati indipendenti, dove non ci saranno problemi con le indicazioni per osservatori e GSG - e in queste regioni avrà senso lottare per il risultato e difenderlo. 3-4 osservatori per seggio elettorale, stretto controllo sulle scadenze anticipate attraverso i turni di turno, registrazione video delle urne sigillate di notte e aperte al mattino ... Sarà molto, molto difficile, ma nelle regioni con una normale cultura del conteggio dei voti sarà possibile difendere il risultato.

 

4. La principale differenza. A settembre c’è qualcosa per cui lottare (seggi parlamentari che possono essere portati via dalla Russia Unita) e c’è qualcuno per cui lottare (candidati e le loro squadre). Cioè, ci sono attori politici con i propri interessi.

 

5. Poiché stanno introducendo un periodo di tre giorni, significa che è necessario trascinare dall’UMG non il 15, ma il 20% degli elettori. Abbiamo bisogno di ancora più osservatori e molto più lavoro per amministrarli.

 

6. Qualunque siano le nuove regole che la CEC introduce, poniamoci una domanda: i residenti, ad esempio, di Novosibirsk e Tomsk crederanno che la Russia Unita ha vinto in tutti i distretti? Ovviamente no. Cosa faranno se cercheranno di ingannarli - dipende già da noi. Quanto convincentemente dimostreremo le falsificazioni.

 

7. È probabile che a settembre si svolga l’ultima procedura di votazione, che, almeno con un tratto, si può chiamare elezioni. O forse non già. Puoi scoprirlo solo facendoti coinvolgere in una rissa e facendo di tutto per vincere.

 

8. Quindi iscriviti subito a Smart Vote. Puoi anche registrarti lì come osservatore. Trascina lì i tuoi parenti e amici.

 

9. Ebbene, ci può essere solo una reazione alla cancellazione delle elezioni: la strada e le proteste. Non c’è altro modo. Altrimenti, un processo completamente irreversibile e un divieto totale di ogni opportunità di partecipare alla politica legale.


(Navalny.com)