giuliano

giuliano
IL TOMO

lunedì 2 marzo 2015

LA CASA DEL POPOLO









































Precedenti capitoli:

Una Domenica con il guardiano (1)  &  (2)


Alla memoria di  Theo Angelopoulos













28/12/1934

La mattina si aspettano i comandanti di sezione per l'istruzione.
Non sono venuti per tutta la mattina.
Due ore di tattica e di geometria.
Baccano e zuffa alla falange. Ci vado.
Prendiamo due ragazzi per le maniche, li trasciniamo nella cella.
Osipov si è preso un colpo nell'occhio, peccato che non si siano buttati
su di me, ne avrei ammazzato uno, e si sarebbero calmati.
Il capo distaccamento, 'certamente' non vede niente e non vuol sapere
niente. Devo solo provare a fare il mio lavoro, e capirà. Tutti sanno diri-
gere, bene o male. E tutti sanno esigere.
Come venire fuori dal BAM?
'Rifletti testolina, ti regalerò un berretto'. Ma io non ho nemmeno il tempo
di riflettere. Dunque, si dovrà trovare un modo per venirne fuori. Affonda-
re nell'alcolismo è escluso, finirei nella prima sezione. Sarebbe bello che
mi congedassero per inadeguatezza. Ma non esistono casi di congedo.
Troverò un sistema.







29/12/1934

In qualunque affare, l'occasione e l'umore della persona da cui dipende il
successo dell'impresa giocano un ruolo importante. Per il momento, l'oc-
casione non mi si è presentata, è troppo presto, ma l'occasione fa l'uomo
ladro.
Se si presenta, ne approfitterò anche se è troppo presto.
Le falangi se ne vanno a poco a poco.
Gli zek rientrano sono stati fuori tutta la notte...vanno a dormire...
Immagino il loro stato d'animo. A loro il lager deve sembrare un vero in-
cubo, senza senso, mostruoso.
E' così che lo vedo anch'io. Fino a oggi, non riuscivo a rendermi conto di
essere in un lager. Qui non occorre nessun sapere, niente cultura, i libri
più importanti sono censurati, niente cultura generale...
Finché non ci sono evasioni, tutto va bene.
Sono arrivato ad Archara. Un buco sperduto. Non c'è nessun posto per
ripararsi per un'ora o due. Fa meno trantasette, si gela e penso di avere
un po' di febbre.
(Vorrei chiedere asilo politico......)






...Nel 1932 il Soviet dei Commissari del popolo dell'URSS diede ordine
per la costruzione di una ferrovia Bajkal-Amur. Il BAM era il progetto di
importanza militare, che all'inizio fu affidato al Commissariato dei traspor-
ti e comunicazioni.
Il tempo concesso per il suo completamento era di soli tre anni e mezzo,
data la situazione nell'Estremo Oriente russo. Nel 1931-32 il Giappone
aveva occupato la Manciuria, privando così la Russia della Ferrovia orien-
tale cinese.
Questa era il principale collegamento tra Vladivostock, unico grande porto
della Russia nella regione e sede della flotta dell'oceano Pacifico, la Siberia
e le regioni centrali della Russia.
Il resto della Transiberiana era a un solo binario in molti tratti e per più di
mille chilometri correva lungo il confine sovietico con la Manciuria. Sacha-
lin meridionale apparteneva al Giappone, e quindi un secondo sbocco alla
costa del Pacifico era di primaria importanza strategica per l'URSS.






Nonostante una campagna di propaganda, apparve impossibile mobilitare
gli enormi numeri di lavoratori necessari per un duro lavoro in condizioni e-
stremamente severe in quello che una canzone popolare in un film di propa-
ganda sovietica definiva 'il nostro vicino e caro Estremo Oriente'.
Ben presto apparve chiaro che l'unico modo per completare l'opera fissata
da Stalin in un tempo così breve era quello di usare manodopera forzata.
La responsabilità del progetto fu quindi trasferita alla OGPU.
Successivamente al completamento del canale mar Bianco-Baltico, primo
grande progetto di costruzione del Gulag con l'impiego di lavoro forzato, mi-
gliaia di persone furono trasferite al BAM. Un gran numero di detenuti e di
'specpereselency' confluirono nel BAMlag.






A metà del 1935, quando Cistjakov era al BAMlag, circa 170.000 detenuti
vi stavano lavorando, e quando il lager fu smantellato nel maggio 1938 il nu-
mero era salito a oltre 200.000.
All'epoca del gulag si trovava un totale di oltre 1.800.000 detenuti.
Nel suo romanzo 'Vita e destino', Vasilij Grossman descrive questo nuovo
mondo dei lager di detenzione e il suo organizzatore:
"All'inizio della Nuova Politica Economica, Frankel' si era costruito una fab-
brica di motori a Odessa. A metà degli anni Venti, lo arrestarono e lo depor-
tarono sulle isole Solovki. Dal lager Frenkel' spedì a Stalin un progetto geni-
ale: 'geniale', il vecchio cekista usò proprio questa parola.
Nel progetto esponeva meticolosamente con competenza economica e tec-
nica, come impiegare masse enormi di detenuti per costruire strade, centrali
idroelettriche e bacini artificiali. Non mancò neppure l'apporto degli 'schiavi'
slavi...
E il detenuto Frenkel' nel freddo e buio della sua cella venne promosso su
due piedi tenente generale dell'MGB: il padrone aveva apprezzato la sua...
idea......".

(Ivan Cistjakov, Diario di un guardiano del Gulag;  film consigliato:

Theo Angelopoulos, La sorgente del fiume)













Nessun commento:

Posta un commento