giuliano

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IL TOMO

martedì 1 novembre 2022

PIU' SANTO CHE UOMO

 























Ed Io a Lui… (2)  


Prosegue ancora... 


con l'Autunno...







Nel tracciare la principale ‘cintura forestale’ della Sierra Nevada, come fece Muir negli anni spesi per il bene della Natura, rimase sconvolto dalle forze distruttive che vi operavano. Non meno di cinque segherie furono trovate operanti ai margini della cintura del Big Tree. A causa delle dimensioni degli Alberi e della difficoltà di abbattimento, questi furono dilaniati con la dinamite, un procedimento che aggiunse un nuovo elemento di spreco criminale alla terribile distruzione.

 

Il nobile boschetto di Fresno dei Grandi Alberi e quello situato sulla forcella nord del Kaweah erano già stati terribilmente devastati. Il meraviglioso boschetto sulla biforcazione nord del fiume Kings era ancora intatto, ma un uomo di nome Charles Converse aveva appena formato una Società per ridurlo a legname a buon mercato nel solito modo poco dispendioso ai fini del breve capitale conseguito, ma oneroso e incalcolabile  a danno della predata secolare Foresta.




Sperando di destare i legislatori della California (e non solo loro, giacché l’odierna impari lotta contro la Natura ampiamente rilevabile nell’intera Foresta Amazzonica)  sull’importanza economica di controllare questa distruzione, inviò alla Sacramento Record Union un articolo intitolato “I primi templi di Dio”, con il sottotitolo “Come possiamo preservare le nostre foreste?”.

 

Apparve il 5 febbraio 1876 e, sebbene fece poca impressione sui legislatori, fece di Muir l’eminente studioso della cultura ecologica quale punto di riferimento della nascente wilderness (da lui incarnata qual Santo studioso poeta…) attorno al quale iniziò a diffondersi il sentimento di conservazione e tutela, oltre del paesaggio, anche delle Foreste predate nonché deturpate.

 

Pochi a quel tempo avevano messo in evidenza, come solo Muir fu in grado qual primo Profeta e cantore indiscusso della Natura, l’importanza pratica della conservazione delle Foreste a causa della loro relazione con il clima il suolo e il flusso d’acqua nei ruscelli.




I nemici più letali delle Foreste e del bene pubblico, dichiarò, non erano le segherie, nonostante i loro fuochi dinamitardi e il loro eccesso nello spreco a danno della perfezione raggiunta e maturata nella somma bellezza (…non solo contemplata e studiata ma costantemente pregata qual Genio indiscusso eterno ispiratore dell’uomo…), bensì lo sgradevole destino che ne fa un grande rogo a cielo aperto nell’indiscussa colpevolezza del pastore-piromane di greggi in merito alla ‘pecunia’ pascolata…

 

Ogni estate un numero incredibile di pecore viene condotto agli alpeggi e, per fare facili sentieri e migliorare i pascoli, vengono appiccati ovunque fuochi accesi per bruciare i vecchi tronchi e il sottobosco. Questi fuochi sono molto più devastanti e distruttivi di quanto si possa immaginare. Riducono in cenere quasi l’intera cintura forestale della catena da un’estremità all’altra, e con tempo asciutto, prima dell’arrivo delle tempeste invernali, sono molto distruttivi per tutti i tipi di alberi giovani, e specialmente per la Sequoia, la cui corteccia fibrosa brucia immediatamente.




Ad eccezione dei Calaveras, l’estate scorsa ho esaminato ogni boschetto di sequoie della catena, insieme alla cintura principale che si estende attraverso i bacini di Kaweah e Tule, e ho trovato ovunque i rifiuti più deplorevoli per questa causa. Gli indiani bruciano il sottobosco per facilitare la caccia al cervo. Ai campeggiatori di ogni tipo spesso è consentita l’accensione dei fuochi, ma i roghi dei pastori costituiscono probabilmente più del novanta per cento di tutti gli incendi distruttivi che spazzano i boschi…

 

Resta da vedere se il nostro governo sia davvero in grado o disposto a fare qualsiasi cosa in materia. Se i nostri legislatori dovessero scoprire quindi applicare qualsiasi metodo che tenda a ridurre anche in piccola parte la distruzione in corso, sopprimerebbero di conseguenza una moltitudine di lacune e pecche legislative agli occhi di ogni amante degli Alberi come della perseguitata Natura. Sono soddisfatto, tuttavia, che la questione possa essere discussa in modo intelligente solo dopo un’attenta ricognizione delle nostre amate Foreste, insieme a studi sulle forze avverse che ora e per sempre agiscono su di esse




Spesso ci viene detto che il mondo sta andando di male in peggio, sacrificando tutto a Mammona. Ma questa giusta rivolta in difesa degli Alberi di Dio nel mezzo di noiose politiche e guerre sta raccontando una storia diversa, e ogni Sequoia, immagino, ha accolto la buona notizia e sta agitando i suoi rami per la gioia. I torti fatti agli Alberi, torti di ogni tipo, sono commessi nell’oscurità dell’ignoranza e dell’incredulità, perché quando arriva la luce al cuore delle persone, questa ha sempre Ragion d’Essere quale linfa Intelletto di Vita!

 

Quarantasette anni fa una di queste Sequoie Re di Calavera fu faticosamente abbattuta, perché se ne potesse ricavare il ceppo per una pista da ballo. Un altro, uno dei più belli del bosco, alto più di trecento piedi, è stato scuoiato vivo a un’altezza di centosedici piedi da terra e la corteccia è stata inviata a Londra per mostrare quanto fosse bello e grande quell’Albero di Calaveras.

 

Un piano altrettanto sensato sarebbe stato scuoiare i nostri grandi uomini per dimostrare la loro grandezza. Questo grande Albero è ovviamente morto, una rovina orribile e sfigurata, ma è ancora eretto e tende le sue braccia maestose come se fosse vivo e dice:

 

“Perdona loro, giacché non sanno quello che fanno”.




Ora alcuni mugnai vogliono tagliare tutti gli Alberi di Calaveras e farne legname per denaro.

 

Ma abbiamo trovato un uso migliore per loro.

 

Senza dubbio questi Alberi sarebbero stati un buon legname dopo essere passati attraverso una segheria, anche se il principio di cotal sfruttamento non gradito né all’olfatto né alla vista e neppure all’udito; così come George Washington dopo essere passato per le mani di un ‘cuoco italiano’ amante della pizza cotta a legna, quale sano e buon cibo per lo strano Verso simile ad un grugnito! Se tutta la legna del Bosco dovrebbe appagare l’appetito di Mammona rimarrebbe solo una grande e sola Osteria. Ma sia per Washington che per l’Albero che porta il suo nome sono stati trovati usi migliori.

 

Da qui la perenne Guerra di civile secessione (e non solo con il ‘cuoco italiano’ con cui mio malgrado accompagnato…)…




Se uno di questi Re Sequoia venisse in città in tutta la sua maestà divina così da essere ammirato e pregato in modo da autorizzare e quindi perorare la propria causa in sua perenne difesa, non ci sarebbero più ‘pubblici ministeri’ disposti all’impropria accusa con sommaria sentenza di impiccagione o ghigliottina; e il ‘cuoco italiano’ dovrebbe optare per una diversa chioma su cui abbattere l’eterna scure della propria ed altrui presidenziale ignoranza… cotta a legna.

 

E lo stesso si può affermare di tutti gli altri Boschi e Foreste della Sierra, con i loro compagni della nobile Sequoia sempervirens, o Sequoia delle montagne costiere, le quali per nostra fortuna non sono state trovate dal rinomato ‘cuoco italiano’ e la sua eterna pizza. Ovvero ciò che in tempo smarrito e reciso fu la pizia d’un diverso Verso o Poesia…




In una visione generale troviamo che la Sequoia gigantea, o Big Tree, distribuito in una cintura largamente interrotta lungo il fianco occidentale della Sierra, da un boschetto sulla biforcazione media del fiume American fino alla testata del Deer Creek, a una distanza di circa duecentosessanta miglia, a un’altezza da circa cinquemila a poco più di ottomila piedi sopra il livello del mare. Dal boschetto dell’American River alla Foresta sul fiume Kings, la specie si trova solo in macchie isolate relativamente piccole o boschetti così scarsamente distribuiti lungo la cintura, che tre delle lacune in essa, sono larghe da quaranta a sessanta miglia.

 

Dal fiume Kings verso sud, la Sequoia non si limita a semplici boschetti, ma si estende attraverso gli ampi bacini accidentati dei fiumi Kaweah e Tule in maestose foreste a una distanza di quasi settanta miglia.

 

In questi nobili Boschi e Foreste a sud del Calaveras Grove l’ascia la sega e la dinamite sono state a lungo affaccendate, e migliaia delle migliori Sequoie sono state abbattute e fatte esplodere e segate per ricavarne legname con metodi distruttivi quasi oltre ogni immaginazione, mentre gli incendi hanno diffuso una rovina ancora più ampia e deplorevole.




Nel corso delle mie esplorazioni, venticinque anni fa, trovai cinque segherie poste sopra o vicino al margine inferiore della fascia delle Sequoie, che tagliavano tutte legname più o meno di Big Tree, che assomiglia alla sequoia della costa, per poi essere venduto come Sequoia. Uno dei più piccoli di questi mulini nella stagione del 1874 ha reciso due milioni di Arbusti di legname di Sequoia. Da allora sono stati costruiti altri mulini tra le Sequoie, in particolare quelli grandi sul fiume Kings e sulla testa del Fresno.

 

D’altra parte, il Calaveras Grove da quarant’anni è stato fedelmente protetto dal Sig. Sperry, e con l’eccezione dei due Alberi sopra menzionati è ancora di una bellezza primordiale. I boschetti di Tuolumne e Merced vicino a Yosemite, il boschetto di Dinky Creek, quelli del General Grant National Park e del Sequoia National Park, con diversi boschetti eccezionali che sono senza nome sui bacini dei fiumi Kings, Kaweah e Tule, e inclusi nella foresta della riserva della Sierra; negli ultimi anni sono state parzialmente protette dal governo federale, mentre il noto Mariposa Grove è da tempo presidiato dallo Stato.




Per le migliaia di acri di foresta di Sequoia al di fuori della riserva e dei parchi nazionali, e nelle mani dei boscaioli, nessun aiuto è in vista. Probabilmente più del triplo del numero di Sequoie contenute nell’intero Calaveras Grove sono state tagliate per farne rozzo legname, ed ogni anno negli ultimi ventisei anni senza impedimenti o leggi a loro tutela, con appena una sola parola di protesta da parte dei difensori della Natura, mentre al primo ciarlare dei boscaioli, quasi tutti si svegliano allarmati.

 

Questa giusta e viva indignazione da parte dei californiani dopo un lungo periodo di mortale apatia, in cui hanno assistito impassibili alla distruzione di tanti troppi Boschi, sembra strana finché non si considera la rapida evoluzione che la giusta opinione pubblica ha maturato negli ultimi anni assommata al peculiare interesse che riserva ai giganti di Calaveras.

 

Sono stati i primi scoperti e sono i più conosciuti.

 

Veri Geni della Foresta a dispetto del limitato intelletto ancor pascolato…




Migliaia di viaggiatori da ogni paese sono venuti per rendere loro omaggio di ammirazione e lode, la loro reputazione è mondiale e i nomi di grandi uomini sono stati a lungo associati a loro: Washington, Humboldt, Torrey e Gray, Sir Joseph Hooker, e altri.

 

Questi re della Foresta, i più sacri di una razza nobile, appartengono giustamente al mondo, ma poiché sono in California non possiamo sottrarci alla responsabilità come loro guardiani. Fortunatamente il popolo americano è all’altezza di questa fiducia, o di qualsiasi altra che possa sorgere, non appena la vede e la comprende.

 

Qualsiasi pazzo può distruggere gli Alberi.

 

Non possono difendersi o scappare.

 

E i distruttori di Alberi non ne piantano mai; né la semina può giovare molto alla restaurazione dei nostri grandi giganti aborigeni. Ci sono voluti più di tremila anni per realizzare alcune delle più antiche Sequoie, Alberi che sono ancora in piedi in perfetta forza e bellezza, ondeggiando e cantando nelle possenti Foreste della Sierra.





Attraverso tutti i secoli ricchi di eventi dal tempo di Cristo, e molto prima ancora, Dio si è preso cura di questi Alberi, li ha salvati dalla siccità, dalle malattie, dalle valanghe e da mille tempeste; ma non può salvarli dalle segherie e dagli idioti.

 

Le notizie da Washington sono incoraggianti.

 

Il 3 marzo [1905] la Camera approvò un disegno di legge che prevedeva l’acquisizione da parte del governo dei giganti di Calaveras. Il pericolo in cui si sono trovate queste Sequoie farà bene ben oltre i confini del Calaveras Grove, nel salvare altri Boschi e Foreste e nel far crescere l’interesse per le tutele forestali in generale.

 

Mentre il ferro del sentimento pubblico è ancora caldo, colpiamo duramente. In particolare una riserva o parco nazionale dell’unica altra specie di Sequoia, la sempervirens, o sequoia, non meno meravigliosa della gigantea, dovrebbe essere prontamente assicurata. Dovrà essere acquistato tramite donazione o acquisto, poiché il governo ha venduto ogni sezione dell’intera cintura di sequoie dal confine dell’Oregon fino a Santa Cruz.

 

 

[Trovato tra le carte di Muir dopo la sua morte e ora pubblicato per la prima volta… e dedicato a Sarah… con affetto… Prosegue con Io a Lui (2) ]

 






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