In un memorabile discorso pronunciato il 15 luglio 1838 a
Harvard, così Emerson condivideva con la piccola coorte di studenti del
Divinity College, seniors in uscita, pronti a iniziare il loro ministero
cristiano nel mondo, il rimpianto per l’antica, austera devozione dei padri,
innervata da forti aspirazioni alla libertà civile e sociale. Sebbene non
stesse forse proprio del tutto scomparendo, come temeva l’oratore, di certo
quella fede non era più da tempo al centro vitale dell’esperienza americana.
Vuoto irremissibile o meno lasciato dal ‘loro credo’ in declino, il
lamento elegiaco di Emerson esprimeva un afflato spirituale, ai limiti dello
struggimento, per una palingenesi individuale e comunitaria che ‘il soffio di
una nuova vita?’ avrebbe dovuto avviare a fronte non solo della dissoluzione di
un cristianesimo esangue, nello specifico quello della Chiesa unitariana, ma
anche dello sviamento di un’America del materialismo e del commercio, già
pronta a prendere, con la sua autoproclamata missione redentrice su vasta scala
nazionale e universale, il posto vacante dello spirito-guida del Dio dei padri.
In estrema sintesi, ‘The Divirity School Address’ di Emerson è un documento di protesta istituzionale e di rivoluzione spirituale. La protesta si attua con un’aperta denuncia dei due presunti ‘errori’ o ‘difetti’ del cristianesimo tradizionale (‘historical Christianity’) messi a nudo nella roccaforte stessa dell’ortodossia unitariana.
Il ‘primo difetto’, osserva Emerson, è dato dalla rinuncia del cristianesimo ad
essere ‘la dottrina dell’anima’: ossia la ‘dottrina della natura divina’
dell’uomo, dello ‘Spirito supremo che ci dimora dentro’, ‘dell’ispirazione’. Se
abdicare a questa dottrina significa negare la presenza di Dio in noi, in
tutti noi, quali singoli individui (‘God in me’).
Il ‘secondo difetto’, quale conseguenza del primo, consiste in
un impoverimento spirituale che inaridisce l’insegnamento stesso della fede
cristiana: una fede che così più non contempla quelle ‘rivelazioni’ che
immettono direttamente ‘la grandezza, invero Dio stesso, nell’anima spalancata’,
come se ‘la rivelazione’ fosse ‘una cosa da tempo avvenuta e conclusa, come se
Dio fosse morto’.
Il ‘terzo difetto’, aggiungo, la mancanza di ‘umorismo’, di
medesimo Spirito il quale Anima e ravviva la Coscienza, se ne è rimasta qualcuna
alla deriva che ancora respira.
In genere si ammirano - fuggite o piede libero - tutte quelle belle ignude prendere il Sole dell’Avvenire come un antico Paradiso Perduto, con il Tao della futura Madonna del giorno; ma per nostra fortuna si possono pregare ammirare e desiderare nella loro preghiera e posa preferita del santino della notte…, fondare e rinsaldare presso l’officina dello spirito il sopradetto smarrito Stato di protratta incoscienza involutiva…
…E che il loro dio, per nostra fortuna e più antica Coscienza…, ci
maledica ancora et ancora!
& ancora più di pria!
Oppure, ed ancor meglio, circa i nostri disadattati tempi, subordinare, controllare e procedere all’artificiosa creazione, o meglio contemplativa contemplazione, di nuovi ‘miti’ e una simmetrica digitale ‘mitologia’ con la futura ‘pugna’ che ne deriva sottratta alla mano di Maria (antica affogata Madonna, si narra infatti, che il porco del giorno... si scorge ben cotto a vapore o allo spiedo, mentre la futura Madonna si consuma con un Selfie per tutte le ore di nere orge…).
Tempi & Contrattempi o scostumati accidenti, Amori &
Disaccordi, Tradimenti & Rimpianti, Armonia Assolutistica e Cecità con
miglior vista, seppur bella et ignuda, narrata e attivata corrisposta in
‘essere’ con l’‘avere’ all’Indice (di gradimento) d’un opposto navigare e
naufragare.
Ovvero, ‘essere ed avere’ maggiore ‘consapevole consapevolezza’ esposta al pil della ragione ed invigorita dal cuore d’una Tenebra Profonda: la quale per sua natura, solo una socialità connessa con l’artificioso dio del Tempio sarà promosso dalla Compagnia del vero e più vano progresso; a breve e/o lunga scadenza, dipende molto infatti, dal tipo di animatrice scelta animare il sogno divino alla zolla preferita (&), esponendosi ben in vista con lo spirito da fiera del mercato, mentre la superba Giona attende ancor più fiera & maestosa il comandamento del dio del tempio innestato e a portata di palmare misurare la vera sostanziale differenza, deambulare fra il piccolo e grande navigare, ispirare misura e rotta o più sano commercio di cui ogni inanimato corpo può andar fiero.
E che Ognuno sia connesso in attesa del responso del giorno, solo l’Oroscopo dell’oracolo sentenzierà ove risiede la desiderata sfera annunziata dall’Olimpica palla, se al centro in alto mare o al porto e stiva d’una futura Eva; in quanto Nessuno riparato alla luce d’un’isola illuminare l’Olimpico lume della sragione al kilowattora convenuto in attesa della superba venuta (…infatti! seppur la scelta d’una nuova e più economica socialità per una migliore desiderata risorsa energetica - andare e venire come una trivella - sottratta al sole dell’avvenire, tutti indistintamente isolati e ugualmente desiderosi naufraghi senza neppure gli interessi maturati all’isola promessa… a breve e/o lunga scadenza - previo dovuto appuntamento - secondo il canone convenuto…).
Lui che intuisce - ed ancor meglio scorge - qual nuova profezia negata dall’ancelle del call-center al numero verde del mare navigato, qual sola ed unica ancora di salvezza, per un più limpido e nuovo domani: l’azione e l’intero azionariato del Viaggio vigilato all’occhio ramarro di X, navigare su un diverso mare riparato, taluni dicono e ci suggeriscono, ispirato (fors’anche respirato) al Banco dei delfini di Polifemo, l’italica e più nota solida cassaforte guardiana & apostola d’ogni porto con vista per ogni pellegrino imbarcato con solido credito e conto fiduciario rimettere il peccato d’Ognuno, Nessuno escluso…
Straniero e più noto naufrago non ancor del tutto naufragato con la
costante promessa di morire nel periglioso mare di I.C.E., dio Iperboreo donde
nascerà, o meglio sgorgherà, dalla chioma fulgida di un nuovo e più luminoso
avvenire, razza ultraterrena e/o bituminosa, e dove ogni più luminosa isola
petrolifera potrà - vivere crescere e prosperare - in lieta armonia, privata dell’antica
fiera del mare del cielo e d’ogni corrotta terra, nell’altrui proprietà, o
meglio nuova facoltà, di correre libera per l’intera settimana lavorativa per
la fortuna della nota Compagnia!
Naufrago, possiamo ben dire e sperare per la contentezza ed il credito d’Ognuno (sottratto agli interessi maturati circa il dovuto ortodosso canone d’imposta & di cui più Nulla sgorgherà dalle viscere bituminose di questa terra &d ancor meno affiorerà l’antico capitale sottratto alle successive spese di gestione di cui la rotta abbonda, solo la muta parola di Giona - il profeta - ci ricorda cosa ci rimane in questa vita affinché Ismaele ne prenda nota e ne faccia da conto circa la differenza del tasso di interesse imbarcato e per sempre e di nuovo maturato o fuggito… Perché Iddio lo osserva punisce ed istruisce nell’ingrato desiderio di essere & avere…) [giacché regna Fede & prospera Coscienza in nome e per conto del prezioso dio del commercio promettere la vera età dell’oro!].
E come Ismaele all’imbarco di ogni porto - qual costante algoritmica videosorvegliata parabola - esposta alla luce divina dell’I.A. ricercare il Sé d’Ognuno - Nessuno escluso, in quanto dicono e ci suggeriscono dalla cabina dell’Ammiraglio, che abbia smarrito il vero e più sano Lume della Ragione (taluni dicono giù al porto, i più informati adoratori del dio Smart & Phone suo suddito, che abbia indebitamente acquistato un più affilato uncino, o arpione, così da regolare i conti con la Bianca legge della Casa...)
Solo Vladimiro - antico dio Impalatore - adorato per ogni dove, potrà
restituire la prosciugata vena ricreativa alla nuova isola d’attracco, mentre la
nuova dèa del mare, molto più bella dell’ultimo modello di Venere disegnata dall’eretico
Valentino in personam (Marcione permettendo…), potrà specchiarsi e immaginarsi
ancor più bella.
Ognuno - infatti - si guarda e specchia e Nessuno più si vede…, taluni dicono disperso, chi affogato, chi salpato per un lontano oceano, o in più alto sperduto mare e conservato in salamoia, senza interesse aver maturato, senza più credito fiduciario esposto all’Animosa Anima e Coscienza di cui presto sarà privato per miglior vista di Giona, dea parente e cognata di Giano il macellaio bifronte; la frammentata leggenda lo narra nazi-populista in nome e per conto del popolo ‘eletto’ con naufragio universale (così promette Noè.. e che nessun animale da macellare si azzardi ad affiancare il nostro yacht preferito…), promettere ogni sorta di prenotato naufrago e futura prosperosa annegata sommaria sfortuna.
Sottratta alla Memoria collettiva!
Perché così è scritto nella bontà (del Verbo) della vera e più santa divinità (si prenda nota del dovuto prospetto informativo di Yhavè la ditta ammiraglia nonché disarmata); & che Davide proceda alla dovuta vendita della ‘Sacra Scrittura’, per sua e nostra sfortuna si è appena allietato con il gigante Golia, dalla loro unione nascerà una nuova èra, e/o razza divina o assolutistica, e che dio li… assista…
(Giuliano)



Nessun commento:
Posta un commento