giuliano

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IL TOMO

mercoledì 10 aprile 2013

LA FEBBRE DELL'ORO (75)













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la febbre dell'oro (74)

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        Ove si narra dell'incontro
con un cercatore indiano, la sua 'squaw'
           e il fortunatissimo figlio.
Ingenuità del selvaggio e bonomia
                  dell'autore.




Forse ti sembrerò piuttosto noioso con queste mie
descrizioni, ma, prima di andare avanti con le av-
venture capitatemi, vorrei darti un'idea del paese
e dei luoghi.
Procederò dunque nel modo abborracciato che
ho seguito finora perché spero che ne trarrai un'-
idea del paese più soddisfacente che potrebbe
fornirti un'irreprensibile relazione geografica.




Ti sarà chiaro, a questo punto, che ci trovavamo
ad una trentina di miglia sopra Forte Sutter, nel-
lo American Fork, dove si svolgono gli ultimi se-
tacciamenti.
I miei compagni non vedano l'ora di mettersi al-
l'opera, io tuttavia ero deciso a compiere un'al-
tra ispezione e a rendermi meglio conto dei luo-
ghi.




Charley fu daccordo nel restare con me per al-
meno un altro paio di giorni.
Dopo aver buttato giù un sobrio pasto tirato
fuori dalla bisaccia, ci mettemmo a gironzolare
fra i gruppi sparsi lì attorno e intenti a lavorare.
Si trattava di gente allegra e alacre: chi con i te-
gami, chi con ciotole di legno, chi con i canestri
da indiani.




Questi ultimi erano considerati i più adatti poiché
dalle fessure uscivano agevolmente acqua e terric-
cio.
C'era un grande numero di indiani vestiti in manie-
ra quanto mai fantasiosa; invece della consueta
pezza che fa loro da braca e forma il principale ar-
ticolo di vestiario, erano ammantati di cotonina
sgargiante, con fazzoletti dai mille colori e nastri
di stoffa rossa. 
Il primo gruppetto che raggiungemmo era costitui-
to da un vecchio indiano, dalla sua 'squaw' e da un
 ragazzotto sui quindici anni.




Sembrava che lavorassero per conto proprio, seb-
bene la maggior parte degli indiani sia alle dipen-
denze di altri che forniscono loro del cibo e un tan-
to al giorno.
In questo modo riescono ad ottenere fino a quasi
venti dollari giornalieri; più spesso si fanno dare
un'oncia e mezzo di metallo, il cui corrispettivo in
denaro va dai dieci ai dodici $ l'oncia....
(Prosegue....)













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