giuliano

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IL TOMO

venerdì 28 febbraio 2014

LA CHIESA DI SHILOH (2)














































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La battaglia era finita….
Essa era stata combattuta con una violenza ed una ferocia senza pari, invisibile ai loro occhi celati dietro binocoli beffardi, occhi astuti signori della Poesia della guerra,… che non è rima di vita….
Pittsburg Landing fu invero una tra le più sanguinose battaglie della storia. I confederati avevano lasciato lassù sul campo 1723 morti, 8313 feriti, 959 prigionieri e dispersi: in tutto 10995 uomini, quasi un quarto degli effettivi dell’Armata…. Alle truppe federali la battaglia era costata 1754 morti, 8408 feriti, 2285 prigionieri e dispersi, in totale 12447.
Complessivamente i morti ed i feriti delle due parti erano stati 20198 cioè circa il 20% delle forse impegnate. A Solferino, considerata una tra le più sanguinose battaglie del secolo XIX e combattutasi appena tre anni prima, i morti ed i feriti dei tre eserciti non avevano ecceduto il 10% delle forze impegnate…




                   
                                              TRE  PIU’ UNO FA UNO



Nell’anno 1861, Barr Lassiter, un giovane di ventidue anni, viveva con i genitori e la sorella maggiore nei pressi di Carthage, nel Tennesse. La famiglia conduceva un’esistenza umile e si manteneva coltivando una piantagione piccola e poco fertile.
Dal momento che non possedevano schiavi, i suoi membri non venivano annoverati tra le ‘persone più in vista’ del vicinato; ma erano gente onesta, istruita, educata e rispettabile, per quanto lo potesse essere una famiglia che non esercitava un dominio personale sui figli e sulle figlie di Cam.
Il vecchio Lassiter aveva i modi severi che spesso contraddistinguono chi nutre una devozione intransigente al dovere e ne nascondono il carattere cordiale e affettuoso. Era stato temprato nel ferro di cui sono fatti i martiri, ma nel cuore del suo stampo si era insinuato un metallo più nobile, che si fonde a una temperatura più mite, senza però, mai colorare né ammorbidire la durezza esteriore.




Sia a causa dell’ereditarietà che dall’ambiente, il carattere inflessibile dell’uomo si era trasmesso in parte agli altri membri della famiglia; casa Lassiter, sebbene non priva di affetto domestico, era autentica roccaforte del dovere, e il dovere… ah, il dovere è crudele come la morte!
Al suo scoppio, la guerra suscitò in quella famiglia, come in molte altre dello Stato, dei sentimenti contrastanti: il ragazzo rimase fedele all’Unione, gli altri le divennero selvaggiamente ostili. Questa infelice divisione comportò un’intollerante rancore domestico, e quando il figlio e fratello oltraggioso se ne andò di casa con il proposito dichiarato di volersi arruolare nell’esercito federale, nessuno gli strinse la mano, nessuno gli rivolse una parola di commiato e nessuno gli fece un augurio che lo avrebbe accompagnato nel mondo in cui si apprestava ad affrontare, con tutto lo spirito di cui era capace, il destino che lo attendeva.




Diretto a Nashville, già occupata dall’esercito del generale Buell, si arruolò nel primo reparto in cui si imbatté, un reggimento di cavalleria del Kentucky, e a tempo debito passò per tutti i gradi della carriera militare che da recluta inesperta lo fecero diventare un provetto soldato di cavalleria. E per giunta era davvero un ottimo soldato di cavalleria, sebbene il suo racconto orale, da cui è stata tratta questa storia, non ne faccia menzione; ho appreso questo fatto dai suoi compagni sopravvissuti. Poiché Barr Lassiter aveva risposto ‘presente’ al sergente chiamato Morte. 
Due anni dopo che lui si fu arruolato, il suo reggimento passò attraverso la regione da cui il giovane proveniva. L’area nei dintorni era stata messa duramente alla prova dalle devastazioni della guerra, essendo stata occupata.....

(Prosegue....)














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