giuliano

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IL TOMO

venerdì 13 marzo 2015

L'UOMO PELOSO (3)












































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La natura: ciao 'Bellezza'....














... Lo spinse in un canale senza sbocco, nel letto di un torrente, dove
uno sbarramento di tronchi bloccava il cammino....
Il lupo fece una piroetta, roteando sulle zampe posteriori, come Joe
e gli altri cani eschimesi quand'erano in trappola, ringhiando e rizzan-
do il pelo, sbattendo i denti in una continua e rapida successione di
morsi.
Buck non attaccò, gli girò bensì attorno, con una serie di mosse ami-
chevoli; il lupo era sospettoso e spaurito, giacché era tre volte meno
grosso di Buck, e la sua testa raggiungeva a malapena la spalla dell'-
altro.




Cogliendo il momento favorevole, saettò via e la caccia riprese...
Più e più volte venne stretto in un angolo, e la scena si ripeté identi-
ca; e, ciò, nonostante il lupo fosse in cattive condizioni, altrimenti del
resto Buck non l'avrebbe raggiunto tanto facilmente. Correva sin quan-
do il capo di Buck non era all'altezza del suo fianco; allora, braccato,
piroettava su se stesso a fronteggiarlo, finché, alla prima occasione,
non fuggiva di nuovo.
... Ma, in ultimo, la costanza di Buck venne premiata...
Accorgendosi che l'altro non aveva intenzione di fargli del male, il lu-
po prese ad annusargli il naso. Allora essi divennero amici, e scherza-
rono tra di loro, in quel modo nervoso e un po' timido con cui le fiere
nasconondono la propria ferocia.




Dopo qualche tempo, il lupo partì al piccolo trotto, così da mostrare
chiaramente che si stava dirigendo verso un luogo preciso. Fece com-
prendere a Buck che doveva seguirlo, ed essi corsero l'uno accanto al-
l'altro attraverso un grigio crepuscolo, risalendo il letto del torrente, si-
no alla gola da cui l'acqua scaturiva, e attraverso il brullo spartiacque
dove erano le sue sorgenti.
Sul pendio opposto allo spartiacque, scesero in una zona pianeggiante,
dove si vedevano molti spazi boscosi e molti torrenti, e attraverso que-
sti spazi corsero senza fermarsi per ore e ore, mentre il sole saliva più
alto e la giornata diveniva calda.




Buck provava una gioia sfrenata....
Sapeva che, finalmente, stava rispondendo al richiamo, mentre correva
fianco a fianco con quel suo fratello dei boschi, certamente verso un luo-
go da cui il richiamo proveniva...
In rapida successione, tornavano nella sua mente antiche memorie, e
questo lo agitavano come un tempo l'avevano agitato quelle realtà di cui
le memorie eran l'ombra.
Aveva già fatto ciò che stava facendo, da qualche parte, in quell'altro mon-
do che ricordava confusamente; e adesso stava facendo la stessa cosa,
correndo libero negli spazi aperti, con sotto i piedi la terra intatta, e il va-
sto cielo sopra di sé.




Sostarono a bere presso un corso d'acqua, e, fermandosi, Buck pensò
a John Thornton. Si sedette. Il lupo ripartì verso il luogo da cui certamen-
te proveniva il richiamo, indi tornò indietro verso di lui, annusandogli il na-
so e facendo mosse come d'incoraggiamento. Ma Buck si voltò e prese len-
tamente la strada del ritorno. Per quasi un'ora, quel suo fratello selvaggio
corse al suo fianco, mugolando piano. Quindi si accovacciò, puntò il naso
in alto e ululò.
Era un ululato triste, e, mentre Buck continuava la sua strada senza sosta,
lo sentiva affievolirsi sempre più, finché non si spense in distanza....

(Prosegue....)














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