CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 5 aprile 2015

I SENTIERI DI JONATHAN: 'Riempite la Terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente' (5)







































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 ‘A quel versetto della Genesi che tanto brucia agli Ecologisti (e non solo a loro…), a quell’Adamo posto nel Giardino dell’eden custode e signore di tutte le creature e per questo ritenuto libero di dominare…..




(come quel famoso portiere d’albergo, il quale custode di ogni casa, incaricato dall’amministratore di questo eterno e limitato condominio, il quale fra l’altro si sente quasi un Dio, vuole anche controllarne ogni suo appartamento, visto che il ‘versetto’ che regola e disciplina lo stabile recita indiscusso nel Tomo della legge è così chiaramente espresso. Solo perché conosce, non la combinazione o meglio la vera serratura della vita, celata   in ogni singola esistenza, custodita in ogni piccolo o grande appartamento, ma posseduto dall’eterna presunzione ed eterno limite di superare le ‘porte’ e le soglie di ogni singola ‘anima’ per accedere a ciò che lui ritiene in dovere di possedere controllare contenere ed in ultimo comprendere: la vita! Ed anche, se l’esigenza lo richiede, manipolare, affinché l’Intelletto, espressione del Primo Dio, ne venga colpito nella paura subita. Affinché la Vita in quel luogo custodita venga uccisa sacrificata manipolata e tradita. Affinché la Verità possa essere per sempre inquisita perseguitata umiliata e torturata. Così ogni condomino, nell’attesa di salire i piani più alti della Vita, certo della verità raggiunta, custodisce con umiltà nel singolo ingegno l’essere ed appartenere al mondo, è in realtà ben tradito dal versetto del custode della vita. Il suo Intelletto sappiamo non certo appartenere alla verità raccontata, ma solo manipolata, perché il custode in oggetto è anche persona di degno e riverente rispetto, è lui l’eterno custode del Sogno, lui custode di un Dio troppo astuto per essere svelato da un Eretico ‘umiliato’ e ‘taciuto’, e se la verità potrebbe tacitare un’altra essenza Prima, il sogno sarà manipolato dall’eterno custode della vita. Se la vita parla da un ‘umiliato’ dalla loro strana dottrina, mentre un pazzo si aggira, l’inganno svelerà la soglia perché quella Vita non degna di essere narrata per verità divenuta Dottrina, ed il custode si aggira con l’anima sua inquieta verso questa Foresta di vita, lui cacciatore della vera Parola Prima e compiuta…)….




…. Manipolare, sfruttare la Natura senza alcun limite fino a distruggerla prevedendo tempi e modi di tale nefasto ed ingordo pasto…’, spiega padre Bernardo, ‘ha già risposto Giovanni Paolo II nella sua enciclica: ‘Il dominio accordato al creatore all’uomo non è infatti un potere assoluto ed illimitato, né si può parlare di libertà di usare e di abusare o disporre delle cose (ogni singola Vita riposta nel silenzio della stanza d’Albergo di codesta misera Storia antica… biblioteca della vera Memoria) come meglio aggrada’.
All’antica accusa di antropocentrismo, padre Bernardo risponde dunque capovolgendo i termini discorsivi: ‘Il problema ambientale non si risolve denigrando la superiorità dell’uomo (il quale io mi sono sempre astenuto di offendere, abbiamo sempre taciuto con onesto rispetto il custode di codesto albergo…) e riducendone in tal modo il ruolo, ma al contrario insistendo sulla sua responsabilità nei confronti della Vita di tutto il Creato (certo qui si apre una piccola ‘finestra’ di codesta umile cella in questo albergo di cui  taccio il nome, affinché l’Eretico che in me alberga come un Lupo non possa correre verso il Creatore e divorarlo come il Sole o la Luna perché il fuoco primo che lo alimenta in lei si sprigiona. Ma se è l’uomo custode e padrone, chi in realtà controlla il controllore. In quanto il suo ingegno sappiamo non del tutto retto nello scempio per sempre Creato…. nell’inganno consumato…). Soltanto così l’imperativo della salvaguardia dell’Ambiente diventa non solo una necessità sociale ma anche un comandamento morale’.
… E Francesco? (Il Primo non il Secondo… colui dall’Umiliato creato narrato e pregato. Quando la politica si impadronì del nostro piccolo Universo pregato nella povertà giammai narrata, ma raccontata come ricchezza svelata dal custode della Parola tramandata….).
La sua modernità non sta nel negare il messaggio biblico ma anzi nel vivificarlo. La sua fu una rivoluzione dall’interno, un ritrovare nelle cose, nell’acqua e nel sole, nella luna e negli uccelli, nel fuoco e nel canto delle cicale quei segni che il Dio in cui credeva aveva lasciato nel creato.
















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