giuliano

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IL TOMO

mercoledì 2 settembre 2015

COSA E' LA MEMORIA? (1)




















Prosegue in:

Cosa è la Memoria? (2)














Gli antichi fasti di Bisanzio sono trascorsi, la Memoria, dicono, giammai perduta solo evoluta da ciò che era e non sarà mai più. Sembra una bella battuta una buona dicitura, una buona rima per coniugare o alleviare i mali della vita, ma perché proprio Bisanzio per l’apertura di questa nuova Poesia giacché in coro dicono mai la vera Memoria smarrita… anzi ogni giorno rettamente nutrita? Perché regnò una antica disputa ove l’infallibile Teologia governò la volontà nel ‘presidio’ confino senza più Dio.
Iconoclastia fu detta.
Per tanti un qualcosa che assomiglia alla plasticità con cui condividere la Vita, in verità una disputa nella quale l’icona preludio di una antica e moderna ‘visione’ con cui pregare l’ortodossa via nel paradosso della dottrina in cerca del volto cui condividere i nuovi Dèi trapassati a miglior vita nell’immagine figurata desiderata evoluta adorata dispensata… e forse anche pregata… in minimo ingombro contenuta al ‘canone’ della comune ‘Parabola’ celebrata… 



 
- Cui discutere i Principi padroni del peccato, oppure ancor più vero, come ‘peccare’ con maggiore ingegno e senza peccato, e senza, per questo, recare torto alcuno in attesa del perdono acquistato al ‘libero mercato’ Pellegrinaggio annunciato… Due Aver un Pater et qualche santa offerta che il peccato è così abdicato ad altro agnello immolato in ragione del Dio così pregato nell’eterno inganno… Ed il Prefetto annunciato presieda l’Opera in maschera del lieto evento presidiato affinché ognuno ne rimanga estasiato fra un funerale et un nero pellegrino affogato in alto mare in ‘onda’ rivenduto per carne da macello dai fascisti dal grande ingegno accompagnati dal coro dell’Interno… 
- Cui sacrificare l’Eresia peccato senza icona e Notaro a certificare la Verità taciuta e confusa… al rogo… scolpita nella Parola muta, e come la Storia dispensa et insegna, perseguitata all’ora del Tempo senza Memoria affinché l’oste possa saziare il banchetto dell’eterno et ingordo appetito… così et per sempre nutrito… 
- Cui discutere eterno Verbo al sacrificio della Vita divenuta d’improvviso antica prigione dello Spirito ove anche quello all’anno 1984 del nuovo Evo Antico di nuovo perseguitato da chi custode della Verità taciuta…
- Cui governare popoli e idee al rogo della dottrina ove l’immagine di Dio per sempre rivenduta nell’eterna guerra nominata Vita… Finché c’è quella c’è sana e duratura speranza è commercio del ‘libero mercato’ assistito e partorito dal moderno ingegno al califfato rivenduto prima e dopo l’eterno e templare macello affinché la ‘geostrategia’ avanzi e i popoli… carne che cammina… Se son troppe formiche dal satellite assistite affogheranno nella pozzanghera del nero mare giusto concime dell’eterna macchina dell’umano ingegno partorite cui affidare le nostre… e altrui vite…  
Un Tempo perduto un miraggio lontano deserto divenuto al mare rubato, l’immagine del Creato visione di peccato all’odierna icona crocefissa divenire pietra di nera Memoria, ove ugual Dio governare e dividere l’Ortodosso ed Eretico principio nel comune spazio della Storia cresciuto numerato e di nuovo al mare tornato e perito… là dove appena partito…
Questo il Pensiero gnostico che governa il Secondo nella frazione senza Tempo a condividere il Frammento ciclico della Storia che annuncia la nuova e antica venuta. E se il Tempo dicono evoluto nello spazio condiviso in verità giammai esistito nel baratro e nell’Abisso cui l’uomo  caduto.
E se il Tempo custode della Materia ove la Vita evoluta allora componiamo diversa preghiera cui affidare la paura che da lui deriva.
E se il Tempo tuona ugual Secondo nell’Opera creata  rimembriamo l’ora della Prima venuta… quando l’eretica Verità annunciata e perseguitata…




…Scusate non è pazzia mentre increduli si avvia  Tempo e Pensiero di una diversa dimensione ed in cui l’educazione e con essa la futura cultura edifica la ‘stratigrafia’ della discussa venuta… La Stagione mutata e all’inizio del nuovo Autunno ogni alunno si accinge al viale alberato ove incorniciare il nuovo ed antico ricordo…
La scuola avvia la stagione della Vita.
Ogni grado Inferiore o Superiore misurato alla nuova stagione imprimere  l’impronta di ciò che fu’ la via, di ciò che sarà la Vita. La Natura compie sempre il proprio corso…: un viale alberato per chi un po’ dell’antica fortuna, oppure un ricordo sudato al mare di un pensiero gravitato e sospeso fra uno sbarco indesiderato e il desiderio di un amore conquistato fra un’onda e un ballo al ritmo del tempo evoluto… La danza un rito strano fra tribù nemiche al passo doppato di un nuovo amore digitalizzato fra una coltellata e una nuova marca cui nominare il tribale e macabro ballo… tele-comandato per la febbre della stiva cui ogni giovane contempla l’ebbrezza del viaggio desiderato… vera e sana pedagogia misurata al ‘libero mercato’ della sinagoga… antica… (ad uso del Bernardo che fu e sarà…: ‘sinagoga’ non essere riferimento anti… ma proprio loro martirio…). 
Anche questa è fuga dalla terra… natia…  
…Oppure un piacere incorniciato fra un passo e un nuovo sport d’altura, ove la Natura suda per l’altrui avventura… Ove l’antica Dèa sospira di tanta incredula confusione dalla volgarità con cui celebrato il riposo ‘rifugiato’, se non fosse Lei la vera esule perseguitata cercare eterno Spirito ‘esiliato’ e nascosto con cui condivise amore corrisposto… All’Eretica sua e mia confessione Ella per il vero rispose e contraccambia ugual sorriso con un boato simile ad un urlo forse un ruggito con fratello Ruscello infangato da tanto… troppo oltraggio subito ricco pasto condito… Parente bandito da tanto scempio sofferto, ad interrompere ogni ingordo appetito per nutrirsi del pasto suo antico in apparente assenza di Dio. Se non fosse proprio Lui l’oggetto della preghiera cui il Pellegrino implora il perdono agognato certamente non ricambiato in quanto il peccato consumato nell’affaticato passo è il sacrificio del Dio immolato per nessun peccato… arrecato… nel digiuno comandato…




La cornice della Vita ci accompagna sino ai banchi di ogni nuova ‘salita e discesa’ per questa strana pista, o per chi più saggio, Sentiero Planetario donde cresciuta la pasciuta creatura… o potto che sia nella barocca icona evoluta. Se poi hanno imparato la lezione della maestra o professore che sia, nella grande confusione in cerca dell’amore fuggito… che no! Non è stagione trascorsa… ma ricca moneta che aggrada la carne e ‘nutre’ lo Spirito smarrito in cerca del Dio quattrino con cui allietare il ricco pasto esiliato dalla Mammona condito all’ombra della mafia padrona della capitale cialtrona. Ove il Regno detta l’antica gloria alla rovina di una disfatta cui condire saggia e paradossale scuola di vita… e che Dio li perdoni e consoli all’eterno ‘ufficio’ comandato nel baratro della democrazia tradita. 
Donde il Pellegrino condividere l’antica preghiera alla saggia elemosina contesa: per taluni bottino e scuola di vita..., per altri…, retta dottrina cui accudire il Principio fortuna e rovina dell’altrui Vita…
Spirito eternamente esule dal corpo così mal nutrito dalla scuola maestra di vita, rifugiato ad una Natura che suda paura antica narrare terrore ogni volta che l’uomo progredito ed evoluto compie ‘messaggino’ composto ed alla materia convenuto, araldo ed icona alla ‘Parabola’ dell’eterna sua venuta, ove scrivere e comporre il ‘canone’ della via… Canone ripetuto comandato ed anche organizzato così da non smarrire retto e giusto ingegno et giammai subire o patire l’atroce ‘dramma’ di ciò che un tempo fu nominata Parola nella Rima fuggita e… bandita…




…Scusate… posso…? Giacché io son connesso con Cecco (a cotal punto ‘preciso’ e giammai lo contrario ‘non meglio imprecisato’ pongo asterisco… Che l’indice della bianche pagine o notti sudate con tutti i loro ministri et incaricati et devoti operatori mi perdonino per cotal bestemmia  (- Gui il generale è a tavola anche…lui…) - per la Storia all’anagrafe censita uno essere detto di nome, o forse suggerisce il manuale, di cognome… il fu… Angiolieri. L’altro D’ascoli… controllino signori… lo secondo fu un poco abbrustolito o forse smarrito dimenticato alla brace ma certamente così servito per taluni rende l’oroscopo più saporito…! Pregasi vivamente, suggerisce lo parroco, da non confondere o mischiare quest’ultimo con le più note olive dell’oste… dal ‘canone’ servite… A codesto annuncio Bernardo lo generale è pronto per ricevere lo ‘messaggino’ che sia ben condito e nutrito…) et anco lui avea qualche antico diverbio con il suo Dante… ma è Rima e Poesia antica per lo più volgarmente scritta e male….educata…
Cotal connessione venga controllata difetta di Rima….!!  
Per questo apostrofiamo l’eterno Spirito prigioniero della vita rimembrare una morte antica. La poesia donde per il vero proviene la stratigrafica comune Memoria smarrita. E se la  via confusa barattata persa… bandita, quali eterni esuli della vita… celebriamo la strofa della Memoria uccisa.
Non rinnovo diletto ed immutato amore per una Natura sofferente incredula divisa e combattuta fra un fuoco improvviso e un’onda violenta, voce di Dio, apostrofare chi vuol conquistare dall’Inferno ogni nuovo Paradiso… Per il vero in codesto Tempo immutato la Natura sacrificata nell’Opera compiuta… questo il Pensiero che ingombra lo Spirito questa la paura che confonde il passo indeciso alla selva ove affido la fuga dall’eterna pazzia nominata vita. In codesto Tempo fuggito senza retta Memoria dell’Anima taciuta ad ornare il quadro della Storia, ove, se pur il museo incornicia e conserva il ricordo cui evoluto lo Spirito, il deserto avanza impietrito, mare di ghiaccio alla crosta rinato nell’onda impazzita precipitata su una Terra sudata.




Mare ove sepolto il Sogno appena conquistato…
Usciti dall’Opera conservata (museo rinomato) il sudario di un diverso calvario compiere l’invisibile quadro celebrato, dipinge scolpisce annebbia la vista come un fuoco che acceca e tormenta la Memoria: vacilla agonizza tentenna, come una strada che semina peste ad ogni passo trascinato nel Tempo di un diverso secolo rimembrato investire l’odierno sentiero nel Teschio sacrificato. Poi freddo improvviso come acqua che scorre non più a rinfrancare il passo dell’eterno pellegrino, ma tormento per l’Opera ammirata e certamente non del tutto intuita…
…Giacché l’Arte e l’Artista alla Memoria della piacevole vista condivisa fedele discepolo della sua Natura… Natura ammirata implorata sofferta con cui condividere ogni segreto e Parola quale linfa dell’Opera così pregata e celebrata… Il segreto di ogni forma curva profumo colore sospiro e visione della Natura è per il vero taciuto amore di antica e platonica discendenza, di segreta disciplina, ove la Preghiera diviene rito e l’uomo si fa Sciamano e Oracolo di Dio.
Ove l’uomo si fa Dio…
In quanto tutto l’istinto dell’Infinito donde proveniamo (ri)creato è specchio della Sua Eterna Natura (ri)nata, e divenuta d’improvviso immortale e fedele misura di un Tempo giammai misurato dimensione d’insondabile e indecifrabile Abisso… cui precipitato lo Spirito nell’èstasi di un Sogno antico precedente al Creato. La Natura così composta e interpretata per ogni Opera nata divine d’improvviso immortale e fedele compagna di quanto creato nell’Universo nato…




La Stagione della vita narra il ciclo della Natura… e rimirarla per poi sacrificarla per un diverso principio è eterna offesa ad ogni artista ed al suo Dio in ogni museo e chiesa custodito. Pensiero e volontà diviso fra l’Abisso e la Prima Parola… Sospeso fra Sogno e desiderio… Smarrito e divenuto volontà… nella Materia tradotta… Per chi osserva (o peggio ruba) Parola divenire breve fra bello o brutto sospesa indottrinata imparata o non del tutto capita… Per chi, invece, al contrario, precede e presiede l’Opera… difficile composta sofferta e quantunque sempre dalla Materia tradita e tradotta e fors’anche giudicata o ancor peggio compresa nel Secondo di un’ultima pretesa nei Secoli sudata… fra un bello e brutto panorama smarrito… o forse non più gradito, o solo, quando il sudario affoga il riposo desiderato. Così narrano le scritture al giardino ammirato… mentre Eva ed il suo Adamo colgono e contemplano il Pomo proibito.
…Chi il Diavolo e Dio qui taccio e non dico Bernardo è al Secondo gradito la frutta abdicata al Verbo raccolto dalle scritture al ‘canone’ servite… Così il giardino e museo conservato pregato  ammirato… e diviso dalla Genesi di un Paradiso divenuto Inferno dall’Apocalisse condito…(‘guarda che proporzioni’ dice la donna al marito rapita nella Genesi del quadro dipinto… ‘Sono le prospettive’ replica lui; ‘gli sfondi si fan più nutriti o forse coloriti nel volo della nuova ora’ in ultimo è Boccaccio il custode a suggerire parola).
Per il vero chi orna la Stagione di ogni venuta nell’Opera compiuta è fedele servo dell’Eterna ed immutata Natura… Antica Dèa pregata e venerata nella bellezza infinita dall’alba fino al tramonto… quando un uomo al buio della sua caverna lascia impronta della Storia… Poi la contemplazione matura ad ogni Secondo della vita divenire icona e parola, giacché il Primo Dio dona il suo Pensiero ammirato scrutato pregato… anche se non compreso nella dimensione verbo di un diverso Dio cui la frattura compie l’evoluzione al ciclo della vita prigione dell’Infinito donde proveniamo…
L’Opera creata visibile Dimensione di quanto nato e nascerà dal ciclo infinito ove l’uomo diviene di ugual materia di Dio: invisibile allo spazio e Tempo numerato in quanto l’Infinito assente alla morte cui soggetta la vita. Così l’Opera celebrata ed ammirata quale specchio della Natura riprodotta figlia di Dio diviene quadro della memoria, inno e scrittura di Vita… 
…Al Sole della nuova preghiera… la Storia, e con essa l’Opera, compie la Memoria da noi solo numerata, sicché i secoli Secondi di un Primo oscuro ricordo celebrato nel calore della Vita dopo una notte profonda quanto un Abisso. Oscura come una nebbia densa dopo una piatta simmetria, poi gravità sospesa come un Tetide mare di vita....













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