CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

lunedì 28 agosto 2017

PREGHIERA NEL BOSCO



















Prosegue in:

Preghiera nel bosco (seconda parte)  &












L'altro versante della montagna













Qui immobile e Fermo
All’invisibile Tempo mio
Medito e cogito
Quei numeri al vento
Agitare mare al cielo
Accompagnare l’epitaffio
E meditare giusto e retto componimento
Poesia rima di vita
Agitare chioma all’Infinito
Assente al moderno transitorio
Apparente… evento

Qui immobile e fermo
Alla Natura mia
Medito… foglia al vento
Corrosa al frammentato loro movimento
Ed ora di nuovo caduta
Nella breve stagione
Assente alla vera prosa
Specchio dell’innominato numerato…
…Loro Tempo…

Chi Infinito…
Natura e Dio…
Risorgerà dall’apparente nulla
Di un freddo Inverno
Riflesso della morta materia
Numerare e contare le stagioni
Della breve Memoria

Principiare …e meditare Pensiero
Estasi dell’invisibile evento
Apparente morte prima della vita
Nell’eterna Primavera di un Infinito Universo
Primo al Tempo di codesto breve inchino
Come una foglia caduta
Narrare il passo della strana loro avventura
Al rogo del tempo
Scaldare e agitare….
Falso Tempo…  











Cosa abbiamo imparato?

Cosa abbiamo imparato
dalla dura crosta
dalla mutevole materia
dal pane ingoiato come un cane
dall’oste confondere l’intera platea

Cosa abbiamo imparato?
dal Tempo
e la breve Storia

Cosa abbiamo imparato
da quei volti agghignati
dai lamenti urlati e ben pagati
da quell’odio ben nutrito
rivenduto e barattato
condito con inutile rancore
correre contrario
avverso ad ogni Elemento
nello spazio di questo loro tempo

Cosa abbiamo imparato
da quel rumore
dalla prima pietra
nell’eterno boato di questa guerra

Cosa abbiamo imparato
da quei volti
lucidi specchi
di raziocinio ed intelletto
così si pensano e vedono
ceche maschere di un falso intendimento

Cosa abbiamo imparato
da quel verso
divenuto ghigno
poi strofa

Cosa abbiamo imparato
dalla poesia
così come interpretano
e recitano la breve strofa della vita

Il confine e l’abisso
fra la morte e la vita
per ogni foglia che brucia
privata della giusta memoria
nel poema della vita

Cosa abbiamo imparato
dalla breve parola
offesa ad ogni Dio

Cosa abbiamo imparato
da quella foglia
da quel lamento di vento
dall’urlo dell’ultima bufera
prima del deserto
di una nuova frontiera
nell’esilio del rogo di questa vita

Retto e saggio verso
braccato dalla parola
e preghiera recita di ogni Tempo
privato del giusto Verbo

Cosa abbiamo imparato
da quella croce
da quell’esempio
da ogni Profeta
principio del Tempo

Retta parola
assente alla Memoria
così come contata
la Storia della breve strofa
senza poesia recitare
La Sua preghiera

Cosa abbiamo imparato
da questa tortura
per ogni chiodo
nell’infinita Sua preghiera

Ogni Profeta muore
sulla croce della materia
mentre l’aguzzino
edifica un Diavolo
spacciandolo per Dio

Cosa abbiamo imparato
da questa Natura
che ci guida ed indica la via

Camminare retta e giusta Parola
come fosse la Sua preghiera
vegliare il Tempo
pagato con l’inganno e l’offesa
della Storia
contare misera moneta

Cosa abbiamo imparato
dalla Storia e il Tempo che la conia… 

(Prosegue) 









    

Nessun commento:

Posta un commento