IL GRASSO LEGNAIUOLO

IL GRASSO LEGNAIUOLO
& UN MONDO PERDUTO

sabato 11 luglio 2026

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

 

 








L’ AVVOCATO DEL DIAVOLO






Da qualche parte debbo aver letto e sinceramente non so in qual Secolo, circa all’incirca ed ovvero, di un Lupo che attenta un’infante bambina, una pupilla del nuovo come antico èvo distribuito ed anellato ad una Grande Notizia che ‘rivela rileva e dispiega’, pur poco o nulla spiegando circa l’Arte della Conoscenza, eccetto l’inganno il celato misfatto, per come la Società della ‘pecunia’ snoda e muova - nell’efficacia dell’urgenza - il nuovo (bituminoso) sentiero sulla ‘traccia’, sull’‘orma’ (non certamente ad uso del vecchio Intelletto simile all’antica Saggezza), per ciò che impropriamente pascolato nel ristretto recinto della materia di Mammona… e la superstizione che convalida la sua strana scienza...


Tutti sappiamo che la nota ‘parabola’ di Mammona abbisogna del ‘canone’ della materia affinché possa generare il veleno con cui, non solo il Lupo, ma ogni putto infante grande e giovane e futuro vecchio scudiero in vigile guardia del proprio ed altrui feudo, possa essere avvelenato dall’ugual morbo del suo Signore e padrone, che indistintamente porge al Lupo come ad ogni suo diligente servo, e morire felice del servigio offerto fori ed entro le mura del pascolato Castello.

 

Ma hora la fortezza attentata dall’arrivo del Lupo che ulula feroce tutte le Ragioni della Selva, la quale come un simmetrico cavaliere, difende in nome e per conto di chi attenta e avvelena da Secoli la Natura intera.    

 

Questa una Storia antica in uso non solo al cacciatore ma anche ad ogni putto della più nota Tavola Rotonda con replica nella vicina e più lontana Osteria con diritto perBacco e Dionisio lo abbiamo pur visto; allor quando il Graal della mensa viene offerto in eterno globale beneficio ‘al fine e per la fine’ della collettiva ubriaca demenza affinché la ‘superstizione’ possa prendere il dovuto dominio della Conoscenza.

 

La quale ‘globalità’ nella propria magnifica rotondità da cui la deriva dell’originaria Idea crea ogni futuro continente vigilato nella pietra di più solida pecunia, unisce ogni commensale ad una globale compartecipata caccia collettiva (denominata S.P.A. nonché quotata anche in Borsa) molto simile alla pura deficienza assolutistica inerente all’abominio del Dominio e non solo di Abramo...

 

Perdoniamo il Secondo e meditiamo, in verità e per il vero, il Primo concedendo a Lincoln il diritto di replica…

 

Ma lo abbiamo detto e lo ripetiamo ancora a dispetto del rogo con cui si consolida la Storia: amiamo il Lupo qual Eretico in libero arbitrio (sia esso grigio nero bianco o variopinto ed un poco stinto e smagrito…), non solo di infrangere ogni regola del Dominio del loro dio, ma anche perché nella sua Storia si racchiude il mistero di un più probabile Primo Dio…

 

…Ed io che sono il suo Creatore nonché eterno difensore (essendo avvocato del Diavolo), proprio ed affinché ogni loro inganno & misfatto sia svelato celando il vero Lupo che in ognuno si nasconde, gli concedo ed accordo nel suo e mio ‘ululato’ accompagnato dal sacrosanto Diritto e Beneficio di saziare ed appagare, non più e solo l’istinto, bensì di rinsaldare e evidenziare la paradossale condizione in cui l’inumano licantropo digitalizzato d’ogni giorno narra la quotidiana fiaba ad ogni putto di questa selva:

 

Quanto sei bella mia dolce bambina seppur attentata ma hor hora riparata alla nostra più che vigilata dimora collettiva; puoi essere pur certa che giammai nessun Lupo attenterà la tua eterna purezza, che ogni vigile sino all’ultimo poliziotto paladino di questa civile società ti proteggerà con l’ultimo decreto in merito alla sicurezza - ed in cui - l’intera civiltà sprofonderà nell’Abisso dell’Inferno senza più l’antico regno della Selva, e neppure la certezza d’aver mai vissuto da uomo libero in questa stessa Terra...

 

Ed in cui apprendiamo ancora, che chi ha confuso ‘sicurezza’ con ‘aggressione’ certamente mai potrà difendere un minore minorato consolidato nella superstizione di stato, nella sana capacità di intendere e volere cosa sia la negata certezza esposta al margine dell’insicurezza di ogni giorno quando ogni diritto alla sanità della salute d’ognuno viene negata con il falso pretesto di un Lupo.

 

La bambina può rischiare benissimo di morire per il troppo caldo che questa notizia assommata ai gradi alcolici di un diverso spirito interpretativo concedono e promettono alla sbornia calorifica d’ogni giorno. Per poi essere inalata qual aria pura & condizionata da respirare a pieni polmoni se solo sopravvive a questo invisibile azzannare d’un lupo ben più feroce a cui ognuno non presta la dovuta attenzione, in quanto alla Tavola Rotonda è stato stabilito che seppur i gradi del suo maleficio aumentano ogni giorno in questa morsa senza via d’uscita, in questo morso da licantropo, il Lupo sarà prontamente catturato dagli esperti della Foresta…

 

La qual Selva brucia al rogo - e non solo con dolo - in cui il lupo d’ogni giorno si diletta ad azzannare ciò di cui vivo possediamo ancora!               

 

Giacché fra il pascolare e il deambulare (possiamo dire camminare) entro o fuori questa Selva corre cammina ed evolve notevole differenza, più o meno allorquando si suol distinguere un ciarlatano ambulante da un più egregio esperto nel medicamento di cui la Fiera si differenzia nel naturale privilegio contrario ad ogni veleno…  

 

Il veleno - e non solo quello inalato ogni giorno - viene distribuito con margine di superstizioso profitto andandosi ad innestare sino ai margini dell’antica Coscienza, là ove potete distinguere la Selva della Ragione intera, là ove un tempo non troppo antico dimorava e nasceva l’Idea ‘neuronale’ soffocata dall’artificioso intelletto ad uso e consumo di Mammona. Ciò che la Selva ispirava per ogni Ramo intellettivo compreso il Lupo che ci insegna un istinto primitivo viene abdicato al Nulla della materia!

 

È bene e meglio non pensare affinché la superstizione semini la sua antica e deleteria dottrina e la pecunia di dio possa pascolare sicura; attenzione – però - ai pipistrelli volanti ai Proci dell’isola promessa e soprattutto ai trafficanti per ogni via delle armature con cui in questo rinnovato èvo possiamo affidare un maggior margine di sicurezza dal feroce nemico…  

 

Chi pascola e più non corre e pensa o cogita nel rispetto di Cartesio, sicuramente di differente specie a dispetto di chi libero come un animale selvatico, come un Lupo ad esempio che in barba a qual si voglia Legge e come un Eretico snoda il proprio Sentiero su un diverso e più impervio cammino, ovviamente ai presunti danni della stessa pecunia poco sopra nominata, per ciò definito il predatore più temuto, in Austria ad esempio fino a qualche dominio fa’ non si aveva più testimonianza del suo vagare e ispirare le vaste biblioteche giudiziarie di chi a Lui si è ispirato.

 

Quindi sussiste differenza fra il ristretto recinto della verità ben vigilata e pascolata dal buon pastore, è quella sicuramente meno tutelata e difesa del Lupo, il nemico numero Uno il vero capro espiatorio dell’intera Società la quale si rimodella su antichi parametri sociali che pensavamo superati.

 

Quando immagino il lupo e di cui leggo e medito le sue gesta lo vedo indossare altri panni più civili, in genere è una persona distinta, in genere uccide con somma maestria, generalmente ha la capacità della parola la quale lo rende più pericoloso del famigerato verso coniugato nell’ululato. In genere leggiamo le ‘gesta’ di questo lupo digitalizzato trasmigrare da un luogo ad un altro d’un oscuro labirinto formare il corto-circuito della società intera, con ampio danno non solo per l’elettrificata e più luminosa pecunia - ma anche - per l’intera selva del progresso, in genere uccide e sacrifica al suo diabolico altare diversi putti infanti e altri vecchi e giovani disagiati; per non parlare degli afflitti allevatori i quali reclamano la sua testa avendo smarrito quella del loro Capro* preferito.

 

[*Capro caprone: antica usanza d’un’ancor più strano dio, uccideva ed impalava chi innocente, assolvendo il peggior malfattore dell’agriturismo!]

 

In genere si avventa armato per compiere il sacrifizio e non solo del femmicidio della povera bambina che attraversa in ugual medesima hora la stessa sua esistenza senza motivo di sopravvivenza, basta una piccola controversia e il lupo uccide violenta sbrana e squarta ogni sua vittima, ‘vittima’ tradotta e specificata sia in colui che riceve l’Atto di questa sommaria giustizia, ‘vittime’ tutti coloro che non riescono a distinguere e scorgere il lupo in azione che si avvicina ad un ricordo della sua trascorsa esistenza.

 

In questa difficile hora, per come si snoda l’inarticolato articolo inalberato attraverso l’artefizio della parola al fine di ingannare, non solo Cappuccetto Rosso, ma anche ogni più serio amante delle fiabe, è bene non offendere i cultori di quest’Arte, giacché la genesi della Fiaba - della Leggenda - contiene in sé una storia antica da cui discende sia la bambina che il mito del Lupo, e non solo uno strano Dio che ambidue sembra aver raccolto in medesimo spirito creativo, con il diritto di poter profanare ogni Verità in merito alla  Voce con cui la Natura - seppur senza diritto alla parola - esprime non volendo l’antica controversia circa il Dominio…

 

Controversia la quale indica e comanda il dominio - abbiamo detto - della sua Dottrina su ogni specie di questa stessa via, per cui i vari interpreti che si sono alternati in questa sorta di Arte interpretativa ad uso di Mammona debbono per forza di cose aver udito un diverso Dio, giacché il suo infernale dominio è un recinto troppo ristretto sia per la Ragione che l’Intelletto, sia per come Dio ha tentato di evolvere la propria immateriale dottrina caduta nel baratro della materia di Lucifero.

 

Ammetto che regni confusione non più e solo su codesto eretico passo del Diavolo, affinché ancor meglio si comprenda ciò che viene quotidianamente pregato!

 

Debbono aver trasposto il loro bisogno assommato alle esigenze della specie del Dominio, a loro volta dominata da un diverso Dio, di cui la nota ‘schiavitù’ li ha condotti ad udire una Voce sicuramente più consona al loro Diritto di Essere ed esistere, ciò è normale dal punto di vista mitologico-interpretativo, ma tutto ciò non giustifica l’esclusiva esclusività del loro Dio,  adattandolo di conseguenza al superstizioso Comandamento del loro udito, affinché il Profeta possa ordinare ogni successivo abominio, così definendo ciò di cui vittima nell’esercizio fraudolento dello stesso Dominio.

 

Il comune fattore interpretativo posto su questo enunciato è il Dominio. In questi giorni assistiamo a cose che mai avremmo immaginato di vedere e udire con le Grandi Notizie che fanno tremare non solo il loro dio, ma il Dio di ogni Essere vivente dalla pietra alla foglia sino all’ultimo braccato animale di questa Foresta con la pretesa di essere una civiltà colta e distinta la quale uccide a libero arbitrio con diritto di replica illuminata dalla retta parabola della dotta parola distribuita e connessa dal nuovo canone di questa turpe èra.   

 

Quindi abbiamo tutti letto circa una bambina attentata da un Lupo, noi quali avvocati del diavolo (come direbbe Frazer) traduciamo che il Lupo non abbia mai attentato la bambina, sicuramente nel suo passato da nobil uomo regna il ricordo della stessa a cui porse la sua attenzione con amore della medesima purezza, il Lupo armato di questo ricordo deve aver confuso l’ingresso di un diverso tempo egregiamente ricostruito nel misfatto dell’inganno di cui vittima.

 

Ecco a voi il rivelato l’arcano mistero avverso alla superstizione coltivata in vitreo ricreativo, l’intera urbe si è mossa, compresa la dotta esperta, alla feroce caccia; ma affinché si assuma consapevolezza circa la negata verità è bene dire che il Lupo giammai voleva e vuole nuocere alla bambina, giacché ancor meglio si comprenda che la stessa appartiene alla sfera memonica dei suoi ricordi. Sì! la bambina sarà sicuramente attentata violentata e successivamente squartata da altri e più nobili credenti del dio di Mammona dentro e furi le mura del suo tempio questa la sola secolare certezza che ci accompagna. 

(Giuliano)

 

 


 


Sono stato spinto a fare queste osservazioni dal desiderio di spiegare perché le superstizioni di ogni genere, politiche, morali e religiose, sopravvivono tra i popoli che hanno la possibilità di conoscere meglio. La ragione è che le idee migliori, che si formano costantemente negli strati più alti, non si sono ancora diffuse dalle menti più elevate a quelle più basse.

 

Tale filtraggio è generalmente lento e, quando le nuove nozioni riescono a penetrare fino in fondo, se mai ci arrivano, sono spesso già obsolete e superate da altre al vertice. Ecco perché, se potessimo aprire le teste e leggere i pensieri di due uomini della stessa generazione e dello stesso paese, ma agli estremi opposti della scala intellettuale, probabilmente troveremmo le loro menti come diverse come se appartenessero a specie diverse.

 

L’umanità, come è stato ben detto, avanza a scaglioni; vale a dire, le colonne non marciano affiancate, ma in fila discontinua, ognuna più o meno indietro rispetto al leader. L’immagine descrive bene la differenza non solo tra i popoli, ma anche tra gli individui dello stesso popolo e della stessa generazione.

 

Così come una nazione supera continuamente alcuni dei suoi contemporanei, allo stesso modo all’interno della stessa nazione alcuni uomini superano costantemente i loro simili, e i primi in questa corsa sono coloro che si sono liberati del peso della superstizione che ancora grava sulle spalle e intralcia i passi dei ritardatari.

 

Per usare una metafora, le superstizioni sopravvivono perché, pur scandalizzando le opinioni dei membri illuminati della comunità, sono ancora in armonia con i pensieri e i sentimenti di altri che, sebbene siano stati indottrinati dai loro superiori a un’apparenza di civiltà, rimangono barbari o selvaggi nell’animo.

 

Ecco perché, ad esempio, le barbare punizioni per alto tradimento e stregoneria, così come le atrocità della schiavitù, sono state tollerate e difese in questo paese fino ai giorni nostri. Superstizioni, pubbliche o private. Tali forme di sopravvivenza possono essere suddivise in due tipi, a seconda che siano pubbliche o private; in altre parole, a seconda che siano sancite dalla legge o praticate, con o senza la complicità della legge, in angoli e anfratti.

 

Gli esempi che ho appena citato appartengono alla prima di queste due categorie. Non molto tempo fa, in Europa, gli eretici e le streghe venivano bruciati pubblicamente e i traditori venivano sventrati pubblicamente, e la schiavitù del dominio è sopravvissuta come istituzione legale anche più tardi.

 

La vera natura di tali superstizioni pubbliche tende, proprio per la loro notorietà, a sfuggire all’attenzione, perché finché non vengono spazzate via dall’ondata crescente del progresso, ci sono sempre molte persone pronte a difenderle come istituzioni essenziali per il benessere pubblico e sancite dalle leggi di Dio e degli uomini.

 

È diverso per quelle superstizioni private alle quali di solito si riserva il nome di folklore. Nella società civilizzata, la maggior parte delle persone istruite non è nemmeno consapevole di quanto queste reliquie di selvaggia ignoranza sopravvivano alle loro porte. La scoperta della loro ampia diffusione è stata fatta solo nel secolo scorso, principalmente grazie alle ricerche dei fratelli Grimm in Germania.

 

Fin dai loro tempi, indagini sistematiche condotte tra le classi meno istruite, e soprattutto tra i contadini, d’Europa hanno rivelato la sorprendente, anzi allarmante verità che una massa, se non la maggioranza, delle persone in ogni paese civilizzato vive ancora in uno stato di barbarie intellettuale, che, di fatto, la superficie liscia della società colta è erosa e scavata dalla superstizione.

 

Solo coloro i cui studi li hanno portati a indagare l’argomento sono consapevoli della profondità a cui il terreno sotto i nostri piedi è, per così dire, scavato da forze arretrate ed altrettanto invisibili. Sembra che stiamo in piedi su un vulcano che da un momento all’altro potrebbe eruttare in fumo e fuoco per diffondere rovina e devastazione tra i giardini e i palazzi dell’antica cultura, così faticosamente costruiti dalle mani di molte generazioni.

 

Dopo aver osservato i templi greci in rovina di Paestum e averli confrontati con la squallida e la barbarie dei contadini italiani, Renan disse:

 

‘Ho tremato per la civiltà, vedendola così limitata, costruita su fondamenta così deboli, poggiata su così pochi individui persino nel paese in cui è dominante’. 

(Frazer, l’avvocato del diavolo)






Preferiamo un diverso Tempio ove pregare come rinsaldare il divino, a cui l’eletta marionetta sembra sfuggirgli ogni più profondo Spirito accompagnato dalla infruttuosa certezza. Ebbene noi rinnoviamo proprio quella, che la marionetta ne prenda dovuta nota, a dispetto dell’apparente certezza dei fili di come mossa e comandata!

 

Ai futuri inganni accompagnati da infiniti misfatti conditi da solite ed insolite ingiustizie, prescriviamo oracoli poeti e sciamani.

 

 Al morbo dell’odierna pazzia, raccomandiamo responsi oracolari.

 

Al dio della meccanica dell’eterno umano raggiro, raccomandiamo di ascoltare ed interpretare la più elevata Lingua d’ogni più naturale bestia, con cui solitamente mi accompagno circa l’adottata grammatica in ugual vita intrapresa nonché disquisita.

 

 Al dio della certezza, preferiamo il demone - ogni dèmone - della Terra.

 

Al circoscritto Universo, preferiamo e prescriviamo il rimedio dello Sciamano, di descriverne la più reale concreta appartenenza per ogni Viaggio intrapreso posto in ugual orbita.

 

Alla gravità della loro materia, preferiamo la scomposta e non ancor ben decifrata Anima-Mundi Madre della Terra.

 

Alla certezza della marionetta, abdichiamo e raccomandiamo un diverso responso oracolare dedotto dalle viscere della solfurea Terra quotidianamente attentata.

 

All’odierna falsa ‘parabola’ in cui costretto ogni Elemento, così come la simmetrica dedotta marionetta, preferiamo un Primo ed Ultimo Elemento, in nome e per conto degli Dèi che ne rinnovano il sofferto martirio.

 

Al mito del progresso, preferiamo l’Esilio del nostro Dio.

 

Se questo un triste Destino, o un Elevato invisibile Merito, solo per ogni Elemento in noi rinato e restituito, e mai sia detto subordinato, possiamo sperare di rifondare quanto Creato. 

- Giuliano -     





 


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