giuliano

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IL TOMO

martedì 1 ottobre 2013

GENTE DI PASSAGGIO: Trittico Portinari con adorazione Bambino (73)










   





                   
                Trittico Portinari con adorazione Bambino (e lettere di scambio....)

                     




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Tommaso Portinari, un importante uomo di affari,
risiedeva in qualità di rappresentante della ricchis-
sima stirpe di banchieri della casata dei Medici di
Firenze nella prospera Bruges della seconda metà
del Quattrocento.
Già a quei tempi, infatti, le case di commercio, i
banchieri e simili, invece di effettuare personal-
mente viaggi d'affari o soggiornare lungo tempo
all'estero, erano soliti assumere agenti che curas-
sero i loro interessi: commessi viaggiatori come
Tommaso Portinari e Giovanni Arnolfini, per l'ap-
punto, che in questa veste si erano stabiliti nelle
Fiandre.




Simili uomini d'affari godevano di grande consi-
derazione ed erano in genere personaggi molto
facoltosi.
Spinti dal desiderio di esibire la fama raggiunta,
essi amavano farsi ritrarre dai rinomati maestri
fiamminghi.
Si ricordi ad esempio Giovanni Arnolfini che
si era fatto immortalare insieme alla consorte in
un ritratto di Jan van Eyck. Non solo il ritratto
costituiva un tramite molto apprezzato per tene-
re vivo il ricordo del committente e della sua fa-
miglia, ma anche chi commissionava grandi pale
d'altare spesso vi compariva di persona in quali-
tà di donatore.




E' questo il caso dell'opera del trittico con l'A-
dorazione dei Pastori attualmente collocato ne-
gli Uffizi di Firenze, che fu dipinto per incarico
di Tommaso Portinari (si dice che all'epoca, no-
nostante la ricchezza raggiunta, fosse o gravas-
se in una crisi finanziaria dai Fatti ancora scono-
sciuta..).
Insieme all'Altare Monforte, sempre dello stesso
artista, la pala d'altare è tra le più grandi della
prima pittura nederlandese.




In posizione aperta l'opera è più alta e più larga
dello stesso 'Giudizio Universale' di Rogier van
der Weyden (dove la tela sembra aprirsi in....
crolli di dimensioni bibliche...); per dimensioni
la tavola centrale è seconda alla Comunione de-
gli Apostoli di Giusto di Gand (i quali se contem-
plati godono di una sorte di preoccupazione di
eterna caduta nel baratro del grande Giudizio U-
niversale...).
Sui battenti esterni del trittico Portinari compare
un'Annunciazione dipinta a grisaille in uno stile ol-
tre modo sobrio e discreto.
A battenti aperti, invece, il trittico esplode in un
tripudio di colori attorno al minuscolo Gesù qua-
le punto focale della rappresentazione (anche se
ad un esame attento appare plastico in tutta la
sua meravigliosa bellezza...).




Sull'anta sinistra è raffigurato Tommaso Portina-
ri e dietro di lui i figlioletti Antonio e Pigello e i
santi protettori: san Tommaso con la lancia e san-
t'Antonio vestito da eremita.
La moglie di Tommaso, Maria Baroncelli, e la fi-
glia diletta di lei, sono raffigurate in tutta la loro
sobria e mite ricchezza (non distanti dal bambino
adagiato in terra....) in ginocchio sull'anta destra
in compagnie delle sante Maria Maddalena, con
il vaso d'unguento (molto alla moda in quel perio-
do...), e Margherita con il drago ai suoi piedi.




Nello scomparto centrale trova posto l'Adorazio-
ne dei pastori, che in ginocchio sembrano acco-
gliere a braccia aperte il Bambino appena nato.
Insieme alle altre figure del quadro essi formano
un cerchio intorno al Bambino nudo (assente e
in stato di dormi-veglia..) disposto su un giaci-
glio di paglia, la quale paglietta allieta la sua nuo-
va venuta.....
Maria, Giuseppe, le schiere di angeli, tutti sono
rivolti con le mani giunte in adorazione del picco-
lo Redentore, in uno scenario creato dai resti del
palazzo di Re Davide....
(Prosegue....)










 





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