CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

mercoledì 3 maggio 2017

DAI PITTOGRAMMI AI PSICODRAMMI nell'Alchimia della vita posti...




















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A passo di gambero...

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Nell'Alchimia della vita posti...(2)






















Pittogrammi, figure nelle quali riteniamo di riconoscere forma identificabili con oggetti reali o immaginari, animali uomini o cose.


Psicodrammi, segni nei quali non si riconoscono e non sembrano rappresentati né oggetti né simboli. Sono slanci, violente scariche di energia, che potrebbero esprimere sensazioni quali vita o morte o odio, o anche esclamazioni o auspici…



  
Il mercurio era già noto in tempi antichi in Cina e India; fu anche rinvenuto in tombe dell’Antico Egitto risalenti al 1500 a.C. In Cina, India e Tibet si riteneva che il mercurio prolungasse la vita, curasse le fratture e aiutasse a conservare la buona salute. Si narra che il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang Di, sia impazzito e quindi morto per l’ingestione di pillole di mercurio che nelle intenzioni avrebbero dovuto garantirgli vita eterna.
Gli antichi greci e romani lo usavano negli unguenti e come cosmetico. Per gli alchimisti, il mercurio era spesso visto come uno degli elementi primordiali che costituiscono la materia; la parola indù per l’alchimia è rasavātam che significa letteralmente ‘la via del mercurio’; si riteneva che cambiando il tipo e tenore di zolfo, il mercurio poteva essere trasformato in qualsiasi altro metallo, in special modo l’oro.
Il simbolo chimico attuale del mercurio è Hg e deriva dalla parola hydrargyrum, latinizzazione del termine greco `Υδραργυρος (hydrargyros), parola composta dai termini corrispondenti ad ‘acqua’ e ‘argento’, per via del suo aspetto liquido e metallico.
L’elemento prese quindi il nome del dio romano Mercurio per via della sua scorrevolezza e mobilità…




Habbiamo detto la Magia essere scienza, la quale c’insegna chiamar in luce, e fuori dalle  tenebre, tutte le virtù sparse, e seminate da Dio per tutte le parti del Mondo. Hai inteso ancora  ciò, che queste tenebre si siano: resta, che manifestiamo, e scopriamo le virtù, ch’entro di quelle  sono nascoste.
Tali virtù adunque altro non sono, che lo Spirito dell’Anima del Mondo, il quale spargendosi, e diffondendosi  per  tutte le cose a ciascuna  da’ la forma, la vita, l’essere, e la permanenza. Ma sappi, che quantunque egli a tutte le cose si communichi e sia sparso  in tutte le parti del Mondo, nondimeno ei non si può in verun modo cavare, ne’ da quei luoghi, ne’ meno da tutte le cose, che da lui  ricevono  vita, e  nelle  quali si diffonde, e sparge. 
E’ verissima quella volgata propositione, cioè, che questo spirito si ritrova in tutte le cose, così ne gli huomini, come nelle bestie; ne gli elementi, tanto della terra, quanto dell’acqua, dell’aria, e del  fuoco; ne i fiumi, nel mare, ne i monti, ne i piani, nelle valli, ne i boschi, ne i  prati, ne i deserti, ne i metalli, e nelle piante; e anco ne i Cieli, e nelle Stelle: nondimeno tutto questo, dal mondo sinistramente inteso, ha fatto cadere infiniti in infiniti errori.
Percioché  incontinente,  che questa divina virtù, con l’infondersi ne gl’individui di ciascuna spetie, a quelli ha data la vita, l’essere, la forma, e la permanenza; in quel medesimo istante perde la natura sua universale; e co’l  rinchiudersi ne gl’informati individui, fatta particolare, solo si ritiene la  forza, e la natura di quell’herba, o di quell’animale, overo di quel metallo, o di qual si voglia altra cosa da lei  informata.
Onde vanamente, e inutilmente fuori del Centro nel Centro contenuto ella vien ricercata. Questo  Centro  è il  già detto Antro di Mercurio; e lo spirito altro non è che  ‘l  Dono entro  di  lui  riposto; E è finalmente lo stesso Mercurio figliolo di Maia, intesa nell’antica Theologia  per la Terra istessa...
Queste mercuriali, e celesti virtù furono da Orfeo, Pitagora, e Democrito, dette Dei empienti l’Universo; da Zoroaste, Sinesio, Plotino, divini allettamenti, e da Agostin santo accolte seminarie ragioni per tutti gli elementi sparse. Questo Mercurio ne gli Huomini è, secondo i Platonici, quel vehicolo ethereo, o carro celeste, overo interna spoglia, che l’anima nel corpo discendendo, e per le sfere celesti passando, si  prende; per lo cui mezo come di proprio, e spiritual corpo materiale, e corruttibile si congiunge: ne gli altri animali è il loro proprio spirito vitale: nel genere vegetale è la virtù di calore vivifico:  e  finalmente nel  minerale è il solfo, e l’argento vivo, cioè il caldo, e l’humido, prossimi principij  de’ metalli minerali, e finalmente di tutte le cose, che dalle viscere della terra nascono.
Et quantunque questi tre corpi, cioè l’animale, il vegetale, e ‘l minerale, siano di diversa forma composti, sono nondimeno dal  sopradetto solo Spirito, e unico Mercurio prodotti. 
 (C. della  Riviera, Il mondo  Magico De Gli  Heroi 1605) 




…I mass-media confondono l’immagine della scienza con quella della tecnologia e trasmettono questa confusione ai loro utenti che ritengono scientifico tutto ciò che è tecnologico, in effetti ignorando quale sia la dimensione propria della scienza, di quella – dico – di cui la tecnologia.....

















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