CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

sabato 7 settembre 2019

PUNTE DI FRECCE (pedagogiche) (5)



















Precedenti capitoli:

Cosa è la Pedagogia? (4/1)

Prosegue in:

Punte di Frecce (6)













È ora tempo di andare in cerca di punte di Freccia…

Passo molte ore di ogni primavera (come d’autunno) a raccogliere la messe che la neve che si scioglie e la pioggia hanno messo a nudo.

Per esempio, se un certo punto del campo, ovvero un qualche campo, altrove, è stato arato in autunno, magari per piantarvi segala, io ne prendo nota, e mi affretto ad andar lì non appena la terra, in primavera, comincia ad asciugarsi. Se la località, per caso, non era stata mai arata prima di allora io sono il primo a trarne un raccolto.




Il fattore non si figura nemmeno che altri carpiscono il frutto della sua fatica. In un giorno l’aratro sconvolge più terra di quanta gli strumenti indiani ne avrebbero potuto sconvolgere in un mese, ed il mio occhio cade dunque sulle prove di una vita antica che è passata di qui un migliaio di anni fa.

Ed in questo infelice tempo quando gli ‘sportivi’ vanno in cerca di anatre, i cacciatori di lepri, gli studiosi di libri rari, i viaggiatori di avventure, i poeti di idee…, e tutti di soldi, io me ne vado in cerca di punte di Freccia appena si ripresenta la stagione adatta. Così mi aiuto a vivere degnamente ed ad amare la mia vita come devo.




…Scoccare la Freccia così come un Guglielmo - oppure un novello niente e Nessuno Ulisse taciuto, annunziato & sottotitolato da frammentato ‘messaggino’ – qual non gradita quotidiana predica del giorno al Tempio del limpido mattino, cogliendo la mela per ogni Paradiso perduto naufrago della propria ed altrui Terra qual Inferno seminato e barattato come la miglior conquista (giacché la Selva non ancora del tutto consumata e consunta), preda alla caverna d’un titolato Polifemo qual umile pecunia in nome dell’eterno sacrificio in attesa d’esser con lei (la Foresta appena detta) abbattuto qual Elemento restituito nel processo contro la Natura…

Argonauti eterni viaggiatori portatori di Vita… 




...Quando alla vista di tutti i ‘maestri’ (futuri docenti) non meno di antichi nuovi profeti (& futuri ciarlatani meccanizzati) dell’ultima conquista e notizia accalcarsi all’uscio accompagnati da mamme con tutti i parenti d’una strana famiglia, la volontà d’una diversa (mitologica) scelta comporre l’odissea dell’Elemento proprio della Natura e non certo fuga. Giacché la nostra terra natia così come l’intera Selva conquistata e civilizzata da secolari ‘disturbati’ quantunque civilizzati se pur ben ‘curati’ ed ‘offesi’ (non certo Geni della Foresta detta) ma tutti uniti se pur ‘aggrediti’ in ugual medesima caverna condominiale con i più fortunati villani associati dal canone come dal mutuo quantunque divisi e assisi palesare disgusto nonché perenne (ora ci dicono ‘democratica’) offesa per il disturbo alla quiete privatamente e pubblicamente vilipesa. Cacciando pur proteggendo il noto Lupo specchio d’un infanzia predata lungo il cammino (e non solo dell’industriosa merendina digitalizzata ex panino in nome della Compagnia incaricata)  avviato in ugual identica consumata processione con il rosso cappuccio coprire il nero destino verso l’autunnale viale - tramonto della [prima] Elementare e [ultima] particella offesa. E con la mascherina coprire il volto non meno della camicia (nera pure quella) mentre la foglia raccolta in differenziata pretesa dalla Ditta incaricata soffrire della cronica bronchite di rosso vestita nel dovuto ‘distinguo’ qual unico monocromatico pensiero avversare l’uomo dai Lupi accompagnato…   

…Sorge il grande dilemma e non solo del noto drammaturgo!

…Vivere una vita di inutili compromessi accompagnata da stenti e calunnie e patire  durature promesse condite con accidenti da (italiche) secolari genti offese per la quotidiana ‘Freccia’ del mattino non meno della sera?




…Oppure!

…Assistere inermi all’atroce destino in cui l’inutile dannosa ‘civiltà’ coltivata con falsa demagogia e mascherata da sana duratura pedagogia possa (ancora) arrecare il dovuto danno alla collettiva Memoria, e combattere (di conseguenza) contro la propria ed altrui manifesta inerzia una folle guerra all’ombra d’una scuola…?

…In nome e per conto della sana pedagogia offesa…

…Armarsi di Frecce e combattere siffatto incompreso destino in attesa del Processo della Storia confermare l’Eretico taciuto e perseguitato,  e far sì che questa risorga dalle ceneri d’una eterna idiozia con cui seminano e tutelano siffatto progresso coltivato…

Oppure non-essere ed essere addomesticato al senso della breve strofa sottratta al Poema dell’intera Rima (o simmetria che sia…) così come la vera Poesia linfa di Vita?




Non riesco a leggere né comprendere la paradossale ‘dislessia’ con la quale si manifesta l’odierna Coscienza nonché pedagogica scienza, mi scusino loro signori preferisco non sommario processo ma far sì che la Storia possa numerarvi come il danno non certo l’eccezione o peggio la Regola!

Combattendo e proteggendo la mia come l’altrui pur vera e certa duratura Natura!

Con un grazie concludo questa mia!

(Grazie per l’ispirazione fondata in ogni vostra avversità confermare la nobile scelta non men della Freccia…)




(1) …La mente della gente corre con tanta facilità al lavoro e al denaro che la massa finisce per associare immediatamente ogni lavoro al guadagno venale che se ne potrebbe trarre… Essi son per lo più curiosi di sapere quanto compenso riceve il conferenziere (di blog) o lo scrittore per l’opera loro, e pensano anche che il naturalista si prenda tanta pena a raccogliere piante e animali perché è pagato per farlo.  Un tale che mi vede prendere appunti sul mio quaderno, in mezzo alla Selva o ai campi, ne ha desunto ch’io stessi calcolando i miei averi, e mi ha in effetti chiesto a quanto essi ammontassero (giacché lo stesso tale che ancora mi vede ed osserva - Polifemo della moderna èra – vuol, ieri come oggi non meno del domani così difeso, celebrare il profitto sottratto all’altrui merito scavando l’‘oro’ barattato e rivenduto  alla miniera dell’economia per insana deleteria malattia nel computo del risultato raggiunto, lui… il civilizzato…), come se non sapesse nemmeno immaginare un diverso uso dello scrivere. Avrei potuto rispondere con la citazione che la morte è il solo salario del peccato.















Nessun commento:

Posta un commento