giuliano

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IL TOMO

sabato 1 dicembre 2012

LA FAVOLA DELLA VITA






























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Chicago








Il 1970 fu un anno pieno d'impegni.
Lavoravo anche alla partitura di un balletto commissionato dall'American
Ballet Theatre, il coreografo era Alvin Ailey, e la prima si tenne a New
York State Theatre il 25 giugno con critiche molto favorevoli, specie quel-
la di Clive Barnes sul Times.
Lo spettacolo si intitolava 'The River', ed ecco di seguito cosa significava-
no per me le diverse parti:

The River comincia così.....

LA PRIMAVERA, che è come un piccolo neonato.
E' lì nella sua culla.....che sputacchia, gira e si rigira, gorgoglia, lancia
urlacci e fa le smorfie, cerca il ciuccio o il biberon, si volta, lancia co-
se e bagna il letto. Quando per la prima volta posa il piedino fuori dal-
la culla, si lancia nella sua prima....





























CORSA. Anche se a malapena sa camminare, si sente di dover mar-
ciare come i suoi soldatini di piombo. Tira indietro le spalle, marcia
in avanti finché non viene attirato da una bella pozzanghera, che per
un istante diventa l'oggetto unico del suo interesse. Richiamato al do-
vere e alla marcia, si rimette a correre, e ha preso un bel ritmo, quan-
do alle spalle, vede arrivare una bolla gigante. Si dimena e riesce a
scansarsi; e quando si scansa, la bolla gigante lo sorpassa e fila via.
Si sente di nuovo sicuro e continua a marciare, finché non comincia
ad annoiarsi; per cui ormai si trova a terra, in un....

GINEPRAIO, dove non sa decidersi se tornare alla culla o continua-
re la sua ricerca seguendo la bolla gigante. Eccolo che si rotola da
un lato all'altro del pavimento, su e giù, avanti e indietro, finché non
vede la porta, la porta della cucina, e si sporge a guardare il vasto
cortile. 'Dev'essere il mondo più grande del mondo, questo', si dice.
'Guarda quanto spazio c'è!'.
E così si fionda oltre la porta, e si ritrova nelle.....





























RAPIDE RIDANCIANE, dove corre e balla e salta e inciampa
per tutto il cortile finché esausto non si rilassa e finisce rotolando
verso.....

IL LAGO. Il lago è splendido e sereno. E' tutto linee orizzontali
che offrono riflessi mai increspati. Eccolo, in tutta la sua bellezza,
incontaminato opera di Dio, finché non arriva la gente - gente an-
ch'essa creata da Dio, e contaminata dalla bellezza toccante del
lago. Tanta è l'ammirazione, che ispirati cominciano a scoprire
inedite sfaccettature compatibili per unirsi gli uni con gli altri, e
sviluppando una prospettiva romantica, cominciano a dedicarsi
ai piaceri. La situazione sfocia in una violenza emotiva ancora più
grande del vortice di violenza che li aspetta. Il lago li sostiene fin-
ché, all'improvviso, non si ritrovano tutti zampe all'aria in mezzo
alle.....





























CASCATE. Le cascate sembrano sempre uguali in cima, e suo-
nano sempre uguali a valle. Si riesce sempre a sentire la voce del-
lo spirito che è salito sulle cascate per tuffarsi giù nel vortice, gri-
dando e poi cercando di risalire le cascate per riconquistare quel
luogo di serenità che è il lago.
Ma ciò che lo aspetta è.....

IL VORTICE in sé, esperienza in cui devi immergerti tutto per
provare il gusto del rischio. Dal vortice arriviamo al corso prin-
cipale del.....

FIUME, che galoppa gagliardo, passando per varie insenature,
si allarga e perde un po' della sua adolescenza. Diventa sempre
più maturo, perfino mobile, stabilisce un'onda maestosa di grazia
monumentale, muovendosi con dinamica autorità.
Arrivati alla foce, ci sono due città, una per lato, e c'è sempre
qualcosa, a bordo fiume, che non puoi avere sulla riva opposta.
Come città abbiamo scelto:.............
Il fiume passa tra le due città e va a immergersi nella.....





























MADRE, SUA MAESTA' IL MARE. A questo punto, il fiume
non è più un fiume. E' entrato in mare aperto e qui ci rendiamo
conto della validità della fondazione della religione, ossia l'ANTI-
CIPAZIONE CELESTE DELLA RINASCITA. La madre, nel
suo splendido romanticissimo scambio di posizioni col sole, con-
cede al cielo ciò che è destinato poi a ritornare come pioggia, o
nebbia tra le montagne e le pianure. Per cui la prossima volta che
lo vediamo, sarà come un piccolo neonato......

LA PRIMAVERA. (O almeno così dovrebbe essere....) Questa
materializzazione dimostra la validità della NOSTRA ANTICIPA-
ZIONE DELLA RINASCITA (O almeno così vorrebbe essere...)
(Duke Ellington, La musica è la mia signora)

































.....Gli altri spartiti dell'orchestra proseguono in......


il tempo

il tempo 2

il tempo 3

il tempo 4

il tempo 5

il tempo 6

il tempo 7


.....Ed in fondo alla caverna..........


 il canto degli antenati










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