CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

giovedì 24 gennaio 2019

L' ALTRO OSWALD (53)



















Precedenti capitoli:

Viaggio nella mente di Jack (il matematico) (51/2)

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L'altro Oswald (54)













Walter rappresentava la terza generazione di artisti.
Il nonno Johann Jurgen Sickert era un pittore così dotato da
guadagnarsi la protezione del re Cristiano VIII di Danimarca.
Il padre di Walter, Oswald, era un ottimo pittore e disegnato-
re che però non riuscì mai a farsi un nome né a guadagnarsi
da vivere.




Una vecchia fotografia lo ritrae con una barba lunga e disordi-
nata e gli occhi gelidi che brillano di collera.
Come per gran parte della famiglia Sickert, i particolari che lo
riguardano sono svaniti col tempo, come le immagini di un da-
gherrotipo sviluppato male.
Da una ricerca di documenti è emersa una piccola raccolta di
scritti e disegni che fa parte delle carte del figlio conservate
presso la biblioteca di Islington.




E' stato necessario tradurre l'alto tedesco di Oswald, scritto
a mano, prima in basso tedesco e poi in inglese, procedimen-
to che ha richiesto sei mesi e che ha fruttato solo una sessan-
tina di brani, perché gran parte dei suoi scritti erano assulata-
mente indecifrabili.
Per quel che si sa, Oswald era sempre in procinto di partire,
al punto che ci si domanda quando trovasse il tempo per lavo-
rare.




Le sue escursioni occupavano talvolta la maggior parte della
giornata, e a volte viaggiava in treno fino a tarda notte.
Un esame delle sue attività nel corso di una settimana scelta
a caso ci mostra un uomo che non riusciva a stare fermo e
che faceva sempre quello che voleva; le pagine del diario so-
no incomplete e non hanno data, ma dalle sue parole emerge
il ritratto di un uomo tutto preso in se stesso, capriccioso ed
irrequieto.




Il Giovedì di una data settimana, Oswald Sickert viaggiò in
treno da Echkenforde a Schleswig e poi a Echen e Flenburg
nel Nord della Germania.
L'indomani andò a 'dare un'occhiata' alla nuova strada 'lungo
la ferrovia' e camminò 'lungo il porto fino alla Nordertor' e
attraverso un campo fino 'alla gora e di lì a casa'.
Consumò la colazione e trascorse il pomeriggio alla 'birreria
all'aperto di Notke'.




Di lì andò a vedere una fattoria e poi tornò a casa.
Venerdì: 'Andato da solo' a visitare Allenslob, Nobbe, Jantz,
Stropatil e Moller.
Incontrò un gruppo di persone e cenò con quelle e alle 22...
tornò a casa.
Sabato: 'Andato a passeggio da solo, in città'.




Quella domenica era stato fuori casa per tutto il giorno, poi
aveva cenato e in seguito avevano suonato e cantato in casa
fino alle 22.
Il Lunedì era andato a piedi fino a Gottorf, poi era 'tornato at-
traverso i campi/le fattorie e la torbiera...'.
Il Martedì si recò a cavallo da Mugner, pescò fino alle 15 e.....
prese 'trenta carpe'. Incontrò alcuni amici presso una mescita
di liquori.
'Mangiato e bevuto' con loro, 'tornato alle 23'.




Dagli scritti di Oswald risulta chiaro quanto odiasse le autori-
tà, in particolare i poliziotti, e le sue parole irridenti e rabbiose
fanno stranamente pensare a quelle con cui Jack lo Sqartatore
sfidava la polizia:
- Prendetemi se potete...
scrisse varie volte lo Squartatore.




- Urrah! La guardia è addormentata!
scrisse il padre di Walter Sickert.
'Quando lo vedete così stentereste a credere che è una guardia.
Devo dargli una scrollatina per amore dell'umanità e avvertirlo
che la campana è suonata.... oh, no, lasciamoli dormire un così
bel sonno.
Può darsi che sogni di arrestarmi, non togliamogli questa illusio-
ne'......

(Prosegue.....)















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