giuliano

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IL TOMO

venerdì 11 gennaio 2019

IL LENTO INESORABILE DECLINO (in memoria di F.D.A.) (41)

















































Precedenti capitoli:

Il tordo beffeggiatore (39/40)

Prosegue nell'...

...lento inesorabile declino (Seconda parte) (42)













Il lento inesorabile declino dell’odierna civiltà lo si può misurare non in ragione di un apparente Dialogo scaduto nel pettegolezzo come spesso leggiamo ad uso e consumo di ‘quarti quinti e sesti’ livelli di similar potere giacché dipendono anche loro da un celato velato padrone e tutore, bensì da una attenta analisi di ciò cui realmente e concretamente negato, ed in ciò, cui delineata una presunta economia a breve scadenza di mandato (…giacché la vera solida economia così come una più seria ed onesta industria si concretizza nella lunga scadenza produttiva delineando e poggiando le proprie ed altrui basi sui motivi della Storia tenendo in essere tutte le esperienze stratificate nei secoli di indelebile Memoria  in cui la stessa ha pur fallito, ragion per cui il motivo, anzi i motivi dei ‘cambiamenti climatici’ non sono un passatempo da invasati o ancor peggio una visione negata ma una realtà concreta con cui ognuno e soprattutto gli addetti ai lavori dovranno fare i dovuti conti…) dettare i propri motivi e sollecitare monolitica urgenza di potere nella forma a lei più consona che non sia dittatura…




…Mi auguro che i custodi della Legge all’ultimo porto cui il potere decisionale siano sufficientemente accorti dell’inganno offerto in cui l’improprio regime rischia di far precipitare l'intera istituzione della democrazia...

Infatti sto misurando il dito della mano fra l’indice ed il medio posto…

…Ed il Fosforo di guardia in cotal urgenza di un duplice doppio mandato rilevare e rivelare il virus innestato anche se travestito ed invisibile nel nuovo mondo a cui tutti liberi e connessi ma non sufficientemente vigili sull’intero (doppio) inganno di una rete in uso al globale mondiale dominio & potere così da porre ‘nessuno tutti ed ognuno’ alla graticola di ben altro inferno e misfatto mascherato da paradiso ad uso e consumo della prestigiosa industria del Futuro Orwelliano nel motivo ben celato…

…Ed altresì su tutti quei valori che formano e formeranno tale condizione di vita i quali determinano una obbligata scelta contesa fra alterni principi innestati dalla politica alienata al Diritto anche se virtualmente tutelato difeso e programmato così come al vero Dialogo da cui ogni uomo e alla democrazia proteso ed evoluto…




Non certo questione di virus o antivirus la condizione della scienza e/o della ricerca giacché regnano ben altri virus e l’importante è sollecitare tutti quegli anti-corpi in cui sia la Memoria che la Storia reagiscano alle condizioni ottimali di Vita.

Non è questione di immonologia o altra dotta scienza farmacologica.

Neppure, se per questo, l’uomo di altro colore o credo.

Non è questione di petrolio o gas dal mare tratto semmai come l’intero oceano risponderà dell’intero misfatto.

Non è questione dello sbarco determinare miglior condizione dell’italico così ben difeso vilipeso e truffato ma semmai come possa incidere geostrategicamente e geopoliticamente cotal distribuzione per chilometroquadro.




Neppure il quadro dipinto ed il dado dal Cesare tratto nella via apparentemente linda e pulita nel colore sfumato alla Galleria esposto, semmai come i valori alla vista donati nell’aristocratico destino votato ed incorniciato nonché predestinato possano fornire miglior ornamento alla Natura contraffatta d’ognuno senza Arte alcuna, senza ideale che non sia 'occhio' sottratto alla dovuta necessaria coscienza dall’Anima tratta qual Dio meditato e nobilitato della vista raccoglierne dovuta mediazione nonché ispirazione.

L’Arte come la Natura è cosa Divina in cui ogni immagine tratta appartiene indistintamente al dono di Dio quanto dello scienziato nel poterla decifrare in tutte le sfumature e tonalità ammirate, se fosse monocromatico avvento oppure iconoclastico futuristico destino avremmo delineato un Futuro senza scienza e Dio per solo ammirarlo incorniciarlo e di conseguenza porlo alla vista d’ognuno.




…Anche il Fuoco del Tempio abbisogna del suo Sacerdote per rinnovare l’Anima del Dio quanto degli Dèi per pregarne Principio e Ragione, e non certo il sacrificio di un cesare violento che possa inondare ed annegare di sangue l’altare per il popolo unito nel rito quanto rinnovato nel mito d’un capro espiatore ben noto. Il cesare ha i suoi padroni nell’impero asservito, ed il poliziotto, similmente, asservito all’urgenza della politica nel motto d’una antica squadra con una sigla nuova servire medesimi padroni e ideali noti d'una Storia fallita…

I motivi della Storia rinnovati ed evoluti oltre le colonne del Tempio oltre le colonne di Pietro oltre le colonne della Scienza oltre le colonne d’ogni proprio ed altrui mare navigato, e porli di conseguenza, in un più vasto Quadro dipinto in ragione del proprio ed altrui Destino condiviso che non sia un antico Tempio in cui l’agnello sacrificato.




Facile conquistare mari terre e piazze, più difficile imporre le Ragioni della Storia e del Diritto sottratte alla dovuta Memoria.

Facile servire il piatto alla folla qual cameriere incaricato, più difficile è far comprendere come l’intero Albergo può e deve esser gestito anche nell’alterno motivo in cui ogni retto gestore incaricato nel breve stagionale credo della vacanza della vita dedotto può offrire quale comunitaria appartenenza… che non sia breve e con bella vista allietata ed incorniciata con Arte dipinta ed esposta, la differenza risalterebbe all’occhio fra ciò cui esposto e ciò da cui l’ispirazione formare l’Opera così nobilmente dipinta quantunque privata però dell’Arte a cui ogni Anima sollecitata ed in qual tempo allietata…

…Consiglio a cotal gestore degna carta da parati da cui trarre futuro manifesto della propria ed altrui condizione di appartenenza e non sia mai detta Arte con-Divisa… 
       

              

Non è questione chi dei due (vice direttori) possa decidere la miglior cartolina o la carta appena detta allietare arredo e vista, semmai come uno associato all’altro complici d’un misfatto trascurato per coloro che nell’urna quanto nella valigia hanno affidato il credo derubato, un malloppo di milioni sbarcati incassati e poi restituiti in comode rate mensili, affinché ciò sia di esempio per bambini da adulti accompagnati e ignari futuri elettori villeggianti così ben alloggiati ed albergati donde proviene predica e gestione con la dovuta mancia al cameriere.

Neppure, se per questo, di sana duratura Democrazia, quando la Parola sgradita viene, come un Tempo non troppo remoto, tacitata con sana evoluta informatica scienza estromessa, giacché poco vale qual Verità aliena ad ogni Regime rosso o nero che sia.




Non è questione di Diritto accompagnato dal Libero Arbitrio al popolo abdicato nella consuetudine del voto decidere e porre la differenza del potere manifesto sottratto al conto e bilancio della coscienza e ragione, bensì quanto la dovuta necessaria pedagogica medesima scienza dall’urna tratta richiamarlo all’antico misfatto ed illuminarlo circa il pericolo ‘contratto’ giacché chi pericoloso per se medesimo in genere anche con il prossimo difetta e da cui acclamato qual invisibile virus intaccare Ragione e Pensiero di chi poco incline alla capacità di scorgere il Virus con annesso pericolo, giacché il male spesso tende ad intaccare tutte quelle facoltà le quali nobilitano l’uomo.

Non è questione del diverbio fra il gatto con la volpe e l’invisibile topo, semmai come l’‘unione confederata’ nata possa partorire lo Stato Unito nella duale divergenza; giacché come intendiamo e vediamo non il meglio viene deciso, ma quanto l’economica efficienza pretende; non il meglio viene abdicato e destinato all’uomo ma quanto meglio possa far evolvere l’insana breve parola della politica accompagnata all’economia. Ragion per cui non il potere della Conoscenza, quello ciò richiamato alla Ragione della Scienza, ma quello più consono al potere della politica immune da ogni Idealismo da cui indistintamente l’uomo nato.




Non il Tempo della breve Storia nata immune alla Memoria decidere le Stagioni della stessa, semmai l’intero apparato immunitario nel rifiuto del Virus contratto. Quel Virus che ben conosciamo invisibile nel male intaccare tutti quei valori di cui il Diritto, e, se posto all’occhio attento del microscopio intaccare il tessuto sano per abdicarlo all’antico male di nuovo contratto. Quel male antico da cui il Virus nella Genetica quanto dalla Scienza ignorato, portare alla progressiva irreversibile inesorabile paralisi qual nobile cancro ereditato nei motivi d’una o più Storie antiche ignorate.

Taluni pensano e dicono che sia la qualità dell’aria respirata, altri pensano questione di cibo della cucina avariata, altri nella nobile e dotta scienza dell’alchemica parola dedotta se pur quotidianamente contrasta virale urgenza che infondo nobilita l’italico suolo così maltrattato dell’apparato comunitario derivato da cui dipende la digestione d’ognuno.




Fors’anche anche questo infettato da medesimo purulento ingrato virus visto che pur la folla ben in vista sulla Piazza eppure nessuno raccoglierne l’urlo disperato qual Cristo in Terra comandato e Pietro nominato, che sia un po’ Eretico nonché notaio d’un più elevato Credo ciò confermo… e credo…

…Confermo cioè tutte le bastonate per ogni costola fratturata per la Parola donata nonché acclamata… e medesimi pretoriani proteggere la folla, pretoriani che mai gradirono Voce e Regno eppure guardandoli uno ad uno nel riso unito e disgiunto e in ciò cui protetto è come ammirare un Quadro antico all’ombra di Cristo dopo il Tempio e distinguerne il nuovo Imperatore acclamato e non certo illuminato da qualsivoglia credo…


A te saluto (vice) Imperatore accompagnato dal tuo ed altrui buffone preferisco un diverso Credo nella lenta mia Evoluzione… Destino… d’un Regno ben Superiore alla limitata disgiunta parola… acclamata ma non certo udita…

(in memoria di Fabrizio De André) 













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