CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

mercoledì 5 giugno 2013

L' OMICIDIO (7)














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Alcatraz Island (6)

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l'omicidio (8)











- Uccidi l'animale, uccidilo, uccidilo.....
ripeteva lamentandosi...
Stroud bagnò le ammaccatture, e le spruzzò con whisky.
- E' stato Carletto?
Kitty annuì con il capo.
- Mi prese il medaglione con il ritratto di mia figlia. Disse
che lo terrà finché io non vado a stare con lui.
Alla luce scialba della lampada fumigante, essa non poté rile-
vare l'atteggiamento del viso del suo corteggiatore. Poi udì
un cassetto che si apriva; si mise a sedere brancolante e vi-
de Stroud che esaminava accuratamente un vecchio revolver,
che essa aveva....




Il viso di Stroud era calmo e pallido.
Mandò avanti con sicurezza la canna, vide che l'arma era
vuota, e frugò di nuovo nel cassetto...
- No!
Kitty piangeva, agitandosi dal letto e cercando di fissarlo
con i suoi occhi.
- Non intendevo questo, no, non ritornare là, egli ti ucciderà!
Stroud rimise l'arma nel cassetto, lo chiuse fortemente, le si
sedette vicino accarezzandole i capelli, e aspettava che l'whi-
sky agisse.
Stroud può avere pensato alle scene della sua fanciullezza,
ai suoi racconti delle percosse fatti da Elisabetta, e l'odio per
le punizioni fisiche si ridestò nuovamente in lui.




Quando la respirazione di Kitty sembrò regolare, Stroud strin-
se la sua protetta e la baciò.
Fu l'ultimo bacio della sua vita di amante.
Dopo dieci minuti, il commesso del negozio di Jorgenson, ri-
spondeva a Stroud che non si vendevano cinque pallottole,
ed egli ne comprò una scatola.
Alle 18.30, Carletto era di ritorno alla sua villetta, e andava
brancolando nell'oscurità.
Accese con un fiammifero la lampada, e la luce si rifletté su
Stroud che stava seduto in un angolo, con il cappello in testa.




Stroud si alzò poiché la luce della lampada si rifletteva tremo-
lante sulla sua faccia. Carletto lo osservò ed il sorriso gli scom-
parve.
- Sei stato tu a colpire Kitty?
Le lunghe braccia di Stroud si abbassarono lentamente, ed il
suo pesante soprabito pendeva aperto....
Carletto fissava il giovane esile, dal viso pallido e con l'assur-
do cappello bianco in testa. Egli stava misurando con l'occhio
la distanza tra la tavola coperta di tela incerata e l'angolo.....
(Prosegue....)














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