CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

mercoledì 23 settembre 2020

BREVE SCRITTO DEDICATO AD UN DISSIDENTE (3)

 










Precedenti capitoli:


circa il trionfo dell'idiozia (1/2) 


Prosegue ancora nella sfera di cristallo giacché...:


Il vento si farà lupo il mare sciacallo (4)    [si può sorseggiare anche dalla riva]







Si dice che una rondine non fa primavera; ma perché una rondine non fa primavera, dovrà essa, che la primavera presenta, non volare, dovrà essa aspettare?

 

Allora ogni Elemento della Natura e con lui ogni filo d’erba dovrebbe aspettare, e così la primavera non verrebbe mai!

 

E con lei ogni Stagione del vero Creato!

 

Non vuol essere né una risposta né una affermazione lapidaria, semmai una speranza per ogni Stagione maturata nell’ideale della Democrazia, là ove regna fallace imperialismo mascherato da patriottismo.




 Una risposta a coloro che rimproverano ai ‘rivoluzionari’, quando ‘rivoluzione’ e ‘rivoluzionario’ vogliono dire giustizia e sano intendimento del più alto Ideale difeso dimenticato ed abdicato ad un falso principio mascherato per patriottismo, sovvertendo il vero Ideale incarnato da cui esilio e veleno, confine e dolore, gulag e disperazione, calunnia e persecuzione…, e di cui il Rivoluzionario, così come ogni Cristo e profeta braccato ed ucciso in nome d’un più profondo Principio affine sia alla dovuta Ragione che al suo corretto intendimento specchio della Patria per ogni uomo libero in essa; ogni Patria, e non solo la propria Terra; ogni Terra Nazione e Comunità la quale correttamente intende ed interpreta l’Ideale e non più ‘demagogica Rivoluzione’, riflettendo e smascherando i termini ‘discorsivi’ in cui costretti Ragione e Rivoluzione, Patria e Governo, Legge e Diritto, vilipesi in nome e per conto d’un falso patriottismo.




La Verità ‘discorsiva’, come precedentemente esplicitata e dedotta da Foucault, si trova nella corretta interpretazione e relativo svolgimento entro gli stessi canoni che corrono fra un ‘Governo anarchico’ e le proprie ‘fallaci istituzioni’ (nel nostro caso - ed in ogni caso - ove la Verità viene piegata alle urgenze del Potere o meglio della dittatura), ed il Tempo necessario per evidenziarla e riporla nella originaria e più consona funzionalità all’interno di ugual medesimo discorso ‘grammaticalmente corretto’ tanto dalla Ragione che della relativa ‘grammatica’ con cui intenderne la Storia (nel Tempo numerata), sia umana non meno della Natura da cui l’uomo appartiene e che al meglio esplicita ed intende regola e sovrintende Legge e Diritto (e non solo del più forte), e con loro il Libero Arbitrio…

 

Per ogni Stagione persa…

 

Da ciò che ne deriva, o dovrebbe, nella differenza fra un esule avvelenato ed l’anarchico governo che manifesta la propria urgenza di potere incolpandolo del proprio (auto)avvelenamento, la grammatica con cui scritto cotal unanime avvenire, dacché potremmo trarne ancora le dovute conclusioni: Principi e Motivi circa il Tempo unanimemente vissuto da cui le Stagioni della Natura irrimediabilmente avvelenata e da cui, e non per ultimo, l’uomo e la rondine per la primavera d’ogni Stagione e con Lei la dovuta Ragione irrimediabilmente persa…  

 



 Il patriottismo – non quello che alcuni si compiacciono di immaginare, ma il patriottismo vero, che noi tutti conosciamo, e sotto l’azione del quale si trova la maggior parte degli uomini del Tempo e di cui soffre così crudelmente l’umanità – è quel sentimento assai netto che ci fa preferire a tutti gli altri il popolo o il paese al quale apparteniamo e ci spinge a desiderare per esso tanto benessere e potenza quanto potrà acquistarne coi mezzi ordinari, e cioè a danno del benessere e della potenza delle altre nazioni.

 

Si vede chiaramente che il patriottismo, cattivo e dannoso come sentimento, è stupido come dottrina, perché è evidente che, se ogni popolo od ogni paese si crede superiore a tutti gli altri, il mondo intero precipiterà in un errore funesto e grossolano.




 Per ogni individuo e per ogni gruppo vi son sempre le idee del passato, le idee decrepite e divenute come straniere, alle quali gli uomini non possono più ritornare (se non con la Fantasia di poter sovvertire e rivoluzionare le condizioni del Tempo e riportarlo alla Fisica d’un diverso principio regolatore ristabilendo torti e nefandezze, ridonando la Pace per ogni Anima e Spirito calato ingiustamente nella fossa comune della Storia… Ma tutto ciò ha più a che fare con la metafisica d’una Eresia affine, oltre che alla Letteratura, anche al Dio così pregato e consumato nel fallace pensiero interpretativo umano, e porlo all’Infinito Tempo (ri)Creato, lo sforzo o l’avversione iniziale cioè, del Tempo e della Materia, da quando il Primo Dio negato al suo stesso immateriale Universo ‘discorsivo’ senza Parola alcuna, ed avverso, di conseguenza, al Secolare e più noto principio ‘discorsivo’ di cui anche il Filosofo accennava circa i motivi della Verità dedotta… perdonando Cartesio e mantenendo il moto cogitante dell’intero Universo da cui Dio Natura e Uomo…).




 Tali sono, ad esempio, nel nostro mondo cristiano, le Idee che rendevano possibile l’antropofagia, il ratto delle donne, il saccheggio pubblicamente accettato e altri costumi di cui non rimane che il ricordo.




 Vi sono le Idee dell’oggi che dirigono la vita degli uomini e che questi ricevono dall’educazione, dall’esempio dello spettacolo di tutta l’attività che li circonda. Citerò, per la nostra epoca, le idee relative alla proprietà, all’organizzazione dello Stato, al commercio, all’utilizzazione degli animali domestici, eccetera…

 

Vi sono infine le Idee dell’Avvenire, di cui alcune, prossime ad essere tradotte in realtà, costringono gli uomini a modificare la loro vita, a lottare colle vecchie forme. Ai giorni nostri sono queste le Idee che si riferiscono all’emancipazione delle donne e del proletariato, alla soppressione della carne nell’alimentazione eccetera…




Bisogna pure riferire a questo gruppo altre Idee che occupano già le menti, ma non sono ancora entrate in lotta colle vecchie forme della vita; esse costituiscono quel che gli uomini chiamano Ideale; l’Ideale, oggi, è l’abolizione della violenza, la comunanza dei beni, l’unità religiosa del mondo, la fratellanza universale.

 

Così ogni individuo od ogni gruppo, qualunque sia il gradino cui è giunto, scorge sempre al di sotto di sé le Idee morte, i ricordi del passato, al di sopra di sé l’Ideale, le Idee dell’avvenire, del vero ‘progresso’; e la sua coscienza è teatro di una lotta incessante tra le Idee del presente che invecchiano e stanno per morire, e quelle dell’avvenire che nascono non solo dalla Vita, ma dalla Natura, dall’Universo, da Dio…




Poiché ordinariamente accade che una Idea, altra volta utile e anche necessaria alla umanità, divenga alla fine superflua; allora, dopo una lotta più o meno lunga, essa cede il posto ad una nuova Idea che esce dall’Ideale per essere un’Idea del presente.

 

Ma accade pure talvolta che alcune persone, le quali malgrado il loro piccolo numero compiono una funzione assai importante nella società, abbiano interesse a dare un sembiante di vita a una idea che è già morta (nella concezione della Storia…), in realtà, o sostituita  nella coscienza degli uomini da una Idea di essenza superiore.

 

Si vede allora che questa idea morta, benché sia in contraddizione colle forme nuove della vita e la sua naturale evoluzione (e non solo in seno al progresso), continua ad agire sugli uomini e a dirigerne gli atti (come sta succedendo sia in Russia che dalla parte opposta in terra d’America per poi unirsi in un coito di orgia inusuale per la più discreta e consona forma di Natura per come la conosciamo e vorremmo conoscere ancora, da cui la Primavera e poi l’Autunno, entrambe avversate nell’involuta patria senza più Ragione alcuna…).




Questo fatto, per verità, anormale, è costante nella Storia delle Idee e non solo religiose. Nel tempo delle Idee sociali noi vediamo che vien fatto uno sforzo per illuderci intorno alla vitalità dell’Idea di patria, perché sopra di essa si appoggia ogni governo politico (autoritario di fatto o mancato nell’autorità medesima incaricata cui falsamente ed incessantemente… si appella alla patria o allo scorretto intendimento della stessa, giacché abbiamo potuto constatare nella Storia recente non meno dell’attuale per non accennare agli orrori della remota, circa false attestazioni di patriottismo reclamare invisibile governo al cospetto d’una fallace e corrotta economia al servizio della perenne e duratura guerra…).  

 

L’interesse spinge alcuni uomini a ricorrere ad artifizi per conservare una apparenza di vita a questa idea che oggi però più non ha senso né ragion d’essere. Il compito loro è agevole poiché essi dispongono dei mezzi d’azione più efficaci sugli uomini. Così mi spiego la contraddizione che è facile scoprire fra l’idea di patriottismo, idea morta a dispetto delle apparenze, e le Idee, tutte inconciliabili colla prima, il cui insieme costituisce il pensiero moderno, ed inoltre la coscienza del mondo cristiano contemporaneo… 

(L. Tolstoj)








Nessun commento:

Posta un commento