giuliano

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IL TOMO

martedì 23 marzo 2021

CURARE IL FUTURO... (7)

 










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Raramente ci è concessa la completezza culturale che l’argomento pretende in tutta la propria urgenza abdicato ai mutevoli scostanti Tempi della Storia (senza Memoria)  esaminando due Testi complementari nell’interdisciplinarietà che si richiede nell’intervento della stessa, dacché possiamo ben dire che ci sono vari modi sia d’intendere che comporre la vera Storia così come Madre Natura impone; e dei quali i Tomi consultati (compreso il breve Tomo di Prosperi, giacché di Memoria trattavo in taluni luoghi ove - come adesso - in ugual Storia rimossa, altri pensavano - dicono meglio del medesimo - al meglio non tanto circa secolari boschi di Faggi ove riparato, ma come al meglio distruggere e rimuovere la comune Storia rinnovata, sia degli stessi silenti Geni da cui ispirato, non meno della necessaria coscienza nel dovuto coraggio che suddetto ‘atto’ comporta… nel rimuoverla circa il predato e sottratto ‘bene d’ognuno’ nel percorrere le strade della Memoria…) rispondono ad una Coscienza troppo spesso abdicata alla mancanza del vero Sapere applicato in ogni campo o ‘processo’ nominato ‘umano’, giacché sappiamo bene che la Natura ha creato e crea continuamente nella propria o impropria Evoluzione, Opere impareggiabili fra cui all’ultimo Secondo della comune Storia genetica anche l’orango… a voi narrato…

 

E il cui orango essendo evoluto proprio dalla Natura ne vorrebbe mutarne il corso non men che il destino  modellandola a suo intendimento o ancor peggio piacimento…

 

La Natura umana vigilata - nella rimossa coscienza genetica - sia nell’aspetto ‘ecologico’ non men che storico nei continui errori, e non solo grammaticali, ma oltremodo sociali applicati indistintamente sia alla Storia d’ognuno, per ciò cui fraintendono opera e necessità, sia più pratici e direi ‘strutturali’, in cui la Storia in tutti i propri aspetti si snoda, compresi i più pratici nel falso intendimento applicato alla Storia del senso dell’Economia intesa, almeno così dicono, per il ‘bene’ d’ognuno con il ‘bene comune’ sottratto per l’appunto ad ognuno…

 

Vigiliamo quindi l’orango…

 

Pur i tempi difficili per colpa di una grande pandemia, non dobbiamo e possiamo abbassare la guardia circa il degrado mafioso-ambientale cui la falsa Economia vorrebbe beneficiare. Specificatamente un Tomo dei due, di cui segnalo a tutti gli addetti ai lavori per un più elevato grado di giudizio, va posto in ‘comune’ meditata considerazione accademica indistintamente applicata, sia all’uomo che alla Natura da cui deriva la propria specie, per l’urgenza d’una Dottrina Medica circa la comune Terra abitata e in qual Tempo curata.




Questa urgenza va rinnovata giacché i pupari della nuova Economia detta ‘green’, - ciechi e muti - seppur colmi di incomprensibili promesse [deducibili anche ai fini di più lucrosi redditi dalla summa della ricchezza ottenuta nel tradurre in codesto modus operandi la Natura ‘maltrattata’], congiunte da intraducibili indecifrabili fraseggi di proposte nuove condite da alternative, le quali di alternativo rinnovano l’unanime consenso adottato secondo gli impropri schemi acquisiti di perseverare - non preservando - nessuna forma di tutela circa la Natura applicata ad un’impropria Economia economico-affaristica quotata in borsa…

 

Altresì posta dinnanzi al continuo degrado & sfacelo - e non solo umano e sociale - apostrofando e intendendo, o meglio, sottintendono una Natura - dedotta scoperta evoluta - e poi e ancor peggio - tradotta secondo i rigidi schemi ingegneristici d’una Intelligenza Artificiale, costantemente apportata qual unico rimedio e beneficio del congiunto progresso (come un antico èvo circa l’unguento  venduto e spacciato…) facente parte di componentistica innestata d’un Golem bellico - e non certo ‘umano’ -, evoluto secondo schemi informatizzati e applicati, tanto ai sistemi di puntamento balistici (per la Difesa o offesa del mercato delle armi vendute al miglior offerente circa lo scopo della guerra…), quanto a sofisticati radar per intenti bellici, del tutto estranei al mondo della Natura e la sua Genetica e l’intera Ecologia che la caratterizza!




…Detto ciò passiamo ad una più profonda analisi circa questi ottimi testi osservando come la cura medica deve intendersi e essere insegnata, non più come una Scienza applicata per la tutela, ma come una ‘Medicina’ (diversa da un ‘unguento’) applicata ad un corpo malato privo di Memoria di cui rimossa una più profonda Coscienza e non solo ecologica…

 

(Curatore del Blog)



 

La storia intellettuale dell’umanità

 

– ha scritto Jurij M. Lotman –

 

si può considerare una lotta per la memoria. Non a caso la distruzione di una cultura si manifesta come distruzione della memoria, annientamento dei testi, oblio dei nessi.

 

La verità di questa osservazione non ha bisogno di essere dimostrata. Basta ripercorrere rapidamente i momenti fondamentali della storia dell’Europa e del mondo per trovarci davanti a continue conferme. Se ne viene prendendo coscienza sempre più man mano che l’onda di alta marea della cultura europea si ritira e fa emergere storie di culture represse o dimenticate.

 

Non è la prima volta che questo accade.

 



La stessa cultura europea prima di diffondere nel mondo il calendario di un tempo giudaico-cristiano dovette fare i conti con l’antichità pagana. Ma oggi nella lotta per la Memoria, l’Europa, per secoli protagonista nell’uso della sua cultura come mezzo per conquistare e addomesticare tutte le altre, appare sempre più in posizione di difesa quando non di silenzioso arretramento.

 

E davanti alla sua storia sembra provare un desiderio bizzarro: quello di fermarla.

 

Forse anche oggi, come nell’età del classicismo francese descritta da Paul Hazard in un suo celebre libro, il povero navicello umano ha toccato finalmente il porto: possa rimanervi a lungo, rimanervi sempre! […] si vorrebbe fermare il tempo…

 

E magari oziare tra le pagine di un libro di gran successo dello storico israeliano Yuval Noah Harari che pochi anni fa (dunque prima del Covid-19) parlava di un trionfale presente in cui l’umanità si era lasciata per sempre alle spalle ‘carestie, pestilenze e guerre’ Allora, in laboratori accademici più cauti la crisi della coscienza europea aveva già rallentato gli assemblaggi frettolosi di storie del mondo intero.


(Prosegue...)



 






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