IL GRASSO LEGNAIUOLO

IL GRASSO LEGNAIUOLO
& UN MONDO PERDUTO

venerdì 12 gennaio 2018

IL BANCHETTO DEI CESARI (Seconda portata) (73)











































Precedenti capitoli:

Il banchetto dei Cesari (72)

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Ave a Te Giulio Cesare.... (74) 














Siam lieti di assistere
a quanto calcolato
Cesari dal potere logorato
i giornali la casta
i servitori del potere
dispensano & distribuiscono
la Grande Notizia
a cui nessun disgraziato
presta l’occhio accecato
e troppo logorato
dal secolar raggiro
velatamente concordato:

pronostici avventi
gironi & dolori
scommesse & promesse
tifo da stadio
calcoli & parole
&d urina sofferta
per la pagina bandita
dal movimento allertato
nel calcolo sudato
istruire il passo consumato
da chi padrone del potere
a reti unificato & mal dispensato;  

ma anche ben calcolato:
opposti che si accoppiano
nell’asimmetria della nuova acrobazia
donde la ricchezza
senza alcuna vita
fanno della comune via
una sana e retta pornografia
perdonando la Maddalena
in attesa del suo Cesare
a tutte le ore
che poi sia trans-itato
presso il Tempio di Afrodite
& a braccetto con il prete
nella processione
senza peccato aver consumato
è un difetto di stato
donde il filosofo
si scusa del calcolo…
…mal consumato;

o su via Cesari
non prendetela a male
visto che la sera
scalciate inveite ed urlate
al pari e non meno
dei vostri clienti
di questo o altro regno;

suvvia Cesari perdonate la Rima
che mai sia inquisita
giacché gli opposti
così come la vita
governano ben altra disciplina:

bianco & nero
idealista & conservatore
rivoluzionario anarchico insurrezionalista
ma mi dicono dalla regia
anche inserzionista
medesimo fascio cingere la testa
colorare la camicia:
liberal capitalismo
dal nuovo marxismo
universalmente rinnegato
uniti all’attico derivato
disquisire l’ottobre del nuovo avvento
post rivoluzionario
& il macellaio (mani di seta)
distribuire il fucile
per la foto segnaletica
con il permesso della convenuta
….‘intelligenza’;

privati comunitari
uniti & divisi nella comunanza
della sostanza pascolata
alle alte quote del nord arroccato
in difesa del bene
di ciò che è stato
& non è più
solo un nuovo alleato
per il potere da cui lo stato
…mortificato;

accordi & disaccordi
amori rubati
& ricordi rinnegati
urli & grugniti
amori &d inganni
uniti & abbracciati
divisi ma uguali
fascisti & post comunisti
& post comunitari
uniti nella lotta non meno dell’orgia;

poi rutti & grugniti
seduti &d assisi
al medesimo palchetto
baciare la matrona
così come conviene
& suonare il campanello
quando & come vuole il potere
lo squillo di stato sia perdonato!

liti & minacce
poi abbracci inchini
& baci sulle mani
& dietro
là ove sgorga
ogni decorosa o indecorosa
parola distribuita:
un abbraccio
un bacio
un calcio in bocca
a chi tradisce
il piccolo feudo conquistato
& così sudato;

l’importante & sicuro l’accordo
che rende mobile ed immobile
la democrazia così prostituita
&d il putto urla in fondo al cesso
divenuto stalletto
un tempo ammirato &d assiso
angelo di un diverso trono
prostituito
la grotta promessa
dove per lui
ogni allevatore convenuto
al saldo del potere
& senza più onore
alla cupola affumicato
servitore di ben altro stato;

leggi botti pagnotte
& cacio fresco
Tric & Trac
& parole dal gergo convenuto
cingere il progresso comunitario
& dicono globalizzato:
l’industria del capitale
con il prefisso informatizzato
quantunque superiore materia
di ogni stato  
allietare la mensa
del pil digerito lievitato
ma anche depredato
o fors’anche stuprato
anche lui convenuto
all’appuntamento deciso
il bilancio è pur arte di stato
ed ogni quadro
mai sia detto falso
per questo banchetto
dai Cesari in odor di stato....















mercoledì 3 gennaio 2018

LA CONGIURA DELLE POLVERI (69)












































Precedenti capitoli.

Martirio Verde (67/8)

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La congiura delle polveri (70)














 …Ora andiamo al concetto di spirale: Spirale una linea retta avente la sua origine nel polo e ruotante intorno ad esso, è detta vettore radiale; un punto che viaggi lungo il vettore radiale in definite condizioni di velocità viene a descrivere la curva spirale (definiamo la forma innanzitutto).
Abbiamo due differenti spirali: la prima o Spirale di Archimede - se una semi retta gira uniformemente intorno alla sua estremità, un punto che allo stesso modo si muove di moto uniforme lungo di essa descriverà una spirale uniforme …o anche se, mentre il vettore radiale ruota uniformemente intorno al polo, un punto P si muove di moto uniforme lungo di esso, questo punto descriverà una Spirale Uniforme o di Archimede, è chiaro che una Spirale di Archimede può essere paragonata ad un lungo cilindro avvolto su se stesso.

La seconda invece e al contrario, non viaggiando a velocità uniforme, ma aumentando la velocità man mano che si muove lungo il vettore radiale allontanandosi dal polo, creerà una Spirale Equiangolare o Logaritmica. Scoperta da Cartesio nel 1638, dimostrò che la caratteristica di suddetta spirale è che raggi ad angoli uguali rispetto al polo risultano in proporzione continua, e inoltre dimostrò che le distanze misurate lungo la curva, partendo dalla sua origine nei punti di intersezione di un qualsiasi raggio sono proporzionali alla lunghezza dei raggi stessi, ne segue che i settori tagliati da raggi successivi a uguali angoli vettoriali sono simili l’uno all’altro sotto ogni riguardo, e ne segue ancora che tale curva può essere considerata una figura che cresce continuamente senza mutare la sua forma.
Inoltre: nelle strutture la curvatura è essenzialmente un fenomeno meccanico e la osserviamo nelle strutture flessibili quale risultato di un piegamento ...ma né le conchiglie, né i denti, né gli artigli, sono strutture flessibili, essi non sono stati piegati per accudire la loro particolare curvatura, ma sono cresciuti ricurvi.
Nell’accrescimento di una conchiglia non possiamo concepire nessuna legge più semplice di questa, che cioè il suo allargamento e il suo allungamento devono avvenire secondo una proporzione invariata: ed è questa semplice legge che la natura tende a seguire. La conchiglia, come l’organismo in essa contenuto, cresce in grandezza ma non cambia di forma, e l’esistenza di questa costante relatività di accrescimento o costante similitudine di forma è essenziale e può essere presa come base della definizione della Spirale  Equiangolare. E’ caratteristica peculiare delle conchiglie a spirale, che esse non alterano la loro forma mentre crescono. Ogni incremento è simile al precedente e ogni ciclo di accrescimento rimane della  forma primitiva.
(D’Arcy W. Thompson, Crescita e forma)




Tutta questa lunga ed interessante disquisizione di Thompson per aver ben chiari i parametri dei ragionamenti a venire (e spiegare i precedenti). Il nostro viaggiatore in rete, il cliente dell’agenzia di viaggio, o il semplice uomo comune che si adegua ai ritmi sociali cui sottoposto, comporre una costante crescita simmetrica al mondo e alla natura a lui circostante, quindi un equivalente danno ambientale nel momento in cui si crea una proporzione equidistante nella condizione posta fra fattibilità e desiderio… (Volontario manifesto o innestato, grazie a nuovi e sofisticati procedimenti psicologici che non motivano sui bisogni effettivi e naturali alla base del ‘polo’ della spirale, ma ne creano di nuovi, a cui l’uomo successivamente si adegua, convinto di aumentare le proprie potenzialità di moto e accrescimento naturali,variando condizione e matematica premessa alla base di questa. Passando da una forma all’altra di spirale. Il turbine di una ossessione nascere da una patologia, da uno stress, da una schizofrenia, da un disagio, e anche da una sopravvivenza, danno forma e contenuto al primo gruppo di Spirale descritta. Il mutamento, la crescita [industriale non compatibile], lo sfruttamento petrolifero, e molti altri esempi di accrescimento li possiamo visualizzare nella forma e movimento di una Spirale di Archimede. Ciò sotto certi aspetti è normale, se compatibile con l’ambiente per cui il motivo di tale innesto matematico, ma quando questo tende a modificare l’armonia di ciò che lo precede, e da cui è nato e per cui si sviluppa, si evolve e cresce quella totale disarmonia che ci porta a convergere su questa ed altre disquisizioni, cui spesso, nostro malgrado, siamo costretti ad intervenire per non dissociare l’universale  forma ed il calco di questa, in una condizione molto simile a quella dei moderni ed antichi Creazionisti. La lenta progressione dall’origine del creato alla semplice forma di una conchiglia, fino alle cose cui ci appartengono e che forse molto spesso non abbiamo notato conservano uguale simmetria di crescita e moto. Questa l’abbiamo evidenziata nel calco e nella forma di una Spirale Equiangolare. Distaccarci da tal forma e contenuto, disconoscere queste proporzioni, trascurare queste simmetrie, ignorare tali verità nascoste, non porta molto lontano l’intuizione di Archimede. La sua inventiva rispetto alla natura rimarrebbe, oltre che riduttiva, anche deleteria. L’uomo non può far altro che apprendere, osservare, imitare, e per quanto possibile, attenersi e conformarsi all’originale. Questa semplice regola è alla base non solo dell’Ecologia, ma della reciproca armonia che possiamo migliorare nella coabitazione evolutiva con l’intero Creato.) …del viaggio e la sua moderna e veloce immediatezza con tutte le possibilità economiche che ci permettono di realizzare tale intento. Inoltre i mezzi e le strutture di cui necessitiamo per soddisfare tali bisogni. Infatti mi accorgo sempre più spesso quando l’ambiente viene modellato per le esigenze dell’uomo la conseguente frattura fra due diversi spirali conduce alle inevitabili catastrofiche conseguenze e a cui nostro malgrado siamo costretti ad assistere.




…E’ scontato che gli uomini di fronte ai loro bisogni, alle loro economie, alle loro urgenze, alle loro ambizioni, alle loro necessità, difficilmente seguono il corso della natura….

Non certo ciò di cui l’interesse specifico di una natura che non conosce ambizioni eccetto quelle individuabili nel motivo e significato della vita stessa. Ma unicamente il lento progredire della propria evoluzione  misurata, non nella corretta applicazione di questa nella consequenzialità degli eventi, ma l’irreversibile evolversi del ‘progresso’ nel completo regresso nell’ambito del concetto mal definito e mal interpretato di sopravvivenza.

Il capobranco all’interno di un gruppo di lupi si deve certamente distinguere per le sue doti, difficilmente in grado di maturare un comportamento a danno di altri, a meno che non intervengono specifici fattori. La sopravvivenza detta la maggior parte delle regole compresa la riproduzione. Il concetto di benessere, inteso come ricchezza o lusso, termine e condizione disconosciuta nel regno della natura. I lussi compongono tutti quei fattori virtualmente primari affinché l’essere vivente in grado di soddisfare i bisogni superflui, e la natura in questa costante e sempre maggiore richiesta nella genesi della vita cui sottomessa per limitata cultura, possiede un innato equilibrio degradato ed irrimediabilmente violato nella quale non più in grado di mantenere integri i propri cicli entro i termini specifici dell’evoluzione (segue la costante della Spirale Equiangolare: mutare forma ed aspetto secondo tale naturale accrescimento) risolvendo delle incognite molto più ampie delle parentesi accertate nell’evoluzione quale condizione ottimale di equilibrio e conseguente crescita, ma all’opposto, riflesse in perenni scomposti irreversibili mutamenti  nella nuova condizione nello Spazio e Tempo posta.

Una impropria matematica nella nuova fisica rilevata e rivelata.




Le scoperte e gli studi di Darwin sono serviti a lungo per determinati settori produttivi dell’economia, per applicare logiche estranee, sia alle scoperte derivate dagli studi stessi, sia alla stessa natura dell’uomo. E’ un miracolo evolutivo l’intero meccanismo neurologico umano, ma dobbiamo imparare a non dimenticare.

Innanzitutto ad aver chiari i gradi di evoluzione che ci hanno permesso tutto questo, fin dove ora poggiamo le nostre civiltà. Esse non sono nate in maniera autonoma rispetto all’uomo che pian piano le ha concepite. Ma pur avendo aspetti uguali o simmetrici in ogni luogo, sono il frutto di un grado di evoluzione nato dal rapporto continuo con la terra di appartenenza. Terra che dona il sostentamento per la necessaria affermazione e la pretesa di ogni presunta superiorità misurata con il metro della cosiddetta evoluzione.

Proprio questo rapporto e il conseguente mutare delle condizioni primarie hanno portato ad uno specifico grado di civiltà. Mutando determinati equilibri, mutano le condizioni di vita. Nella storia questo comportamento ha creato le premesse per delle mutazioni irreversibili, recidendo di fatto quel cordone ombelicale che alcune civiltà cosiddette primitive instaurarono con la terra di appartenenza.

Questa evoluzione dell’uomo alla base del principio di conquista con fini più o meno validi, ha convalidato anche il cambiamento di costumi della civiltà sottomessa. Il cattolicesimo fu esportato in ogni terra ‘incivile’, dove gli indigeni privi di un’anima vivevano in comunione con gli elementi, così in ogni luogo vennero studiati indottrinati e poi decimati (nei  legami di appartenenza con Madre Terra i loro miti vennero mutati a beneficio di una religione di salvezza che troppo spesso era sinonimo di Croce nello stesso motivo non accettato e condiviso del medesimo patimento di cui gli artefici si facevano (e fanno), portatori e missionari di un messaggio di pace). Conserviamo ricordi in ogni luogo, dal nord al sud del mondo.




Ma questo ‘modus operandi’, di fatto oggi sostituito, con un simmetrico sistema di indottrinamento rivolto al suo opposto: cancellazione di principi teologici per una completa conversione verso principi consumistici.
Sia nel primo che nel secondo caso, il fine è l’annientamento e assoggettamento ad un sistema civile ed economico che avvantaggia gli Imperi che si fanno carico di tale missione. Gli Spagnoli e Portoghesi prima, gli Americani poi, in nome degli stessi principi, hanno conseguito i medesimi risultati. Annientamento e distruzione.

Pensiamo l’uomo ed il suo comportamento istintuale immutato, rispetto all’animale quale era e da cui evoluto che potrebbero giustificare tale istinto, scopriamo invece l’evoluzione contraddire tale volontà annientatrice. La guerra il fine per il raggiungimento di tale scopo. Cercherò di esaminare gli aspetti di questi vari comportamenti connessi fra loro. Mai scissi dal principio regolatore di una Spirale che tende a creare (anche con la catastrofe o la forza) e mai mutare radicalmente gente e paesaggi (in un arco di tempo inversamente proporzionale allo stato evolutivo raggiunto).




Genti e Paesaggi per l’appunto (ma) cosa osservo ora nel grande Teatro al Globo offerto:


Di fronte si scorge uno spettacolo assai singolare, un viso immenso scolpito con grande precisione nella roccia e rivolto, cupo e corrucciato, verso il lago giù in basso. Le sopracciglia e la barba sono perfettamente formate dal muschio ed erica e fessure nella roccia imitano in modo sorprendente le guance grasse ed i profondi occhi. La bocca è aperta, se però si va un pezzettino avanti si chiude senza che gli altri tratti si modifichino.
Essere il proprietario di un simile Spirito dei monti, è veramente una prerogativa particolare, Per quanto, come detto, rivolga lo sguardo veramente corrucciato verso l’abisso e sembri voler gridare verso il lago in basso dalla bocca aperta: 

‘Voi, umana genia! Lasciate in pace la mia valle, i miei pesci, la mia selvaggina, gli alberi e le rocce, altrimenti, oh voi pigmei! vi seppellisco tutti sotto le rovine!’…

Ma non serve a nulla, il grido dello Spirito è divenuto impotente da quando si svegliò lo spirito proprio dell’umana specie, e la sua voce si sperde nel vento dispettoso che scompiglia senza rispetto le sue cespugliose sopracciglia e gli soffia contro, strafottente, le onde del lago.  


….Ed io a lui nella Spirale d’una Antica pazzia


…Parrà strano… eppure ciò di cui mi diletto ed osservo è solo un fitto bosco il quale anima il segreto Spirito, il quale alimenta non certo il camino, ma un fuoco invisibile di desiderio struggente suggerire segreta Parola segreta Rima… Preghiera antica…

…Parrà strano, dicevo, ma taluni vedono solo un bosco d’inverno o d’estate fiorire in Primavera dopo un letargo di un Universo invisibile risplendere al big-bang di nuove stelle formare materia divina, questa l’apparente Poesia, ma poiché fui esiliato per questa cima, per questo confino, son rinato ad un Secolo ove il libero arbitrio inquisito non meno di ciò cui si diletta lo sguardo non visto…

Sì certo so bene qual rischio ‘corro’ solo per dimostrare a quei nuovi ed antichi mestieranti del proprio secolar mestiere, che v’è ben altro ardire v’è ben altra luce regnare non vista, così in assenza della Freccia del Tempo e con solo una camicia in questa fredda mattina, medito il bosco ed ammiro da mistico la sua Parola divenire Rima…

…E farsi Vita…

…La follia ha permesso a Lear di veder chiaro, di giungere alla radice della natura umana, all’uomo in Sé, ed in qualtempo di rappresentare due opposte concezioni della Natura – quella divinamente ordinata e provvidenziale, e quella istintuale ed a lei avversa e così rappresentata nella scena della Tempesta…





KENT - Chi è là, con questo tempo da malanni?

GENTILUOMO - Uno che, come il tempo, è molto inquieto.

KENT - Ah, siete voi, signore. E il re dov’è?

GENTILUOMO - Alle prese cogli elementi in furia:
è là, allo scoperto
che ingiunge ai venti di portarsi via
la terra e inabissarla dentro al mare,
o di far avventare l’onde crespe
tanto al disopra della terraferma
da mutar faccia al mondo o cancellarlo.
E si strappa i capelli, che impetuose
le raffiche scompongono e razzuffano
con cieca rabbia, e se ne fan ludibrio.
Pretende, nel suo microcosmo umano,
di sopraffare, come per ischerno,
il conflitto dei venti con la pioggia;
e se ne va, correndo a testa nuda
e invocando la fine d’ogni cosa,
in una notte in cui perfino l’orsa,
spossata dal poppare dei suoi piccoli,
non oserebbe abbandonar la tana,
e il leone ed il lupo,
benché coi fianchi morsi dalla fame,
mantengono all’asciutto il loro pelo.

KENT - Ma chi è con lui?

GENTILUOMO - Nessun altri che il Matto,
che s’industria a rivolgergli in arguzie
le offese che gli han fatto male al cuore.

LEAR - Soffiate, venti, a squarciarvi le guance!(68)
cateratte del cielo ed uragani,
rovesciatevi a fiumi sulla terra,
fino a sommergere le nostre guglie
e ad annegarne i galli giravento.
Voi, fuochi di zolfo,
guizzanti rapidi come i pensieri,
avanguardie dei fulmini
che schiantano le querce,
scotennate questa mia testa bianca!
E tu, tuono, che tutto scuoti e scrolli,
percuoti la rotondità del mondo
fino a schiacciarla tutta, fino in fondo,
stritola le matrici di natura,
spargi e disperdi in aria
tutti i germi che generano l’uomo,
mostro d’ingratitudine!

MATTO - Zietto, anche l’ipocrita acquasanta
della corte, fra quattro mura asciutte
è meglio di quest’altra acqua di pioggia
così all’aperto(70) Torna a casa, zio,
fatti ribenedir dalle tue figlie;
questa è una notte che non ha pietà
per nessuno, per matti né per savii.

LEAR - Ròmbati il ventre, cielo! Sputa fuoco!
Scroscia, tu, pioggia! Pioggia, vento, tuono,
guizzi di fuoco, non sono figlie mie:
non vi posso accusar d’ingratitudine;
a voi non diedi un regno,
né vi chiamai mai figli. Voi elementi
non mi dovete obbedienza di sorta;
e allora rovesciate sul mio capo
i vostri orrendi sfoghi, a sazietà!
Io son qui, vostro schiavo, un pover’uomo
vecchio, debole, infermo, derelitto…
Vi chiamo tuttavia vili strumenti
al servizio di due figlie degeneri,
che scatenate dall’alto del cielo
le vostre schiere su una vecchia testa
canuta come questa. Oh, oh, è infame!

MATTO - Chi ha casa dove riparar la testa,
può ben dire d’avere un buon cappuccio.
“Se il borsello vuol cappuccio(71)
“prima ancora d’un tettuccio,
“farà pidocchi in testa
“e nozze senza festa.
“Chi al posto del cuore
“il ditone del piede metterà
“d’un callo soffrirà,
“e non potrà dormire dal dolore”.
Infatti non ci fu mai bella donna
che non facesse boccacce allo specchio.

LEAR - No, no, non dirò nulla… Starò zitto.
Sarò un modello di sopportazione.

Entra KENT

KENT - Chi è là?

MATTO - E non lo vedi? Siamo in due.
Qui c’è una maestà ed un borsello,
sarebbe come dire un savio e un matto.

KENT - (A Lear)
Ahimè, sire, voi qui?
Una notte così non è piacevole
manco alle bestie che amano la notte:
anche a quei vagabondi delle tenebre
i cieli irati incutono sgomento
e li costringon nelle loro tane.
Da quando sono uomo, a mia memoria,
non ho mai visto cortine di fuoco
e udito scoppi di tuono sì orrendi,
e pioggia e vento mugghiar così forte.

La natura dell’uomo
non regge a tanta violenza e terrore....

















lunedì 1 gennaio 2018

MARTIRIO VERDE (seconda parte) ovvero QUANDO LA TERRA PIATTA (68)











































Precedenti capitoli:

Cerchi & Spirali (67/66)

Prosegue in:

La congiura delle polveri (69/70)












Proseguendo determinate riflessioni circa il ‘Martirio Verde’ e rapportandole alle odierne condizioni vissute, fuggiamo quali più veri eretici tutte quelle false condizioni offerte, come  talune considerazioni di personaggi in cerca di potere, giacché innegabile ciò di cui la presunzione della ricchezza dà libero sfogo e premessa - non tanto alla solita guerra di turno - ma quanto il negare di fatto verità accreditate e indistintamente rilevate e rivelate con affermazioni pubblicamente professate circa l’opposto di come si svolgono le odierne ‘condizioni’ di ugual mondo abitato ‘anamorficamente’ spacciato… (cioè in poche parole ciò che professa Re Giorgio III incoronato circa la sfericità della Terra da circolare a piatta è vero Regno come un tempo governato; ed altresì il centro dell’Universo Intero, tutto il resto un vortice, o meglio, un cerchio tutt’intorno alla ricchezza sua e di tutti coloro che si accompagnano per questa ed altre illuminate certezze divenute d’incanto, così come un tempo antico e solo rimembrato, verità regia offerta al popolo; è certo - medito con me stesso e Dio che mi guarda dal vero Suo trono assiso -  “neppure la Chiesa e il suo vasto impero osò tanto nella propria ed altrui ortodossia”; il resto o tutto il resto non conta quando si è raggiunta questa virtuale ricchezza anche nel negare il diritto alla salute cancellando in una sola volta quanto doveva essere disquisito per il progresso intero e non certo nell’interesse delle tante Compagnie che compongono un più losco affare; come l’uguaglianza fiscale che consente ad uno Stato di non creare frammentazioni precipitando di nuovo nelle caste; medesima uguaglianza che rende tutti i sudditi in salute uguali e non solo ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, visto che parte del tuo voto, caro Re Giorgio, proviene anche da tutte quelle combriccole che ricordavamo come un passato dimenticato di un Klan ritornato….........; 




.....e molto altro che qui non aggiungo come  la nuova censura professata da chi della Rete padrone, ma sappi caro replicante governatore di un invisibile Impero che l’Idealismo conferisce verità quanto qui professato come certa e più degna Biblioteca, lascio a te il merito di diffondere ben altro sterco senza diritto del dovuto giacché la ricchezza è del più furbo non meno del ladro che ruba credendo di non esser visto nella facile e limitata impresa, e qui chiudo la parentesi aperta e non perché posseduto da medesima ignoranza ma per non infierire su un corpo malato governato da un pazzo. E certo caro Re Giorgio non so con qual diritto rivesti questo trono ma la Storia farà il dovuto conto per tutti i secoli in cui non hai portato il ‘giusto progresso’ per ogni nuova tua (legge mi par un complimento che qui come  vero Eretico tolgo merito e rispetto) firmata riconducendo la Ragione al dovuto sonno in cui ognuno di cui questo sogno (incubo per altri più disgraziati) vive nella falsa certezza di una piatta illusione di vita; caro Re Giorgio non è solo la ricchezza quella da te professata e celebrata (come uno Zar in terra) che farà grande, o al contrario, il più piccolo regno così ingrassato e viziato con tutti i fasti celebrati; sappi dicevo, che chi scrive lo fa in nome di un ‘Genius Loci’ che ha governato l’intero mondo molti secoli prima del misero ciarlare, e sappi anche che dal passato vi è molto da imparare….)..... 




.....ma tutti indistintamente esposti all’oltraggio - giacché chi parla raffreddato oppure infreddolito volendo suscitare riso (quello coltivato sarà il punto di fuga celebrato come illustri Re al pari tuo che ti hanno preceduto conferendo il dovuto Caos alla primordiale sostanza del mondo e donando, di conseguenza, fiera moneta economica nel perseguire e rincorrere uno specchietto dalla lepre offerta da chi per secoli con il freddo celebrava e regnava da Zar nella propria ed altrui Ragione non meno delle Regioni di un vasto e simil Impero; ma mi dicono anche che il popolo va in qualche maniera e per sempre confuso, soprattutto quando non riesce a distinguere la vera fame che affranca l’intero corpo malato e cibandosi, di conseguenza, di tanti troppi cornetti che la stessa pensa aver appagato nell’immobile obesità ove accresciuta la panza dimenticando la plancia donde la vera sostanza conduce ad una più atroce deriva) è il maggiore inquinatore del mondo, e ognuno indistintamente, se pur accontentato dal breve boccone del cornetto offerto, dovrà pagare il conto ben salato che se solo più informato o  dotato di saggezza che deriva nel distinguere un’‘impresa’ da una sana e retta economia (certo un’impresa ancor più difficile nell’obesa propria ed altrui natura) per l’interesse del mondo così apostrofato, si degnerebbe di leggere, (pur avendo anch’io talune riserve circa la scienza del progresso di cui offendono simmetrico re Giorgio incoronato - giacché il crollo avvenne proprio ai lumi di quella - talché in codesto caso è scienza meditare se medesima), allora mi pare poco saggio - oltre l’esempio offerto - l’aver cambiato anche la giusta rotta come più certa condizione propria della ragione in sé offuscata qual vera direzione mondialmente e coscienziosamente sollecitata, la quale andrebbe anche professata, altrimenti si rischia con tutto l’intelletto che pone la differenza di accompagnare il clown di un diverso teatro per tutta l’intera Compagnia offerta; giacché non penso per quanto possiamo nutrire delle riserve sulla nuova scienza del progresso, che ciò che per anni affermato e di cui compone la strana frase di un pazzo circa il freddo sofferto possa illuminare la borsa da lui agognata, giacché qualsiasi retto e saggio Re o solo attore di teatro, considererebbe cosa si compone il vero bilancio della vita, il quale molto differente da una breve e veloce per quanto irreale ed illusoria se non addirittura virtuale condizione offerta, la qual compone la vera Commedia o Dramma rappresentata ed anche inscenata…

E ciò anche mi sia pur concesso ‘che distingue una bettola da un più degno Teatro della vita’…

La vera ricchezza caro Re è nel sapere disquisire con retta sicura preparata argomentazione, e non nel negare la mela colta in odor di peccato nell’illuminare ogni coscienza e non certo una serpe che striscia; caro Re se pensi in codesto modo di illuminare Verbo in ciò che pubblicamente affermato, devi prendere atto che hai commesso un pubblico inchino alla Ragione con cui solitamente si accompagna la Verità circa la regale maestosa superiore ricca ed unica, oserei dire, conoscenza gettonata da milioni di spettatori paganti, ed illuminando tutti gli altri circa la vera natura da te offerta allo spettacolo fuori dallo stesso teatro…

Ed allora mia Grazia se solo avesse tempo non solo di contare i suoi denari che fanno della sua ricchezza agli altri ricchi accompagnata, di leggere un pochino visto che nel contare non prova difetto - si accorgerebbe che la verità censurata e non detta e contrabbandata come la predica di un falso predicatore e la sua riforma, apporterà AL SUO QUANTO AGLI STATI GLOBALMENTE RIUNITI QUELLA POVERTA’ CHE GRAZIE A CODESTO IMPERO DA UN INCAPACE ED IGNORANTE ASSERVITO DOVRA’ PATIRE PER LA BREVE CORSA ALLA STESSA..…
(Porfirio)




L’aumento della frequenza delle ondate di calore estive in molte regioni dell’emisfero settentrionale è legato ad alterazioni nella circolazione atmosferica, la cui origine - se naturale o antropica - non è ancora chiara. Queste alterazioni determinano anche ondate di gelo invernale estremo in Asia centrale.  E’ la variazione nei modelli di circolazione dell’atmosfera, e non il riscaldamento globale in sé, a determinare l’aumento della frequenza delle ondate di calore (ma anche di gelo) che interessano l’emisfero settentrionale del pianeta. La conferma viene da uno studio condotto da ricercatori della Stanford University che firmano un articolo pubblicato su “Nature”Lo stretto collegamento tra il cambiamento dei modelli di circolazione atmosferica e l’aumento degli episodi di clima estremo era già stato ipotizzato, ma finora le prove a sostegno erano carenti, dato che il clima è un sistema caotico, con una forte variabilità intrinseca da un anno all’altro. Se ci si affida alle analisi climatologiche classiche la tendenza all’aumento delle ondate di calore può essere confermata solo da serie storiche che coprono molti decenni, e senza che ciò fornisca una conferma altrettanto solida dei meccanismi all'origine del fenomeno.
Daniel E. Horton e colleghi hanno sfruttato le rilevazioni da satellite – disponibili dal 1979 – per mappare le variazioni regionali nei campi di pressione alla superficie, nella densità atmosferica a 5000  metri, e nel contenuto di vapore acqueo nell’aria, alla ricerca di correlazioni con le ondate di calore. Hanno così scoperto che per quanto riguarda Europa e Asia occidentale e America nord-orientale (circa metà delle terre emerse dell’emisfero boreale), l’aumento dei fenomeni meteo estremi è correlato alla maggiore frequenza di condizioni anticicloniche, che sono associate a un blocco atmosferico. Per esempio, in Europa le ondate di calore sono più frequenti quando la corrente a getto estiva proveniente dalle regioni artiche non riesce a seguire il solito percorso attraverso l’Atlantico settentrionale, e l’aria che ‘ristagna’ sul continente continua a scaldarsi sempre più per il calore riemesso dalla superficie terrestre. Analoghi fenomeni di circolazione atmosferica hanno portato a una riduzione degli episodi e della durata di eventi di gelo estremo nell’Asia orientale; le conseguenze pratiche del riscaldamento climatico globale spesso sono difficili da comprendere, ma presto arriveranno a toccare direttamente la vita delle persone in tutto il mondo. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista ‘Lancet Planetary Health’ da Antonio Gasparrini e colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine fa un conteggio allarmante, valutando il numero di morti in più attribuibili alle ondate di caldo durante l’estate e di freddo durante l’inverno, che in molte parti del mondo, soprattutto nei paesi più caldi e più poveri del pianeta, non riuscirebbe a compensare il calo di mortalità registrato durante l’inverno. Tra il 1971 e il 2010 si sono verificati nel mondo 8835 eventi meteorologici estremi, che hanno causato complessivamente 2400 miliardi di danni e quasi 2 milioni di vittime: è il triste bilancio contenuto nel nuovo rapporto della World Meteorological Organization. Nei quattro decenni considerati, le statistiche mostrano che i disastri naturali legati al clima e al meteo sono aumentati, sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo, a causa dell'aumento della frequenza degli eventi e della vulnerabilità delle società umane. Alluvioni, siccità, temperature estreme, tempeste, incendi boschivi e frane: sono i sei tipi di eventi meteorologici estremi che possono dare un duro colpo alle finanze degli stati, oltre a causare ingenti danni sociali e umani, analizzati nel nuovo rapporto della World Meteorological Organization (WMO): “Atlas of mortality and economic losses from weather, climate and water extremes (1970–2012)”.  Tra il 1971 e il 2010 – questo il periodo considerato dal rapporto – le stime parlano di 2400 miliardi di dollari di danni economici complessivi e 1.94 milioni di morti in un totale di 8835 disastri meteorologici censiti. Il dato più evidente che emerge dalle statistiche è che i disastri naturali legati al meteo o al clima sono in costante aumento, nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo. E come mostrano le analisi più dettagliate, questo trend è dovuto sia a un aumento della frequenza degli eventi sia a una crescente vulnerabilità delle società umane, specialmente per quella fascia di popolazione che sopravvive ai margini dello sviluppo. In molte nazioni, per esempio, lo sviluppo avviene nelle aree più sensibili agli eventi estremi, come i litorali, minacciati dall’innalzamento del livello del mare, oltre che da cicloni tropicali o tempeste nelle regioni extra-tropicali. Un altro fenomeno evidente è che la globalizzazione ha amplificato l’impatto economico degli eventi estremi. Nel 2011, per esempio, la Thailandia è stata colpita da un’alluvione di notevoli dimensioni che ha interrotto la fornitura di pezzi per l’industria automobilistica ed l’elettronica, prodotti nel paese e destinati all'esterno. Il risultato è stata una perdita economica stimata in 41 miliardi di dollari.




Ed ancora….

Alle medie latitudini, i temporali moderano le temperature sulla terraferma. La loro diminuzione quindi innesca eventi meteo e climatici estremi, come nel caso della grave siccità che ha colpito la California nel 2014 o del freddo record sul nord-est degli Stati Uniti nello stesso anno. Il risultato è emerso da un’analisi statistica di temperature e precipitazioni su scale che vanno dalle centinaia alle migliaia di chilometri. Una diminuzione dell’attività temporalesca su gran parte di Stati Uniti, Europa, Russia e Cina ha come effetto l’incremento di eventi meteo e climatici estremi. È quanto emerge da uno studio effettuato da Jascha Lehmann e Dim Coumou, del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), pubblicato su “Nature Communications”. Nel 2014, una grave siccità ha colpito la California, mentre un freddo record si è abbattuto sul nord-est degli Stati Uniti. Al di là del Pacifico, nello stesso anno, la siccità ha minacciato il raccolto nella provincia settentrionale di Liaoning, il “granaio” della Cina settentrionale, mentre, sull’altro lato dell'Atlantico, il Regno Unito è stato quasi messo in ginocchio dalle inondazioni. Questo ripetersi di condizioni meteorologiche estreme dimostra l’importanza di comprendere i meccanismi fisici che determinano, su scale temporali pluridecennali, la variabilità del clima alle medie latitudini dell’emisfero settentrionale. Alcuni studi hanno evidenziato che il verificarsi di condizioni estreme di temperatura e di precipitazioni a livello regionale è legato ad anomalie nella circolazione atmosferica su ampia scala, cioè su dimensioni lineari che vanno delle centinaia alle migliaia di chilometri. Queste anomalie si possono infatti associare a condizioni di tempo stabile, che persistendo per lunghi periodi possono determinare per esempio gravi siccità oppure ondate di caldo, come avvenuto in Russia nell’estate del 2010. Le condizioni meteo regionali sono però influenzate anche dalla variabilità delle storm track, le strette fasce che percorrono i mari e gli oceani entro cui i temporali seguono i venti prevalenti, cioè i venti che soffiano principalmente in una singola direzione in un punto della superficie terrestre. Questa variabilità a sua volta è influenzata dai cambiamenti climatici. Recenti studi per esempio hanno dimostrato che la siccità californiana era legata a una mancanza di attività temporalesca, mentre le alluvioni nel Regno Unito a un’insolita persistenza di temporali. Lehmann e Coumou hanno applicato una tecnica di analisi statistica alle registrazioni mensili di temperature e precipitazioni su scala sinottica, cioè su distanze da centinaia a migliaia di chilometri, dimostrando che una limitata attività temporalesca nelle storm track è associata, alle medie latitudini, a picchi di calore su gran parte delle regioni continentali nei mesi estivi, e nei mesi invernali a periodi di freddo sulla parte orientale di Nord America, Europa e dell’Asia centrare e orientale.
I temporali hanno quindi l’effetto di moderare le temperature continentali. Una loro intensa attività favorisce gli estremi mensili nelle precipitazioni durante tutto l’anno, mentre una loro assenza innesca i periodi secchi. L’analisi dei dati rivela anche significative variazioni regionali, avvenute in anni recenti, che hanno favorito il verificarsi di periodo di freddo intenso negli Stati Uniti orientali, siccità in California e di calore estremo in tutta l’Eurasia.
“La presenza di temporali meno intensi e in minor numero alle medie latitudini potrebbe sembrare una buona notizia a prima vista, invece non lo è”, ha concluso Lehmann. “Questi temporali moderano le temperature sulla terraferma, poiché portano l’aria marina dagli oceani verso i continenti, e la loro assenza può favorire temperature estreme”.

(Le Scienze)