giuliano

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IL TOMO

domenica 17 marzo 2013

L' ALTRO JOHN BROWN (34)












Precedenti capitoli:

Pionieri e nativi: anatomia di un incontro (33) &

una fotografia

Prosegue in:

Pionieri e nativi: l'altro John Brown (35)









John Brown, trentunenne virtuoso, gentile, umile, timido, viveva
in un tranquillo villaggio del Missuouri.
Era custode della scuola domenicale presbiteriana.
Per quanto umile fosse, si trattava della sua qualifica ufficiale, ed
egli ne era modestamente fiero, ed era devoto al proprio lavoro
e ai propri interessi.
L'estrema gentilezza della sua natura era riconosciuta da tutti: la
gente lo diceva fatto esclusivamente di buoni impulsi e di umiltà;
su di lui si poteva sempre contare per aiuto, quando fosse neces-
sario, e per l'umiltà, sia che fosse necessaria sia che non lo fosse.




Mary Taylor, ventitre anni, modesta dolce, simpatica, bella sia
nel carattere che nella persona, era tutto per lui. Ed egli era qua-
si tutto per lei.
La fanciulla tentennava, le sue speranze erano grandi.
Sua madre si era opposta fin dall'inizio.
Ma anch'ella tentennava, egli lo sapeva. Era rimasta colpita dal
suo cordiale interesse per le due donne che caritatevolmente man-
teneva, e del suo contributo al loro sostentamento.
Si trattava di due anziane sorelle abbandonate che vivevano in
una baracca di legno in un luogo sperduto all'incrocio tra due stra-
de, a quattro miglia dalla fattoria della signora Taylor.
Una delle due sorelle era pazza e talvolta violenta, ma non così
di frequente. Infine i tempi parvero maturi per una proposta riso-
lutiva, e Brown prese coraggio e decise di farlo. Avrebbe offerto
il doppio del consueto contributo, e la madre si sarebbe convinta;
una volta annullate le sue resistenze, il resto della conquista sa-
rebbe stato certo rapido.




Si mise per strada a metà di un placido pomeriggio domenicale,
nella dolce estate del Missuori, ed era equipaggiato adeguata-
mente per la missione.
Indossava un abito di lino bianco, con il nastro blu come cravatta,
ed elegantissimi e stretti stivali. Il suo cavallo e il suo carretto era-
no i migliori che il noleggiatore potesse offrire. La coperta da viag-
gio anch'essa di lino bianco, nuova, con un orlo ricamato a mano
che non temeva rivali, per bellezza ed elaborazione, in tutta la re-
gione.
Aveva percorso quattro miglia sulla strada deserta, e stava condu-
cendo il suo cavallo su un ponte di legno, quando il suo cappello
di paglia volò via e cadde nel ruscello, fu portato per un po' dalla
corrente e andò ad arenarsi su una striscia di sabbia.
Egli non sapeva bene che fare!




Doveva avere il cappello, questo era chiaro; ma come poteva re-
cuperarlo?
Poi ebbe un'idea.
La strada era sgombra, nessuno in giro.
Sì, avrebbe rischiato.
Condusse il cavallo sul ciglio della strada e lo lasciò a brucare l'-
erba. Quindi si spogliò e mise i vestiti nel carretto, coccolò bre-
vemente il cavallo per assicurarsi la sua compassione e la sua
lealtà, quindi si diresse rapidamente verso il corso d'acqua.
Si buttò e in breve riebbe il suo cappello.
...Quando tornò a riva, il cavallo non c'era più!
Quasi gli cedettero le gambe.
Il cavallo camminava placidamente lungo la strada.
Brown gli corse dietro, dicendo:
- Oh, oh, bravo ragazzo;
ma ogni volta che arrivava abbastanza vicino da tentar di saltare
sul carretto, il cavallo accelerava leggermente il passo e lo beffa-
va.




Andò avanti così per un po', con l'uomo che moriva di paura all'-
idea di veder comparire qualcuno da un momento all'altro.
Insistette, implorando il cavallo, scongiurando il cavallo, finché
non ebbe percorso un miglio, venendo a trovarsi in prossimità del-
la tenuta dei Taylor; a quel punto riuscì finalmente a salire sul car-
retto.
Indossò di corsa la camicia, la cravatta e la giacca; poi si allungò
per prendere....ma era troppo tardi; si sedette di scatto e si tirò
addosso la coperta da viaggio, giacché aveva visto qualcuno usci-
re dal cancello - una donna, gli parve.
Fece girare il cavallo a sinistra e imboccò repentinamente una via
traversa. Era completamente allo scoperto, esposto da una par-
te e dall'altra; ma tre miglia più avanti c'erano un bosco e una bru-
sca curva, e quando vi giunse ringranziò il cielo.




Superata la curva, mise il cavallo al passo e si allungò per prende-
re i pant....troppo tardi, di nuovo....
Si era imbattuto nelle signore Enderby, Glossop, Taylor e in Mary.
Erano a piedi, e sembravano stanche e infervorate.
Si avvicinarono tutte insieme al carretto agitando le mani, e par-
lavano tutte insieme, dicendo con entusiasmo e ardore quanto fos-
sero felici di vederlo lì, e quanto fortunato egli fosse....
Disse la signora Enderby, con solennità:
- Sembra un caso che sia giunto proprio ora; ma che nessuno
osi profanarlo con questa parola; è stato mandato.....mandato...
dall'alto.....
(M. Twain, Seguendo l'Equatore)












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