giuliano

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IL TOMO

giovedì 8 agosto 2013

LA NUOVA PESTE
















E LA TERRA? .... SE LA STANNO MANGIANDO.....











Sulla cordigliera delle Ande, sul Kilimangiaro, sulla catena dell'Himalaya, i ghiacciai
si stanno ritirando rapidamente.
Nelle Alpi svizzere si sono ridotti della metà. E nel 2002, una spedizione del Pro-
gramma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha constatato che il ghiacciaio dal quale
Sir Edmund Hillary e la sua guida Tenzing Norgay erano partiti per conquistare l'E-
verest nel 1953 si era ritirato di circa 5 chilometri.
E' inevitabile.
La temperatura media della superficie terrestre è aumentata di 0,6° C nell'ultimo se-
colo, principalmente per causa nostra.
Finora il riscaldamento è stato piuttosto limitato, ma gli effetti già si vedono a occhio
nudo.
In montagna, le piante possono crescere ad altitudini maggiori rispetto al passato con
una settimana abbondante di anticipo rispetto a mezzo secolo fa, perché la primavera
giunge prima. L'inverno si accorcia.
Insetti, lucertole, rane, uccelli si stanno adattando, per esempio anticipando il periodo
della deposizione e della schiusa delle uova, non si sa ancora con quali mutamenti de-
gli equilibri ecologici.
Il riscaldamento del clima si avverte e si avvertirà sempre di più, soprattutto in alcune
regioni particolarmente sensibili. L'area del Mediterraneo, e quindi dell'Italia centrale
e meridionale, tende a inaridirsi e i periodi di siccità si prolungano.




Al Polo Nord il riscaldamento è più pronunciato, i ghiacciai diminuiscono velocemente:
la loro estensione nel Mare Artico si è ridotta del 7,4% in 25 anni e si teme che scom-
paiano del tutto entro la fine del secolo. Anche vaste aree di permafrost - una miscela
di ghiaccio e terreno che, come dice la parola stessa, è (o dovrebbe essere) perma-
nentemente congelato - si sciolgono a fine primavera: in vari punti dell'Alaska, il ter-
reno è sprofondato a 10 metri provocando danni alle abitazioni e alle infrastrutture.
Sono fenomeni evidenti, indiscutibili conseguenze del riscaldamento globale.
A cui, tuttavia, molti scienziati ritengono vada aggiunto l'aumento di eventi estremi:
alluvioni, uragani, siccità prolungate.




Tuttavia determinare in quale misura il clima è alterato dall'azione dell'uomo non è
semplice. Quando si sono verificate le grandi alluvioni dell'Elba nel 2002 e dell'Oder
nel 1997, qualcuno ha anticipato il riscaldamento globale. Ma le oscillazioni climati-
che sono sempre esistite e anche in passato ci sono state inondazioni catastrofiche:
nel 1342 l'Europa centrale fu colpita da un'alluvione ben più grave e in Germania i
fiumi superarono verosimilmente di molto il massimo che si è verificato nel XX se-
colo e il terreno ne fu talmente danneggiato che la situazione tornò alla normalità
soltanto un paio di secoli dopo.
Non sappiamo ancora con certezza se gli eventi estremi sono in aumento e perché,
sappiamo invece che l'innalzamento della temperatura media è dovuto all'incremen-
to di gas serra nell'atmosfera e che questi sono dovuti alla nostra attività.




Numerosi studi hanno valutato ed escluso che il riscaldamento globale, soprattutto
quello registrato negli ultimi cinquant'anni, sia imputabile a cause naturali. Quest'-
ultima possibilità era stata presa seriamente in considerazione dato che, nei secoli
passati, c'è stato un periodo più freddo della media, la 'piccola era glaciale'.
Originata con ogni probabilità da una diminuzione dell'attività solare, ha avuto il suo
apice tra il 1650 e il 1750 e ha interessato tra il 1500 e il 1850 gran parte dell'Euro-
pa, facendo gelare spesso il Tamigi in Inghilterra e il Tago in Spagna.




Negli ultimi cinquant'anni però, con sistemi di misurazione ben più precisi e diffusi
sul pianeta, non è stata osservata alcuna alterazione del ciclo solare né un'altra cau-
sa naturale in grado di spiegare l'attuale aumento della temperatura media.
La tendenza risale a circa un secolo fa'.
All'inizio è stata modesta e non si può escludere che fosse un fenomeno naturale.
Ma negli ultimi cinquant'anni, in corrispondenza della forte crescita dell' economia
mondiale e dell'industrializzazione, il fenomeno si è accentuato.
Questo è un dato innegabile.
.......Buon appetito.......
(P. J. Crutzen, Benvenuti nell'Antropocene!)

Prosegue in:

La nuova peste (l'apparenza inganna) (2) &

Armonia e Disarmonia &

Dall'Alchimia all'Algenia














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