CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

lunedì 3 maggio 2021

DISCORSO INTORNO ALL'OPERAZIONE MECCANICA DELLO SPIRITO





























      Prosegue in:
















NOTA DEL CURATORE DEL BLOG…

Il discorso che segue mi è giunto integro in ogni sua parte, ma poiché c’erano diverse cose in esso che il nostro comune tempo avrebbe potuto non gradire, l’ho conservato per qualche mese (causa dell’effetto del nuovo spirito riflesso nella luce degli odierni tempi equamente gestiti nelle fasce orarie convenute al canone prefissato nonché stipulato ciò sia sottinteso) col fermo proposito di non pubblicarlo (e non avvilire né tantomeno sminuire odierno  illuminato intento al canone stabilito ed alla luce ammirato…).
Successivamente, per consiglio e pressione di un mio giudizioso amico, ho tagliato ed operato severa censura come il partito comanda e distribuisce per amor di logica e onestà pubblica, e mi sono deciso a pubblicare (Frammenti…) del resto!
Dell’autore non so nulla, né posso dire se si tratta dello stesso dei pezzi precedenti, in quanto l’originale mi è stato inviato in epoca diversa ed in stile differente. Il lettore erudito saprà meglio decidere, e al suo giudizio io interamente mi affido.

All’egregio Signor T.H., presso i suoi appartamenti nell’Accademia dei Beaux Esprits della Nuova Olanda.

Signore,
è ormai da qualche tempo che ho in mente qualcosa non solo di molto importante, ma di assolutamente necessario alla salute (la qual Anima mi sembra privata in questi ultimi accidenti e tristi accadimenti…), e di tal valore che il mondo deve venirne (a capo) ed a conoscenza.
Anzi, per svelarvi il segreto, non riesco più a trattenerlo!
Tuttavia sono stato a lungo indeciso riguardo alla forma più adatta per divulgarlo. A tal proposito ho girato per tre giorni nel centro della grande metropoli come vagato per foreste di dèmoni antichi (fra Dio e Diavolo corre sottil alito e confino… e distinguere il Sentiero della Verità compone - passo logica dottrina e principio - di accordo, o, precipizio infinito dell’opposta rima coniugata alla materia… con cui  si è soliti distinguere secolare e pagano motivo all’ombra dell’Albero della vita, da una più moderna ‘parabola’ alla Spirito convenuta… letta all’ora in cui suggerisce ‘parola’ ad un pensiero perso o forse solo (pro)regredito… e più non dico…), così ho rinvenuto il titolo più idoneo come si è soliti rispondere ad un volgare impostore non certo apostrofandolo per nome, ma come al tempo antico convenuto, inviando ‘Una lettera ad un amico’ affinché l’interessato mai sia il vero destinatario di quanto qui riflettuto. Giacché la lettera non certo indirizzata al rinomato quanto stimato suo costume, o ancor peggio, indirizzo, ma solo ad un ‘amico’ di cui farà tesoro per coniare certa moneta, e pensare a questo indagandone la forma, trascurando così lo Spirito il quale spesso è come… ‘un prezioso Amico…'.   
Noi qui siamo Esuli Eretici per conto di codesto Frammento per di più anche deriso….
Dunque, Signore, per procedere secondo il metodo ora di moda (poiché, senza tema di smentita, sono sicuro che voi renderete merito, o, al contrario, diffamerete con ogni vostro  - spirituale - mezzo il contento appena vi giungerà…: La Storia è pur cosa seria…), desidero che confermiate davanti al mondo il carattere improvvisato di questo scritto, che solo ieri voi ed io abbiamo iniziato e discusso casualmente, che io ero soddisfatto quando ci siamo lasciati, e che per la fretta di inviarlo con la prima posta non ho avuto tempo e modo di ordinarlo e di correggerne lo stile (e di questo spero mi perdonerete…).
E, se solo, scuse negligenze o riferimenti a cose e fatti veri o reali, nonché errori grammaticali, o ancor peggio, Rime o altri Frammenti alieni (allo spirito del comune nostro tempo) vi verranno evidenziati durante la lettura, vi prego fin d’ora di inserirle (come vs stile), e vi prometto che ve ne sarò riconoscente per la dovuta censura il qual vero destinatario, mi par logico e sottinteso, deve essere soggetto più che stimato e tutelato nello stile della sua natura...
Vi prego, altresì, Signore, di presentare nella vostra prossima lettera ai ‘Virtuosi Irochesi’ delle Cascate, i miei umili servigi sia agli Irochesi detti, nonché alla Riserva i quali li ospita (fra una nuotata e l’altra di fratello fiume) e di assicurarli che presto invierò loro una dettagliata relazione circa i fenomeni degli Elementi qui precipitati in pioggia continuata (giammai sia detto che la Stagione mutata…) ed ora al deserto della comune sventura al Bosco degli Spiriti consumata (ogni calura). Confermo di non aver ricevuto nemmeno una ‘riga’ o il minimo ‘insulto’ dai ‘Letterati’ della Riserva e questo è di materiale sollievo per ogni ‘ verde equilibrio prefissato’.
Ed ora, signore, avendo detto quel che avevo da dire sulla forma del mio scritto e sui miei modi di rendere ugual servigi da voi offerti, vi supplico di volermi lasciare procedere nella mia discussione (fra un intervallo e l’altro con cui gli ‘Irochesi della Riserva’ ci concedono qualche istante di riposo…).

…La ‘parola’ (così come l’arte) nella sua eccezione universale, può essere definita come un ‘sollevarsi dell’Anima e delle sue facoltà al di sopra della materia’. Questa definizione è generalmente valida, ma io la intendo come applicata solo alla religione, nella quale ci sono tre modi fondamentali di ‘eiaculare’ l’Anima, ovvero di trasportarla oltre la sfera della materia.
Il primo è l’atto immediato di Dio, ed è chiamato profezia o ispirazione.
Il secondo è l’atto immediato del diavolo, ed è denominato invasamento.
Il terzo è il prodotto delle cause naturali, l’effetto di una forte immaginazione, della malinconia, della collera, dell’angoscia, del dolore e simili.

















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