CHI DELLA FOLLA, INVECE,

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30 MAGGIO 1924

lunedì 20 gennaio 2020

Il Trònfero s’ammalvola in verbizie



















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Prima di incamminarsi per Sentieri e Bivacchi - seri non men che dimenticati - giacché ognuno votato non men che veicolato indistintamente al domani, e disgraziatamente per genti più assennate precipitati sino a queste Grotte e Ripari, vorrei dedicare con tutta l’emozione che mi coglie e sorprende a tanta depressa vista - codesta Poesia - così da poter allietare e in qual tempo salutare la nuova progredita (o ridicola) venuta..

La quale, come ben esplicitato dallo Stoppani, avendo terminato nelle Elementari, e non più semplici Elementi, i brevi loro ed altrui accidenti, si dimenano in perfetto dialetto, sia romano che milanese con tutti i sottoaccenti derivati, fra la Galleria non men che più famose Vie, privi di certo corretto intelletto per come al meglio intendere lettura e breve comizio con relativo precetto.

Certo la risata per chi intende dovuta Licenza Poetica della bottega aperta, e non più solenne italiano, sarà accompagnata anche dalla più famosa pern… così come si addice ad ogni comizio convenuto - dicono arguto - del sindaco incaricato, accorto ed attento nel non prendersi cura del dovuto retro fortuna del suo portafolio, suo non men della corte con cui accompagnato.

Allora popolo affamato di Aria e Acqua, e nella stessa affogato e precipitato, cortesemente evitate di fumare le dovute scemenze all’aperto di quanto avvelenato, il veleno potrebbe risentirne e nell’offesa fondare solenne comandamento oppure elevato cogitato precetto, ed il Trònfero s’ammalvolerebbe in verbizie…






Il Trònfero s’ammalvola in verbizie  [1]
incanticando sbèrboli giocaci,  [2]
sbramìna con solènnidi e vulpizie  [3]
tra i tavoli e gli ortèdoni fugaci. [4]

Più raro più sinferbo più merconio
il Plòcrate dagli occhi a dragonetti  [5]
scocolla barcoluto e invereconio  [6]
all’ora dei morfegi e dei gorbetti.  [7]

Intorno convoltigiano le Sguince  [8]
allìcchere di giorcadi pornali  [9]
nel sole si smarmellano budrince  [10]
al neon s’affastigiano vetrali.  [11]





  

1. Il Trònfero: il pottone, il bauscia. Colui che pieno di sé (e spesso pieno di soldi mal guadagnati), si bea della propria condizione. …S’ammalvola in verbizie: racconta smargiassate stronzate dallo stronzio derivate come un pavone (ogni riferimento al noto padrone nonché sindaco del perenne ridicolo teatro di Roma & Milano è puramente casuale).

2. Incanticando sbèrboli: sorprendendo, facendo rimanere a bocca aperta, stuoli di giovani fans e codazzi di speranzosi discepoli. Ma attenzione a non confondere gli sbèrboli (Sbèrbolus vulgaris) con i più dannosi sbèrboli proletari (Sbèrbolus manescus) che sono quei giovani borgatari (soprattutto romani) che preferiscono la violenza dello stadio alle pièce teatrali.

3. …Solènnidi e vulpizie: ossequiosi e furbetti. Tipi comuni tra i tavoli di quei Bar, protesi nell’affannosa ricerca dell’occasione che li farà ‘svoltare’.

4. …Ortèdoni fugaci: adulatori di passaggio.

5. …Plòcrate… dragonetti: uomo politico esibizionista. Di solito non è un ministro, un segretario o un capocorrente, ma più semplicemente un neodeputato o aspirante sindaco in cerca di una foto sulle cronache rosa. Lo sguardo a dragonetti è quel particolare lampo d’imbecillità che illumina gli occhi d’ogni idiota in propria ed altrui incontrastata e votata ‘carriera’. I sottosegretari, invece hanno lo sguardo ‘busterigio’ che è meno vivo ma molto più maligno (è il modo di guardare e guardarsi durante le riunioni di ‘gabinetto’, cioè quando qualcun altro altrettanto imbecille lo trastulla con lo manico della dovuta mazzetta [abitudine consolidata ma più che taciuta] ).




6.Scocolla barcoluto e invereconio: sopravanza dondolando baldanzoso, senza la minima vergogna d’appartenere a questo o quel partito (ne cambia uno al giorno come le mazzette del proprio torna-conto!)

7. …Morfegi … gorbetti: i morfegi così chiamati solo in via del Corso alla Galleria e via Veneto, nel resto dell’Italia, secondo i posti, si chiamano ‘panuzzi’, ‘spunticelli’ o ‘tramezzuoli’; in certe periferie o tra baraccati si chiamano ancora ‘panini’. Diverso è il discorso per i gorbetti che sono universalmente conosciuti con lo stesso nome e, specie quelli con la bottarga, sono largamente preferiti ai sorpassati tranciarelli tanto amati dal cardinal Ratzinger e dalla Regina d’Olanda.

8.Convoltigiano le Sguince: ronzano tutt’intorno ‘signore’ piacenti e scollacciate. Sguancia (in portoghese: sguayalonas) è colei che, dopo la morte, dovrà essere sepolta in piedi per compensare il tempo che in vita ha passato sdraiata (avanti & dietro &) di qua e di là…

9.Allìcchere di giocardi pornali: come dicevasi prima. È evidente che una sguancia altolocata come la Pozzi Neri S.P.A. non si tira mai da retro, specialmente quando si parla di partecipare a festini e ammucchiate (giorcadi pornali). Ciò non la scuote affatto, anzi la stimola (o allìcchera).

10. …Smarmellano budrince: camminano facendo sballonzolare impudicamente i seni siliconati amarcord marmorei ma budrinosi (da ‘budrino’: budino di Budrio (BO) – 15.000 ab. Centro agricolo con annesso bracciante  che si dimena nelle dette smarmellate buduminose. Beduminose: leggere successivi approfondimenti…)

11.Al Neon s’affastigiano vetrali: va da sé che di sera l’abbigliamento delle sguince è  importante, più fastoso e più ‘leggero’. Molto spesso, tali femmine lussuriose la sera indossano capi talmente trasparenti (vetrali), che celano agli sguardi del maschio soltanto ciò ch’è nascosto dall’epidermide.

(F. Maraini)












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