CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

lunedì 8 novembre 2021

IL MANCATO RISPETTO DELLE LEGGI (18)

 









Precedenti capitoli...:


Circa la tirannide (16/7)


Prosegue con il...:










Potere di non governare [18]


& L'artifizio, ovvero, l'inganno (19)











Ciò che mi preme sottolineare, in merito al detto Simposio in difesa della Democrazia, è altresì notare che sussiste una democrazia ambientale ad uso di ogni cittadino, non più del proprio Stato, bensì globalmente facente parte del mondo intero.

 

Cioè un cittadino del Pianeta disquisito!

 

Sarò ancor più chiaro, Greta e i suoi giovani attivisti, non hanno di certo torto, quando da ogni parte della Terra, ovvero da ogni Confine oltrepassato, manifestano per l’interesse del Pianeta.




Possono ed esercitano il loro ‘essere ed appartenere’ al mondo non più come singole merci, bensì ed all’opposto, come liberi Elementi i quali hanno assunto coscienza, anche per chi non ha Parola - o peggio taluni ancora dicono Pensiero. Agiscono da esseri liberi non assoggettati al dominio incontrastato delle merci (le quali discutono apparentemente vive tra loro), bensì al contrario, incarnano i sentimenti così come ogni Elemento della violata Natura, in simmetria con la stessa; peggio sarebbe se ciò non potrebbe esser Stato.

 

Ovvero, se il singolo Stato di cose gli avesse impedito l’esercizio evoluto da Madre Natura.

 

Come di fatto avviene nella tirannide di altri assenti, o apparenti membri permanenti nella mascherata esercitata Dottrina ad uso della democrazia.

 

Solo la Legge può smascherarne l’inganno!

 

Affinché tutto ciò non divenga farsa recitata.  




 Ciò ci dovrebbe far riflettere e legiferare in merito.

 

E ciò ci conferisce giusta ispirazione.

 

Per quanto molto seppur ancora poco è stato fatto, urge - a Ragione - anche la tutela di conservare il poco raggiunto nella maggiore difesa che i liberi Elementi ci suggeriscono, legiferando in loro onore per esserne all’altezza (qual esseri viventi in medesimo Terra).

 

Del resto, come disse anche un Profeta morto a causa del Tempio, sono loro puri e non certo la merce guasta e avvelenata disquisita come distribuita al mercato della Legge (in nome dello stesso).




 Perché se uno Stato, per quanto grande questo sia non in grado di soddisfare le esigenze democratiche collettive sollevate dai propri cittadini in difesa del ‘bene pubblico’, favorendo l’interesse privato, avremmo tradito, così come equivocato, ogni senso democratico che l’evoluta civiltà incarna o dovrebbe.

 

Questo il primo ‘assunto’ adottato nel principio democratico inteso come bene del singolo. Per ‘bene’ del singolo non parliamo solo della merce creata dal singolo stato facente parte della democratica globalità con cui intendiamo l’intero pianeta, bensì nella singola capacità di crearla, così come porla alla Logica democratica d’ogni globale mercato confacente al democratico Diritto inteso come benessere d’ognuno.

 

Se detto principio fosse, nella propria Logica violato, allora di rimando, non dovremmo consumare e porre alla (medesima) logica del Libero scambio (così come il mancato rispetto ed impegno ci impongono e fanno riflettere in merito) tutte quelle merci dedotte dall’eguale globale principio violato.




 Ed allora, senza troppi preamboli o sofisticati raggiri interpretativi, accompagnati da complesse disquisizioni istituzionali, è necessario riflettere sulla disposizione ambientale sancita come Legge equivalente per ogni Stato firmatario dell’accordo raggiunto e sottoscritto in ambito comunitario.

 

Ovvero, ogni Stato si impegna per quanto sottoscritto ad adempiere ai patti raggiunti, e tutti quelli ancora da conseguire (nel breve termine possibile, così come scritto da ogni targhetta esposta al mercato del Tempio, se scaduti si prega di rimuovere immediatamente dal collettivo uso & consumo), successivamente promulgati come singole ugual disposizioni di Legge vincolanti e penalmente perseguibili.




Né più né meno di coloro che vengono perseguiti e processati per crimini protratti contro l’umanità intera!

 

Questo importante trascurato aspetto, il quale travalica la specifica competenza di ogni singolo Stato firmatario, deve essere adottata come indistinta Legge e successivo obbligo istituzionale; ovvero creare le premesse affinché ciò di cui oggetto globale non possa essere in nessun modo cancellato violato e/o modificato da successive disposizioni di ogni singolo Stato firmatario (in apparente libero esercizio del proprio dominio, e in conformità di ogni libero futuro Governo votato, in quanto le Leggi sancite nella globalità della Natura, così come ogni Elemento, debbono per l’appunto, prevaricare ogni confine humano, in quanto dall’uomo assoggettate e quindi poste al vincolo dell’interesse [apparente] dello stesso, tralasciando il collettivo cui disquisito, e di cui, solo la Legge si assume l’indiscusso merito, non più democratico dell’impegno assunto!).

 

Tutto ciò, direte voi, non è più democrazia.




 Può essere anche vero, infatti da chi ispirato un ex tiranno, lo abbiamo detto circa il simposio dei vecchi saggi narrato dal buon Plutarco.  

 

Questo particolare ed ancor più delicato aspetto dell’intera ‘questio’ significa che nessuno più padrone in casa propria?

 

La domanda più che legittima!

 

L’Ambiente e la Filosofia che contempla l’uomo risponde.




Ovvero, se un soggetto, facente parte di uno Stato cui il beneficio del progresso deriva dall’ambiente inteso come bene globale, ed a cui, libero di tutelare come, e al contrario, nel deliberato disinteresse, ingannare e inquinare a proprio piacimento, pur essendo non più un piccolo o grande Impero dietro al proprio muro bensì un criminale; allora si necessita una adeguata preventiva globale Legge a tutela contro ogni forma istituzionalizzata di associazione a delinquere, ancora più efficace contrastarne l’adottata tirannide che ne giustifica la criminalità esercitata, e seppur in apparenza non democratica, bensì adottata in ugual urgenza e principio di cui si adopera ed ispira, nel necessario contrasto nello scoraggiare la presunta ‘libertà’ di mortificare la globale democrazia d’ognuno.

 

Ovvero, deve sussistere una determinata specifica presa di coscienza del bene collettivo appartenere ad ogni singolo abitante e cittadino, ma prima di questo, di tutti i soggetti inermi incapaci (in quanto qualcuno, a torto o ragione, li dichiara poveri di mondo) di difendersi.




 Ciò detto, senza successivi raggiri o acrobatiche disquisizioni da ciarlatano, debbono sottintendere l’accordo in previsione della futura non adesione.

 

E soprattutto esaminare in merito l’impropria posizione dedotta nell’abominio del crimine, di coloro che inquinando minano la globalità dell’intero pianeta.

 

Ed allora, un aspetto non del tutto specificato deve necessariamente convergere sulla immediata necessità di imporre (come sosterrebbe il mio amico Nicarco) qual vincolo di Legge l’accordo siglato e concordato, nei meriti promulgati di singoli Leggi degli Stati firmatari. E mi ripeto ancora, se ciò appare improponibile, è altrettanto proponibile che ogni singolo seppur firmatario dell’atto congiunto, possa un domani rimuovere il vincolo a beneficio del singolo interesse, assoggettando la propria decisione, seppur votata democraticamente all’interno del proprio Stato, costringendo gli altri dell’intera globalità pagarne le ingiuste catastrofiche conseguenze.




Detto tutto ciò, è importante in previsione e merito, in quanto gli interessi dei singoli potrebbero far naufragare l’interesse globale d’ognuno, iniziare a studiare una serie di misure a tutela, disciplinate da specifiche leggi commerciali le quali tendono a penalizzare nel concreto (così come il muro che cinge un impero) tutti coloro che non si adeguano.

 

In pratica delle specifiche severe sanzioni comunitarie che di fatto impediscono di stipulare trattati come liberi scambi commerciali con tutti quei soggetti non firmatari.

 

Ed in qual tempo certificare la libera scelta e reciproca appartenenza suggellata dall’accordo fra tutti coloro che hanno aderito.

 

Ovvero una più vasta comunità e non solo Europea o Americana….




Non più dazi o barriere commerciali, come ebbe a disquisire Trump, bensì ed ancor peggio, dei muri ai quali i soggetti non aderenti non possono far emergere la propria economia suggellata nel principio della violata Natura.

 

Solo in questo modo, come mi suggerisce il mio buon amico Nicarco, possiamo tutelare anche e soprattutto la povertà di tutti coloro che a causa dei più ricchi naufrago nel collasso del proprio ecosistema.

 

Se tutto ciò può apparire improponibile, in quanto lega fra loro da specifici interessi i soggetti firmatari, oltre a quello di promulgare uguali medesime Leggi per quanto deciso, comprese norme severe per gli inadempienti, risulta l’unica via percorribile per impedire il sottrarsi all’obbligo globale di quanto sottoscritto.

 

Così intendiamo essere ed appartenere al Mondo e parteciparvi nella sana Ricchezza equamente distribuita come percepita!




 Altrimenti saremmo irrimediabilmente poveri dello stesso al di sotto d’intendere la stessa da cui deriva la differenza.

 

Ovvero più bestie che humani!

 

Se così non fosse, e se la comunitaria regolamentazione violata, il singolo soggetto firmatario o Stato, perderebbe benefici dedotti, intesi come commerciali, di tutti gli stati firmatari, ed essendo questi i maggiori industrializzati, ciò significherebbe il beneficio di poter aderire ad un libero certificato scambio, ovvero un determinato marchio di fabbrica il quale attesti la comprovata regolarità di quanto creato stipulato sottoscritto e sancito.

 

Chi sprovvisto di tale prerogativa non potrà aderire ad un libero scambio di merci, in quanto le stesse tutelate dalla legittimità di poter democraticamente circolare, in quanto poste al vincolo globale e simmetrico dalla Natura da cui dedotte, così come la Legge in sua tutela!




Se è vero, mi suggerisce il mio caro amico Nicarco, che ogni Elemento inquinato viaggia nella circolarità dei mari come dei cieli, dalla stratosfera sino al fondo dell’Oceano, allora deve essere altrettanto valida questa equazione, altrimenti non saremmo all’altezza morale e civile del bene sfruttato e in cui viviamo!

 

In quanto il buon Dio che ha pur Creato questa capacità evolutiva del libero scambio nella prospettiva della Vita, incaricando gli Dèi suoi Infiniti Elementi che noi andiamo a celebrare, e per ultimo l’umano, il quale (umano) si deve adoperare ad eguagliarne l’Opera ancor meglio dello scienziato, applicando ugual medesimo scambio anche nel valore dato alle proprie merci; agli Dei ci si deve ispirare in Ragione dello Spirito incarnato ed in perenne Viaggio.

 

Il mio amico Pitagora, assente per altri più importanti impegni mi suggerisce di riflettere in merito!




 Ovvero la materia subordinata al vincolo degli Dèi e sancita dall’unico Dio posto alla sacralità della Dottrina distribuita saggiamente agli uomini!

 

Ed allora, e di conseguenze, in nome degli Dèi per ogni cosa creata dall’inizio dell’Universo, è più che giusto regolamentare nonché disciplinare con maggiore severità e pena ogni futuro sacrificio, non più d’ogni essere vivente - o agnello che sia - posto all’altare d’una improprio paradossale credo, bensì ed al contrario, della detta materia all’altare del vincolo e giudizio di Dio!

 

Lo scienziato - seppur ateo - prenda nota!

 

Democrito mi odi e senti, per ogni atomo dato e studiato è hora di sottoporlo al severo giudizio di Dio, in quanto avvelenato e seviziato!

 

Questo argomento è il più importante accordo il quale globalmente sancisce e disciplina ad hoc la salute, ovvero la futura salute d’ognuno in ugual medesimo Simposio.

 

È giunto il Tempo di opporre severe leggi a tutela, ovvero dei muri per tutti coloro che intendono avvelenare il nostro misero pasto!  

 

O ultima cena!

 

(Giuliano)     








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