CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

martedì 27 febbraio 2024

LEGGE SUL RIPRISTINO DELLA NATURA

 










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UPTON SINCLAIR      


Prosegue...: 


a Giugno del 24







Con 329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni, la plenaria dell’Europarlamento ha approvato la legge sul ripristino della natura, evitando l’ultimo assalto tentato dai partiti di centro ed estrema destra.

 

Anche gli esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno votato contro – la stessa premier Meloni ritiene la legge un caso di 'fanatismo ultraecologista’ –, ma inutilmente.




Adesso resta solo un passaggio per concludere l’iter legislativo: dopo l’approvazione da parte del Consiglio – con cui è già stato trovato un accordo politico provvisorio –, il nuovo regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

 

‘Oggi è un grande giorno per l’Europa, perché passiamo dalla protezione e dalla conservazione della natura al suo ripristino – commenta il relatore César Luena – La nuova legge ci aiuterà anche a rispettare molti dei nostri impegni internazionali in materia di ambiente. Inoltre, ripristinerà gli ecosistemi degradati senza compromettere il settore agricolo, lasciando agli Stati membri una grande flessibilità’. Ma è proprio nella declinazione della legge a livello nazionale che si nascondono molteplici insidie.




Il nuovo regolamento fissa l’obiettivo di ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e tutti gli ecosistemi entro il 2050. Per raggiungere questi target, entro il 2030 gli Stati membri dovranno ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat contemplati dalla nuova legge (che vanno da foreste, praterie e zone umide a fiumi, laghi e coralli). Questa percentuale aumenterà poi al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050.

 

Target sfidanti ma necessari, dato che oltre l’80% degli habitat europei è in cattivo stato. In particolare, per migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli, i paesi dell’Ue dovranno registrare progressi in due di questi tre indicatori: indice delle farfalle comuni; percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità; stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati. Dovranno anche adottare misure per migliorare l’indice dell’avifauna comune, dato che gli uccelli sono un buon indicatore dello stato di salute generale della biodiversità.




Poiché le torbiere sono una delle soluzioni più economiche per ridurre le emissioni nel settore agricolo, i paesi dell’Ue dovranno ripristinare almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030 (almeno un quarto dovrà essere riumidificato), il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050 (con almeno un terzo riumidificato). La riumidificazione continuerà a essere volontaria per agricoltori e proprietari terrieri privati.

 

Come richiesto dal Parlamento, la legge prevede un freno di emergenza che, in circostanze eccezionali, consentirà di sospendere gli obiettivi relativi agli ecosistemi agricoli qualora questi obiettivi riducano la superficie coltivata al punto da compromettere la produzione alimentare e renderla inadeguata ai consumi dell’Ue.




Gli Stati membri dovranno inoltre ripristinare almeno 25.000 km di fiumi, trasformandoli in fiumi a scorrimento libero, e garantire che non vi sia alcuna perdita netta né della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani

 

La coalizione degli ambientalisti di #RestoreNature, composta da BirdLife Europe, ClientEarth, European environmental bureau (Eeb, che comprende l’italiana Legambiente) e Wwf esulta, sottolineando che nonostante gli sforzi dell’ultimo minuto dei gruppi conservatori e di estrema destra e la disinformazione delle lobby contrarie alla natura per silurare la legge, la maggioranza dei deputati è rimasta fedele al processo democratico e legislativo in atto, approvando l’accordo di trilogo di cui facevano parte. dei negoziati dello scorso anno.




‘La legge sul ripristino della natura è sempre stata molto più di una legge per ripristinare la natura – dichiarano gli ambientalisti – È un simbolo del fatto che l’Europa può e vorrà impegnarsi nella lotta per la sopravvivenza del nostro pianeta. Siamo sollevati che gli eurodeputati abbiano ascoltato i fatti e la scienza e non abbiano ceduto al populismo e all’allarmismo. Ora esortiamo gli Stati membri a seguire l’esempio e a emanare questa legge tanto necessaria per riportare la natura in Europa’.

 

Anche le associazioni ambientaliste italiane esultano per l’approvazione della legge sul ripristino della natura (Nature Restoration Law) da parte del Parlamento europeo. Secondo il Wwf Italia, ‘La legge sul ripristino della natura rappresenta un’opportunità storica per riportare la natura e il benessere delle persone al centro dei nostri valori. In un momento in cui l’Europa e l’Italia sono devastate da fenomeno catastrofici come inondazioni, siccità e incendi, questa legge contribuirà a garantire un futuro più sicuro e più sano per i cittadini europei’.




Il Panda evidenzia che ‘Nonostante gli sforzi dei gruppi di estrema destra e dei conservatori, alimentati dalla campagna di disinformazione delle lobby anti-ambientaliste volta a bocciare il provvedimento, la maggioranza dei parlamentari è rimasta fedele al processo democratico europeo, approvando l’accordo adottato lo scorso novembre’.

 

Dante Caserta, responsabile affari legali e Istituzionali del Wwf Italia, aggiunge che ‘L’approvazione della legge sul ripristino della natura è la migliore risposta alla campagna di disinformazione che è stata condotta negli ultimi mesi contro le politiche del Green Deal europeo. Siamo soddisfatti della scelta degli Eurodeputati di aver dato ascolto alla scienza e di aver respinto posizioni populiste e antiscientifiche. Ora chiediamo al Governo italiano di cambiare rotta e approvare una legge necessaria per il benessere della natura e delle persone’.




La Lipu-BirdLife Italia è entusiasta: ‘Definire storico questo momento non è affatto eccessivo. L’Europa si dota di una legge senza precedenti per rigenerare gli habitat naturali e gli ecosistemi di tutto il continente. E’ la cosa più importante accaduta nell’Unione Europea, sotto il profilo naturalistico, assieme alle direttive Uccelli e Habitat’.

 

Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia, conclude: ‘In questi due anni di cammino della legge – dichiara  – sono state superate difficoltà enormi, che nelle ultime settimane hanno toccato l’apice. Questo rende ancora più preziosa una vittoria che è dell’Europa migliore, delle associazioni ambientaliste e sociali, della scienza, delle imprese più illuminate e di quella politica saggia, che crede nella necessità di un mondo finalmente ecologico ed è consapevole dell’importanza primaria della natura.

 

Grazie alle tantissime persone che ci hanno sostenuto – conclude Polinori – firmando la petizione, e alle 300 tra associazioni, università, enti che hanno aderito al Manifesto per la Restoration Law lanciato dalla Lipu. E ovviamente grazie a BirdLife International e alle tante associazioni europee, agli scienziati, alle imprese, forti di un sostegno di oltre un milione di cittadini. Ora avanti tutta con l’adozione da parte degli Stati membri in Consiglio e i piani di attuazione nazionale. La biodiversità italiana ed europea ha urgente bisogno di azioni’. 

(GreenReport)






SPERANZE



La storia della Filosofia ci mostra soprattutto gli sforzi di riflessione continuamente rinnovati che lavorano per attenuare le difficoltà, per risolvere le contraddizioni, per misurare con crescente approssimazione una realtà incommensurabile con il nostro Pensiero.

 

Ma di tanto in tanto si conferma un’Anima che sembra trionfare su queste complicazioni con la forza della semplicità, l’anima dell’artista o del poeta, tenendosi vicina alla sua origine, riconciliandosi con un’armonia sentita dal cuore termini forse inconciliabili dall’intelligenza.

 

Il linguaggio che parla, quando prende in prestito la voce della Filosofia, non è compreso allo stesso modo da tutti. Alcuni pensano che sia vago, e così è in ciò che esprime. Altri lo sentono preciso, perché sperimentano tutto ciò che suggerisce. A molte orecchie porta solo l’eco di un passato svanito…

 

(H. Bergson)




  (1) Il sistema economico, cioè il processo produrre-vendere-consumare, si può ricondurre ad un unico parametro: il denaro. Il sottosistema economico non può integrarsi in un sistema complesso come la Biosfera, in stato stazionario e con un gran numero di variabili. La crescita economica in sostanza impedisce l’omeostasi della Biosfera, che perde la sua capacità di mantenersi in condizioni vitali.

 

In un sistema vivente questo significa la morte. A maggior ragione, se pensiamo che il sistema economico debba essere in crescita continua, la fine è sicura.

 

Un sistema economico in crescita permanente può essere solo un breve transitorio, un fenomeno patologico della Biosfera che conduce ad un punto di collasso. Questa è una posizione ottimistica: il vero pessimismo è pensare che la crescita continui per lungo tempo, perché questo significherebbe un mondo terribilmente degradato.

 

L’uomo non evita mai le catastrofi, ne guarisce: speriamo che sia vero.





(2) L’Ecosofia T é la personale risposta di Naess alla crisi ecologica globale (dovuta al costante dominio e globale applicazione circa una errata interpretazione economica, scritta nel binomio crescita rivoluzione industriale, nell’esercizio delle sue ed altrui funzioni applicate…). Essa muove dalla constatazione di un negativo che ancor prima di essere materiale, ambientale, è esistenziale.

 

L’inquinamento, la distruzione della biodiversità, lo sfruttamento delle risorse sono motivazioni superficiali, accettabili ad un primo livello di comunicazione del problema, ma essenzialmente antropocentriche, cioè incentrata sull’uomo, mentre alla Natura viene conferito un significato solamente strumentale, ossia in termini di uso e abuso da parte dell’essere umano.

 

L’essenza dell’ecologia profonda, o ecosofia, consiste invece nel porsi domande più radicali, laddove l’aggettivo radicale indica esattamente l’atto, o meglio l’attività, di interrogarsi circa il perché della crisi ecologica. L’ecosofia supera il livello scientifico fattuale per approdare a quello del perché si sia prodotto un certo stato di cose. L’ecosofia si presenta, dunque, come una forma di saggezza, di visione profonda, la quale muove dalla gravità della situazione (ambientale ed esistenziale), proiettando la domanda di cambiamento.

 

L’ecosofia supera il livello cosiddetto scientifico fattuale per approdare al livello del Sé dove Sé sta per totalità organica e della saggezza della Terra. L’intuizione di fondo è, allora, quella di una visione completa o totale del mondo e delle cose. La consapevolezza ecosofica suprema consiste nell’idea che non possiamo operare alcuna scissione ontologica netta nel campo dell’esistenza, si tratta della consapevolezza di una relazionalità intrinseca di ciascun ente nei confronti di ogni altro, la quale viene formulata per la prima volta da Naess nell’articolo del 1973 attraverso l’immagine del campo relazionale totale…

 

Le scienze naturali (lo abbiamo già letto con ugual concetto espresso dal Guenon), attraverso il loro modello oggettivo di realtà, ci offrono solamente dei punti di riferimento comuni (come nel caso della fisica le coordinate di spazio e tempo) ma questi punti non sono luoghi reali, non esistono come realtà fisiche. Essi creano una struttura pura o astratta, nel senso di priva di un contenuto materiale o di altro tipo.

 

La struttura appartiene alla realtà, nel senso che ci serve per interpretare la realtà e orientarci in essa, ma non è la realtà. Bisogna allora, secondo Naess, modificare la nostra percezione della realtà, distinguendo tra strutture astratte, o entia rationis, ovvero tutti quei concetti e parametri, scientifici o meno, che utilizziamo per organizzare la realtà, e contenuti concreti, la nostra reale esperienza spontanea del mondo. Bisogna ritornare al mondo in cui viviamo, al concreto mondo della vita.




 (3) Seguendo talune scuole di pensiero, ci troviamo in un mondo con entità mentali, senza alcun confine preciso, di cui gli umani sono solo componenti: quindi l’Etica deve riguardare tutta la Natura. Questa idea è presente in molte filosofie di origine indiana (Buddhismo e Jainismo), dove l’etica riguarda non soltanto gli umani, ma anche gli altri esseri e le entità naturali.

 

L’emergenza di fenomeni mentali rende un sistema complesso degno di considerazione etica.

 

Gli altri viventi, una foresta, una palude, un termitaio, una specie sono entità dotate di mente: partendo da un altro approccio, già lo psichiatra junghiano James Hillmann (Autore, fra molti altri libri, di Politica della bellezza e Il piacere di pensare) parlava della nostra immersione nell’Anima del mondo.

 

L’etica richiede una sorta di empatia verso tutte le entità naturali.

 

È evidente che si può parlare di mente associata al sistema totale, ovvero a tutta la Biosfera: abbiamo così ritrovato l’idea di Gaia già teorizzata da altri scienziati (Lovelock, Margulis, Sheldrake). È chiaro che ci siamo portati su posizioni ben lontane dall’idea tradizionale dell’uomo che studia dall’esterno e manipola a suo piacimento un mondo fatto di materia-energia.

 

La distinzione fra mondo energetico-materiale, al servizio della nostra specie, e mondo mentale-psichico-spirituale, che un tempo era considerato - nella cultura occidentale - come esclusiva umana, si è dissolta. Qui siamo molto lontani anche dall’idea che la mente sia soltanto ‘il prodotto’ di un sistema nervoso centrale.

 

…E Gregory ammise che la Mente associata al Sistema Totale era molto simile all’idea di un Dio immanente (da un libro di Fritjof Capra).


(Prosegue...)









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