giuliano

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IL TOMO

venerdì 17 maggio 2013

ALCATRAZ ISLAND (3)













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Se le nostre disavventure sono le disgrazie dei nostri genitori, quelle
di Roberto Stroud ebbero inizio prima che egli nascesse....
Beniamino ed Elisabetta Stroud erano da poco sposati e già tra loro
erano sorti degli attriti. Parte del disagio cessò per l'intervento del-
la famiglia di lei, e soprattutto alla inaspettata gravidanza di Elisa-
betta.
Beniamino Stroud era alto, bello, di buona e benevola famiglia dell'-
Indiana.
Socievole, sentiva gioia la vita; e, se i tempi erano buoni, sapeva far
quattrini. Aveva uno sguardo irrequieto e non partecipava che ad una
sola bottiglia quando la compagnia era corretta.




Elisabetta sposatasi con Stroud, era di molto più vecchia di lui, e ve-
dova con due bambine. E se Beniamino si impegnò assolutamente a
sposarla, è segno che essa lo aveva legato profondamente a sé. Ed
è probabile che si spaventasse un poco nello scoprire la gravidanza,
che presto gli avrebbe portato un terzo figlio.
Elisabetta McCartney Shaefer Stroud era una donna formidabile ed
attraente. Primogenita di una famiglia di dodici membri, crebbe co-
me in una potenziale dinastia fondata da un rinomato pioniere, il
giudice J. F. McCartney.




McCartney, accogliendo il grido di Lincoln, accorse e combatté nella
guerra civile, e poi, da capitano, si ritirò e si stabilì nella metropoli
dell'Illinois.
Studiò giurisprudenza, fondò una banca, e diede il suo appoggio nel-
l'organizzazione del Partito Abolizionista. Alla sua morte, a 84 anni,
egli lasciava un patrimonio di un miliardo di dollari; fatto non molto
disdicevole per un giudice, e nessuno poteva dimenticare che Mc-
Cartney mai bevve, mai imprecò; quando montava in collera la sua
espressione più forte era 'Prete Giuda'.




Questa figura deve aver fissato uno straordinario modello su cui la
sua figlia maggiore giudicherebbe gli uomini.
Elisabetta si sposò giovane, con un serio appaltatore chiamato Scha-
efer. Seguendo la tradizione di famiglia, Shaefer percuoteva l'ostinata
Elisabetta; ed essa finì per abbandonare il marito, che durante la gra-
vidanza di una sorella si impose duramente.
Essa mostrò un odio per le percosse, le quali portarono nel suo animo
un triste turbamento e più tardi lo passò in eredità al suo diletto figlio
Roberto.




Contro la volontà della sua famiglia, Elisabetta persuase Beniamino
ad andare verso occidente. Pensando di fuggire i loro guai, essi lì
costruirono in un nuovo ambiente.
La località scelta fu Seattle, dove giunsero nell'estate del 1889, ma
solo per osservare una città carbonizzata, un'immobile rovina fuman-
te. Due giorni dopo il loro arrivo, Seattle, città di 20.000 abitanti,
veniva completamente distrutta da un incendio; ricostruita in legno,
un secondo incendio la ridusse in cenere dalle fondamenta.




Beniamino Stroud si trovava tra i 600 uomini che pensavano ad
una nuova città, mentre gli ultimi tizzoni fumavano ancora.
Avuta una tenda vi sistemò la famiglia, e poi trovò un impiego.
Quella sistemazione toccò profondamente la moglie, che teneva
però nascosta la sua avversione, e cucinava all'aperto i frutti di
mare.
Beniamino portava il suo peso, ma Elisabetta presto reclamò che
egli sosteneva il disagio con il bere, e diventava ingiuriosa e sprez-
zante. Beniamino insisteva di voler distruggere il figlio non ancora
nato; ed essa scrisse:
'Poiché rifiutavo, il suo contegno a mio riguardo... mi tenne per tut-
to il periodo della gravidanza, in uno stato confinante con la pazzia'.




La tenda di Stroud venne sostituita con stanze ammobiliate, poi-
ché Seattle si ricostruì rapidamente con case di laterizi e cemento
armato al centro, e alla periferia in legno.
In una di queste, in una fredda notte del gennaio 1890, venne alla
luce Roberto Stroud....
(Prosegue....)













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