CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

sabato 25 maggio 2013

KNUD RASMUSSEN








































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Knud Rasmussen (2)











Era come arrivare in un paese completamente nuovo.
Ci eravamo abituati a vivere fra persone che si basavano principalmen-
te sulla selvaggina di terra e cacciavano animali di mare solo dal ghiaccio
stabile. Ora improvvisamente ci trovavamo nel mezzo di una cultura cre-
ata dal mare aperto, fra uomini che in una lingua sorprendentemente vi-
cina al nostro groenlandese parlavano di balene e belughe, foche e foche-
barbate, cacciate dal kayak o dall'umiak.
E vedevamo che gli umiak erano esattamente dello stesso tipo di quelli
groenlandesi, e gioivamo doppiamente delle loro sagome familiari, pro-
prio perché avevamo appena incontrato tribù che non li conoscevano
nemmeno di nome.




I piccoli bianchi villaggi di neve che avevamo imparato ad amare erano
stati sostituiti da capanne di assi, da case di legno o di torba la cui inte-
ra organizzazione corrispondeva a quelle groenlandesi, e i miei due gro-
enlandesi spalancavano gli occhi e si credevano quasi a casa, anche se
nel corso di quei tre anni si erano allontanati sempre più dal loro paese.
Questa fu la prima impressione, ma penetrando un po' più a fondo, tut-
to era comunque molto diverso dalle nostre coste.
Il fiume Mackenzie era stato il grande portatore di cultura, e così come
le sue potenti correnti avevano strappato foreste dalle radici trascinan-
dole su tutte le spiagge su cui passavamo, anche la cultura eschimese e-
ra stata sradicata dal suo antico ambiente, creando un periodo di tran-
sizione in cui ora ci imbattevamo.




La caccia in mare non era più l'unica attrattiva, si era aggiunta la cac-
cia all'oro e al denaro e aveva rivoluzionato tutti i rapporti.
La Hudson's Bay Company non dominava più il mercato, i cosiddetti
compratori in contanti discendevano i fiumi e stabilivano il prezzo di o-
gni pelliccia, e la grande concorrenza fra i commercianti lo aveva fatto
talmente salire che improvvisamente gli eschimesi di quella terra ricca
di animali da pelliccia erano diventati benestanti. E quelli che con la
vecchia caccia erano abituati a contare solo sui depositi invernali, e
perciò basavano la loro produzione sul singolo anno, ora avevano a-
vuto la comprensibile idea che, se avessero potuto agire e vivere co-
me i loro superiori - gli uomini bianchi -, allora sarebbero diventati
come loro.




Erano tutti eccellenti cacciatori e perciò per loro non era difficile con-
centrarsi su un gigantesco volume di affari che trascurava completa-
mente ogni ragionevole riguardo per il futuro e la vecchiaia.
Questo era il motivo per cui improvvisamente ci trovavamo in mezzo
a un popolo distinto e indipendente. Il prezzo di una volpe bianca era
di 30 $, e fra novembre e aprile se ne potevano catturare molte. Inol-
tre c'erano altri animali da pelliccia: volpe rossa, volpe argentata, vol-
pe crociata, volpe nera, topo muschiato, moffetta, castoro, lince, er-
mellino, martora e altri ancora.




Perciò non era strano che gli eschimesi con un po' di amor proprio
si chiamassero fra loro 'Capitano' e fossero proprietari di golette.
Tali golette, del tipo a fondo piatto in uso intorno al delta dei grandi
fiumi, potevano comprarle per 3000 $, ma in compenso non ne ave-
vano molto bisogno.
D'estate potevano spostarsi per andare a trovare qualcuno a fare
una sorta di mondane vacanze estive dopo la chiusura della caccia
agli animali da pelliccia.
Ma la loro vera caccia la praticavano dagli 'umiak' o dai battelli da
caccia alla balena, economici e molto più pratici. Naturalmente la
maggior parte di queste golette aveva il motore, e in genere in o-
gni campo avevano chiesto l'aiuto delle macchine.




Le abili dita delle donne, che così spesso avevano avuto occasione
di ammirare mentre cucivano le pelli, erano state sostituite da mac-
chine per cucire.
Si era imparato a scrivere, ma per essere al passo coi tempi anche
in questo, la maggior parte degli uomini aveva una macchina da scri-
vere, sebbene la quantità di corrispondenza che sbrigavano non per-
mettesse loro di fare esercizio battendo sulla tastiera.
Anche le macchine per tagliare i capelli e fare la barba facevano par-
te dei generi di prima necessità, ed era molto comune vedere la gen-
te con macchine fotografiche.
Le vecchie e pratiche lampade a grasso venivano tenute come curio-
sità offerte ai turisti per 30 $, mentre la gente usava lampade a gaso-
lina o al massimo a petrolio.




Inizialmente, fra quelle persone spregiudicate mi trovai come un inge-
nuo residuo del passato, quando cominciai a parlare di leggende an-
tiche e antiche tradizioni, e nelle prime settimane - in cui dovetti com-
battere una dura lotta per affermarmi in mezzo a quella confusa ristret-
tezza di vedute - rivolsi molti pensieri malinconici verso est, verso gli
uomini e le donne per i quali la saggezza degli antenati era ancora sa-
cra.
Tanto per cominciare, qui i narratori di leggende consideravano se
stessi come specialisti di storia e geografia locale e di mitologia, e la
loro tariffa per una specie di visita o imposizione delle mani era di
25 $.
Se tale era la tariffa per il lavoro fisico, perché quello spirituale dove-
va essere valutato di meno?




Non appena si sparse la voce che ci interessavamo di cose etnogra-
fiche, gli astuti commercianti di antichità cominciarono a spunta-
re da ogni dove non facendosi scrupolo di pretendere fino a 50 $
per un paio di ornamenti da labbra trovati in una tomba.
Si comprende il mio disorientamento.
Ma fortunatamente la cultura mal digerita non è più radicata di un
po' di vecchia sporcizia che si può lavare via, e non ci volle molto
perché riuscissi a ridestare l'interesse delle persone per il loro pas-
sato.
Un'ora dopo l'altra raccontai loro del tutto gratuitamente ciò che
avevamo visto durante quel viaggio - i vecchi sciamani che sulla
storia dei tempi andati la sapevano molto più lunga delle persone
con cui ero adesso - e alla fine riuscii a rompere il ghiaccio con
tanta energia da poter lasciare il Canada occidentale con molte
cose di valore e nuove conoscenze.
(Prosegue......)














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