giuliano

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IL TOMO

domenica 9 giugno 2019

GIRO GIRO TONDO... ovvero l'uomo della stiva e quello della riva (9)






































Precedenti capitoli:

Dello Straniero... 

Sperimentati dal nostro elaboratore Al... (5/6)

Prosegue fra...

L'uomo della riva e quello della stiva (10)













Noi siamo più sensibili dei cani e dei gatti alla rarefazione dell’aria. Se non avessi fatto delle ricerche sulle scimmie, avrei potuto credere che questo fosse l’effetto di una debolezza delle nostre cellule nervose.

Qualche pessimista avrebbe anche potuto dire che questo sia il risultato di una degenerazione prodotta dalla civiltà. Ma la legge di questi fenomeni è un’altra e può enunciarsi in questo modo:

“Quanto più un animale ha il sistema nervoso sviluppato, altrettanto sente più l’azione dell’aria rarefatta, e si addormenta in essa più facilmente”.




Le scimmie hanno sofferto più dei cani e questi più dei gatti, e i gatti più delle marmotte, per depressioni eguali, quando furono messi sotto la campana pneumatica. Gli uccelli soffrirono meno dei conigli, dei porcellini d’India e dei topi. Le rane meno di tutti. Basta per ora enunciare questa legge senza svolgere nei particolari tutta una lunga serie di osservazioni che feci sugli animali di ogni specie che mi capitarono alle mani. Avverto però che in ogni specie trovai degli individui che soffrono più degli altri a pressioni relativamente basse. Perché l’uomo e le scimmie dormano più facilmente quando…




Fors’anche vero, la ‘degenerazione’ fisica non meno che ambientale e sociale sottoposta a diverse condizioni ed altezze non meno di vaste ‘profondità inesplorate’ (Anima o Spirito di un medesimo Oceano nato) imporre costante dovuta riflessione circa l’umano dalla ‘bestia’ nato; specifica, oltre che esperimento, accordato all’Angelo d’un mondo Creato ma certo non del tutto compreso.

Ed anche in cotal caso enunciato alla ‘doppia’ gradazione a cui soggetto lo Spirito nominato; alla spirituale gradazione alcolica, cioè, per taluni, e/o, al giusto grado dello Spirito astemio del presunto peccato… mai consumato!   

Come respira l’uomo della Stiva alla Cima quanto inabissato oppur fagocitato dal mare navigato… e conquistato?!

Non certo un segreto.

Tutto vien sperimentato…




Ogni Angelo incontrato svela il dovuto mistero taciuto, anche con il ‘sonno della Ragione’ così grato all’anno prossimo… remoto e futuro, giacché la Storia una piatta Sfera ove non accordata giusta geografia oltre il piatto mare della Stiva!

Pur se tonda sempre piatta al servizio dell’Ammiraglio.

E come ‘intendeva’ medesimo ugual cielo e mistero l’uomo ancor muto ed evoluto un Tempo… e dalla Riva nato!?

Certo qualcosa li accomuna ed in qual tempo annulla:

‘Nulla’!

Profondo ugual mistero governare la Parola dicono Evoluta.

‘Nulla’ scorge e comprende! Giacché tutto appartiene al Regno del Cielo dalla Parabola (ri)distribuito.

Come cogita, dunque e di conseguenza, retto proprio ed altrui intendimento!?

Nel ‘Nulla’ d’ugual mistero!

Come restituisce l’aria pura ricevuta e successivamente contraccambiata?!

‘Nulla’ anche se avariata!

Cosa ci suggerisce l’uomo della Stiva al porto dell’eterna sua ed altrui conquista?!

‘Nulla’ purché il mondo giri in tondo!




Gira il mondo! Gira la Terra…!

Costante motivo e intendimento e mai sia detta cantilena!

Gira la Terra… &

Tutti e ‘Nessuno’ giù per Terra…

E con Lei la Caravella…

Gira il bruco la Lumaca la formica…

Del Lombardo ‘Nulla’ si dica!

È raccomandato dall’uomo della Stiva!

L’ape s’arrampica su per l’amaca vuol controllare quale Dio governa cotal Creato.

Se ‘Al - serie 9000 -’ oppure ciò che più lo ispira controlla comanda e sprona… ‘rotta’ della Via:

Vuol assaporare il nettare Fiore della Terra qual Universo proteso, Viaggio da cui il miele della propria altrui breve infinita esistenza.




Il lungo Viaggio migrato(re) rotta d’ogni Elemento sposato e da una bussola non ancor ben compreso e decifrato forse perché da un Dio crittografato, approdato qual Ulisse alla propria conquista confermare l’eterna millenaria venuta ad annunziare lieta novella suono d’un’antico canto accompagnare non solo la Primavera.

…Morta prematura ornare lieto ‘quadro’ per altrui vil mano.

Di cui il Direttore dell’intera orchestra agita e comanda simmetrica invisibile Parola.

…Nuota striscia e vola comporre l’universale spartito da cui nessuno più udirne la nota… così come la strofa… non men che il profumo frutto appestato… dacché l’alchemica nuova ‘dottrina’ è cosa seria…: per ogni nuova lega la danza della morte rinnega il Principio in nome della Fine all’opposto di come lo spartito e l’orchestra dettata da un più umile Dio intonarono il cantico… 

Dopo aver seppellito (il) Francesco con tutte le creature...  

(& Salieri non sia da meno!)

…Misura della musica dalla parola derivata oppure interpretata… Pur ugual nota mutata oppure inciampata… in ciò di cui la Natura maestra… o solo morta materia… divenuta…  




Prima della Parola una Musica antica Rimata accompagnare ogni Poesia della Natura per ciò di cui si nutre Pensiero e Parola.

Universale Visione in cui il Creato(Re) imporre monolitica presa di coscienza.

La scimmia evoluta dallo stesso spartito di Concerto annunziare la propria venuta: mira all’Albero di Superiore manifesto ingegno. Mira alla  Parola, la qual per propria superiore natura, vola alta nel ‘simmetrico’ invisibile Elevato Pensiero.

Da un diverso albero maestro da cui ogni cima apostrofare la Genesi del dovuto intendimento per ciò che diverrà ‘retta’, e dicono, evoluta dottrina suggerire compiuto non men che ‘retto’ coniugato intendimento.

…Per ciò e da cui differenza, distinguere e dividere retta pronuncia non più ‘glutterata’ e pazza Natura derivata, dopo la grande conquista della Prima Scimmia… annunziata…

S’accosta odora…

S’agita ma non divora!

Non è ‘materia’ da glutterare di fretta…

Chiama a viva voce confondendo oste ed albergatore…

Cerca l’Albergo l’Adamo e l’ingegno dismesso.

(Con le dovute ‘articolazioni’ al ‘retto’ Gioco convenuto: ‘il’… ‘la’… ‘le’…)

Ad intervalli chiama il portiere vuol udienza dall’amministratore!

Minaccia l’intero Albergo non men che lo Straniero ivi esiliato… e non più albergato…

Oppure recluso per superiori motivi e Stato…















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