CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
DIALOGO (filosofico) FRA DUE CACCIATORI

lunedì 13 marzo 2023

PRIMA DELLA PAROLA (24)

 









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Se teniamo ferma l’Idea del linguaggio primordiale, il suono costituirebbe il corpo delle parole, mentre il ritmo corrisponderebbe agli Elementi semantici e grammaticali che diffondono la luce della comprensione sul corpo sonoro. Le cosmogonie vediche e indù ci riferiscono che fin dai tempi mitici gli dèi e i demoni conoscendo la potenza del sacrificio sonoro, lottarono accanitamente per impossessarsene. Le tradizioni euroasiatiche ci dicono che gli dèi e i demoni non esitavano talvolta a fare un cattivo uso della primordiale forza del suono, ottenebrandola con la menzogna.

 

La Tandya Maha Upanishad riferisce che a causa di questa situazione insostenibile la parola un giorno fuggì, insieme agli dèi andando ad alloggiarsi nelle acque e negli alberi, nei tamburi e nelle cetre. Ciò vuol significare che una parte della forza sonora si rivestì di materia. Da questo momento inizia la decadenza parziale del mondo acustico e le nuove immagini non sono che i riflessi delle antiche immagini acustiche. Ma benché un gran numero di queste immagini materializzate siano prive di ogni sorta di voce, tutti gli esseri e tutti gli oggetti rivestiti di materia continuano a partecipare in qualche misura della sostanza acustica, sia con la loro voce, sia con il suono che se può trarre o semplicemente con il nome che portano. Così si costituisce fra l’uomo e l’ultimo degli oggetti animati una scala di partecipazione decrescente, dalla materia alle sostanze acustiche.

 

Ad ogni modo il secondo stadio della creazione reca una notevole diminuzione della sostanza musicale.   

(M. Schneider)     


          

      

Come al meglio rappresentare l’icona, quale immagine ‘sonora’ dell’odierno male divenuto parola, ovvero Satana incarnato nella materia in attesa dell’Apocalisse qual ultima nota conferita presiedere la fine e il Giudizio che tale spartito preannunzia?

 

La quale dispiega la sua forza, non certo tellurica cosmica o acustica, ma nuovo assoggettamento atomistico del Sacro Elemento subordinato e ridistribuito, non secondo la Legge del Creato - universale Elemento dedotto ed esplicitato all’interpretazione ‘filosofica-dottrinale’ che al meglio la intende o vorrebbe, ma al volere del male assoluto; il quale per sua caratteristica, certamente né filosofica né tantomeno divina, invade ogni luogo del Sacro, sia esso della Natura, violandola  profanandola e piegandola al suo malefico volere; quanto l’umana natura qual ultimo o secondo arrivato, giacché da Lei nato.

 

Come dicevo, in un moderno sistema ‘acustico-pittografico’ descrivere o dipingere il degrado…




[di questo nuovo dio e il suo occhio, che tutta scruta e nulla vede, che tutto ode e nulla comprende, il quale invade o vorrebbe, con tutta la sua carente molestia affine al rumore distribuita dalla nuova parabola, compromettere o sopprimere ogni Giudizio morale, ovvero un più elevato Giudizio accompagnato dall’interpretazione del retto Pensiero udito e suggerito da Madre Natura (incarnata nell’Elemento acustico della materia come abbiamo poco fa’ letto), sottoposto alla forza della tortura a cui la primitiva Coscienza di cui ogni gene (e Genio) partecipa, oggi come ieri degradata alla bestia meccanizzata]

 

…comporta una adeguata  apocalittica e più efficace icona la quale ci suggerisce a cosa (o meglio ‘fine’) questo nuovo mito del progresso aspira.

 

Un più moderno ‘simbolo’ per al meglio intenderla!

 

Dal pittogramma volgiamo nostro malgrado allo psicodramma…

 

Occorre dunque una nuova metafora ‘simbolica’ come ‘sonora’ per non più riproporre ma rinnovare la vera e più elevata Creazione donde nati prima della difettevole limitata limitante parola che pur descrivendo nulla sembra comprendere di quanto legge; in quanto questa sorta di bestia meccanizzata difetta per sua alterata meschina natura, della retta dovuta comprensione partecipativa, e non solo simmetrica agli eventi sonori da cui nato, ma altresì nei limiti evidenti a cui appartiene, pur credendo il contrario, e di cui in forza della tortura manifesta e conferma, non volendo, (ed in forza contraria all’originaria nota) la Parola dell’Infinito enunciato a cui apparteniamo, destinando il psicodramma alla secolare sventura che accompagna ogni epoca priva della dovuta nota.

 

Ovvero il simbolo astratto e non compreso assoggettato alle ambizioni evolutive (o meglio involutive) dell’automa parlante o nuova bestia meccanizzata, la quale sopprimendo Pensiero Poesia e Parola…




[se pur ripetute o recitate - come imitate – prive però delle caratteristiche che distinguono l’atto del Pensiero Primo e l’onda sonora su cui viaggia e da cui nato, l’onda sembra aver ceduto il passo suo malgrado, ad una diversa conquista per come si propagano luce e suono ed il Tempo nato; e non certo scure tenebre e rumore per come l’intera Opera evoluta ma non solo nella apparente realtà mitologica; infatti il nuovo ed antico prometeico intento, come quello successivo all’atto del Pensiero approdato alla Parola facenti parte dell’evoluzione successiva alla prima èra d’un stesso ugual spartito sonoro, con la creazione fuggita ed incarnata nella materia, fanno evolvere (dissolvere o regredire) l’intero sistema neuronale concernente la materia in atto, ad una serie di nuovi impulsi istintivi ed elettrificati spacciati e rivenduti per ‘naturali’; mentre sappiamo bene che l’intera Anima-Mundi da cui proveniamo gode per sua Natura di capacità connesse non l’intero Ecosistema per ogni percezione partecipativa (quella povertà di mondo di cui le bestie differenziate nella disastrosa incomprensiva lacuna della nostra ricchezza: ed anche in questo caso bisognerebbe fare distinguo fra povertà e ricchezza di mondo partecipato). Gli esempi in merito abbondano, basti guardare al processo migratorio di talune specie per intuire il limite della nostra comprensione come percezione e non solo geografica del mondo… Si prenda nota dei cetacei i quali migrano anch’essi conoscendo le alterne correnti dei mari, potremmo dire l’onda giusta, si prendano gli astuti predatori capaci di cose impossibili all’uomo.., ossia tutti quei comportamenti facenti parte della muta capacità comunicativa da cui ogni più elevata percezione dell’onda sonora confermano la nota acustica da cui deriva siffatto enunciato…]




…ovvero ogni origine acustica da cui deriva o dovrebbe ogni Superiore certezza al di fuori della limitata limitante materia (la cui unica espressione sembra essere solo la costante ripetitiva tortura), subordinata qual Secondo ‘atto’, e di cui carente su ugual piano di creazione (eppur e mi ripeto, convinto del potere di controllo dominio e oracolare preveggenza, ovvero ogni controllo della materia pensante o non) delle doti a cui aspira privandone l’altro (questo stesso concetto è stato ampiamente approfondito da Girard con il principio di capro espiatorio qual limitata indole detta ‘umana’).

 

Dacché per quanto si dica e dirà ancora, pur il primato raggiunto per ogni previsione divenuta disastro, il meccanizzato predatore vittima dell’acrobatico artifizio ci dà puntuale conferma della inferiore natura a cui assoggettato ed a cui aspira l’intero ramo evolutivo; di cui vittima e da cui rileviamo il progredito limite nell’incapacità di Essere e Divenire (come la Natura insegna); andando ad innestare tutto il vasto repertorio dei miti del secolare sacrificio accompagnati da demoni demonizzati esorcizzati ed inquisiti, precludendo ogni Sentiero di più nobile avvenire ed il limite - a cui ognuno Nessun escluso - esposto in questa falsa creazione; in quanto paradossalmente gli atti che ripete e consuma, identici nelle ère della crosta riflesse alla superficie della  medesima Storia. 

 

[Il fondo della crosta si raffredda e il fuoco alla superficie avanza divampa e forma l’iconica Apocalisse!]




Il Primo Elemento creatore acustico-sonoro che al meglio intende la Natura manifesta di Dio. Che al meglio la esplicita. Che al meglio la riporta al piano sonoro-creativo a cui ogni creatura aspira. La quale la svela e come tale costretto al sacrificio d’un falso mito. Questo abisso, fra il Primo e Secondo atto di medesima creazione crea la frattura, ove l’uomo non volendo precipita, e precipitando confonde urla e calunnia, qual limite imposto derivato e caratteristico della sua natura.

 

Ogni Natura può dirsi persa!

 

Fra il Primo e Secondo linguaggio ci sono ère genetiche di cui abbiamo partecipato, di cui portatori, e a cui ognuno aspira, e non solo nel Linguaggio Pensiero e Parola, ma anche nella forma reale della costante creazione, la quale per sua Superiore Natura tende ad essere immateriale ovvero aspira alla Prima nota, seppur come abbiamo letto, fuggita ed incarnata nell’Anima Mundi della Natura, così ne deduciamo che fra le due lingue regna una rottura di Simmetria, lo approfondiremo anche nel vasto mondo della Fisica, ove il mondo o meglio l’Universo nato, dalla rottura di questo primordiale oceano, da cui evoluto dapprima il gemito poi l’urlo della materia! 

 

Quindi risalta ancor di più seppur la supposta grandezza della nuova magnifica creazione, difetta.




La quale possa appena descrivere la realtà luciferina con cui il male impone la sua ed altrui volontà di controllo e nuova coscienza innestata. Un lento degradato processo di conversione, come ne abbiamo conosciuti e ancora conosciamo, nelle fasi della medesima Storia. Il Tibet ne rappresenta certamente un ottimo ma non ultimo esempio. E si badi bene, non certo una fantasia mitologica, una deviata psicologia, una visione strana o allucinata, una realtà deformata, uno stato maniaco-depressivo; ma una più che solida e lucida verità accertata da cui prefigurare una più ampia descrizione e testimonianza abdicata ai posteri della Storia, in cui il male va rimembrato, quindi indicato, nei vari gironi ove l’Anima di tanta infamia sia posta ad espiare il peccato consumato in virtù del suo padrone, in quanto le immutabili Leggi del bene della Natura e Dio - trionferanno e in qual tempo tremeranno - al cospetto inferno (e regno) - cui destinato Lucifero.

 

Tutto ciò, direte voi a cuor leggero, appare una fantasia più affine alla realtà patologica con cui si coniuga l’incomprensibile e più moderna odierna realtà affine al progresso, non percepita – quindi – rifiutata o rimossa - seppur vissuta da morti in vita. Seppur vissuta dall’Anima (non men dello Spirito) rinata da altre - tante innumerevoli - vite per narrarne l’inappellabile maleficio subito della Storia, e non certo infausto destino; da cui l’assoluto male della persecuzione non si è mai astenuto nella costante opera.


[PROSEGUE]








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