CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

martedì 25 aprile 2023

LA RETORICA DEL 25 (venticinque) E I NUOVI PARTIGIANI

 










Da precedenti 


meraviglie & stupori  


Prosegue con la... 


banalità del male







La retorica del 25 aprile è una ricorrenza storica, la quale come tale viene più che celebrata, rappresentata.

 

Ciò vuol dire che fra la messa in scena teatrale (compresi i dovuti allestimenti) e il soggetto rappresentato, soprattutto quando questo ‘storico’, corrono, oltre che innumerevoli trascorsi di altrettanti ‘frammenti’ ed ugual eventi storici, anche odierni paradossi.

 

Ed ancora, fra la rappresentazione e l’oggetto non sussiste continuità o legittimità data dalla compatibilità o incompatibilità della sua messa in scena!

 

E ciò che vuol sottintendere ed enunciare? (direte voi!)…  


In quanto tale la messa in scena (replico a tutti voi!) non certo tende ad esorcizzare il male, il misfatto, il fascismo odiernamente presente e quotidianamente subito, il quale fa parte tutto della Natura dell’uomo compreso l’italico non certo immune al morbo o al vaccino del 25, tende solo e più o meno (dipende molto dall’attore) ad interpretarlo (compatibilmente o non rimane un teatrale atto, dacché fra l’attore e la sceneggiatura storica sussiste una diversa realtà vissuta e non più interpretata).

 

In quanto tale cotal virus e morbo regna incontrastato…

 

(Fatevi una passeggiata nell’alta bergamasca e poi ditemi se il fascismo sia superato. Fatevi una breve gita in montagna e poi ditemi se cotal virus curato. Fatevi una passeggiata nell’esclusivo stend del padiglione della fiera del libro, e poi ditemi ancora se la casta accetta il vostro umile e non pubblicato quadernino almeno che il professore del partito del progresso non l’abbia posto all’indice di medesimo fascismo soprattutto quando le doti dello scrittorucolo tendono a superare il dotto maestro…) 

 

…Ovvero (scusate la parentesi giacché voi lettori siete tolleranti?) regna un uomo evoluto e consapevole della Libertà ed il libero arbitrio, e le sue alterne cicliche vicissitudini le quali costantemente ripercorrono i gradi di ugual medesima storia, e un Libero arbitrio concernente il Diritto completamente manipolato ad uso e consumo della casta economica come all’industria del potere la quale al meglio seppur l’apparenza la foraggia e ne assume i costumi di scena in costante replica.

 

Potere (inteso nella totalità del suo dominio con i gradi partecipativi con cui si manifesta [consolidandolo] riflessi nella cosiddetta società più o meno civile; non meno del potere cosiddetto occulto, in ugual gradi con cui si insinua in simmetrico contesto di potere, illuminanti sono i non certo superati eventi delle varie logge P2 e via dicendo…) il quale si riconosce consolida e cementifica nell’improprio e manipolatorio utilizzo del termine di libertà pensiero e libero arbitrio corrisposto - o ancor peggio rivenduto - all’acquirente, ovvero il presunto Libero cittadino… assiso alla Scala come alla portineria del degradato condominio.




Quindi quando i fascisti, gli odierni fascisti celebrano il 25 aprile ci sembra come se una volpe fosse stata messa di guardia al proprio pollaio con annesso un orto. Il condomino di certo ne gioisce, seppur ci dicono vigilato tutte le volte che coltiva le patate o la rivenduta bieta… dal famigerato guardiano dell’iper-mercato…

 

Il sentimento e la tolleranza che si accompagnano alla vigilata Libertà (assommato al Vigilantes della stessa) - e non solo di opinione - mostrano i loro dolenti sconcertanti statistici numeri a cui assoggettata, sia l’informazione che la libertà di espressione, tanto in Italia, associata alle migliori intenzioni interpretative, quanto ai ‘soci’ in ogni luogo posti, ‘soci’ i quali hanno assunto ed elevato ad improprie forme di governo incarnando eventi e comportamenti più concretamente fascisti…

 

…Ed io so bene ciò che dico in quanto costantemente aggredito dai fascisti di destra associati ai loro simmetrici di sinistra, per non tralasciare i cosiddetti associati nella terra di nessuno, ovvero tutti quelli che non essendo né di destra o sinistra (giacché alieni ad ogni forma di ideale o pensiero che non sia un agire senza pensare nel grado inferiore d’una bestia) in quanto mercenari del potere (sia questo economico che di arbitrio, il fu libero arbitrio appaltato al mercenario di turno), tendono ad asservire più padroni assieme, giacché il malsano principio asservito (o anche il più noto e antico feudo) socio-economico di libero mercato non conforme a qual si voglia ideale, impone il potere dell’affare, traducendolo e codificandolo immediatamente in puro fascismo o comunismo.




(Premetto per ciò detto neppure le più note Frecce Tricolore immune dal più noto pennello di Leonardo!)

 

La camicia o ancor meglio il costume di scena, indossata la mattina può essere alternativamente rossa o nera non c’è differenza!

 

L’unica differenza è l’etichetta sulla stessa e il mercato ove si è debitamente o indebitamente sottratta alla mano d'opera del suo legittimo proprietario!

 

Quest’ultimi dicevamo, i peggiori!  

 

In quanto hanno abdicato rimosso ed in ultimo rivenduto ogni coscienza asservita al Libero mercato, e in quanto tale, il più acerrimo nemico d’ogni Profeta il quale contrasta il Tempio, ogni Tempio ove vengono confusi e barattati merce e denari con i quali si coniano principi e falsi ideali.   

 

 In quanto tale il fascismo non differente da un suo proletario parente nominato malsano comunismo in difetto di corretta interpretazione d’ugual sentiero.

 

La storia pone i giudizi in merito.

 

Noi spesso cambiamo strada…

 

Ed infatti io credo che il 25 (aprile) debba rappresentare una data - fors’anche e meglio - una tappa ‘evolutiva’ in cui ogni forma di non rimossa aristocrazia di un certo Pensiero politico ad uso della messa in scena parlamentare e successivo consumo di una casta politica, la quale si eleva nel virtuale nonché tridimensionale ruolo non più celebrativo, bensì e mi ripeto, rappresentativo*; debba assumere ruolo e coscienza e non più maschera, circa il rimosso ideale abdicato alla rappresentazione non di certo esorcizzata così come più consono e greco costume e non solo della Commedia Tragedia e Farsa, ove si rappresentava non solo la contrastata tirannia…




 (* in quanto tale nell’effetto della tridimensionalità anamorfica tende a distorcere l’immagine originaria, deformandola a suo ed altrui improprio esercizio).

 

Fra l’esercizio della Ragione (o dell’Ideale* e non solo della presunta patria) e la sua fallace rappresentanza ne corre di Tempo e Storia propriamente o impropriamente tradotta  interpretata… e poi inscenata…

 

(*ovvero di una idea o ideale non geneticamente vissuto, in quanto tale seppur rinnegato, facente parte di un determinato codice genetico e credo; in questo luogo mi sovviene la famosa Lettera di Giuliano l’Apostata dettata in quel dì di Spoleto, la quale invitata i garanti dell’istruzione nel prendere atto del ruolo per cui incaricati, ovvero, se consoni ai costumi culturali pagani o cristiani e quindi essere coerenti con se stessi – innanzitutto - come con il prossimo! Un esempio, un più illuminante odierno esempio in simmetrico contesto ci giunge con l’inaspettato arresto di una docente di una nota scuola nominata alla memoria di Falcone e Borsellino, la quale, si presume, abbia perpetrato e consumato atti mafiosi a danno sia dello Stato come dei fanciulli tutelati e protetti dalla mafia… Quindi leggiamo… ancora… da Giuliano….)   

 

Liberato così il terreno delle accuse basate sull’equivoco, esaminiamo il ragionamento fondamentale di Giuliano, per analizzarne il valore.

 

Egli parte dalla premessa che fra la convinzione e l’insegnamento di un uomo deva esistere un accordo perfetto, e tale premessa non può che essere approvata da ogni persona ragionevole e coscienziosa. Da quella premessa egli trae la conseguenza che non potevano leggere e spiegare agli allievi Omero e gli altri autori antichi quei maestri i quali non credevano negli dei in cui aveva creduto Omero. Ora, noi sorridiamo a questa conseguenza di un principio giusto, perché ora a nessuno può passar pel capo di prendere sul serio la teologia d’Omero. Noi ammiriamo lo stile e l’arte d'Omero e di Virgilio, e siamo ancora commossi dalla parte umana dei loro poemi, ma la parte mitologica, se può interessare il critico, come documento letterario o storico, per la coscienza nostra è cosa morta.




 Or si guardi cosa curiosa; in fondo, in fondo, il regolamento italiano che regge l’istruzione religiosa nelle scuole elementari, e che fu dettato da quell’ingegno finissimo ed equilibrato che era Aristide Gabelli, si ispira all’identico principio che fu posto, la prima volta, da Giuliano.

 

Cosa diceva il Gabelli?

 

Diceva, dal momento che il catechismo entra nella scuola, deve essere affidato a persone che credono alla dottrina che vi è esposta, ed, in mancanza di queste, al solo maestro davvero competente che è il sacerdote, poiché, può essere questione discutibile se il catechismo deva entrare nelle pubbliche scuole, ma, una volta entrato, è cosa che ripugna ad ogni coscienza onesta il lasciarlo cadere nelle mani di chi ne farebbe argomento di confutazione o di dileggio.

 

Ebbene Giuliano diceva una medesima cosa.

 

Io non voglio, diceva, che i libri nei quali, ad ogni pagina, si parla degli dei di Grecia e di Roma, in cui io credo e metà del mondo crede ancora, siano nelle mani di maestri, interessati a smuovere la fede in quegli dei. — Per verità, mi par difficile essere un persecutore più ragionevole e più mite!

 

Avendo i migliori o i peggiori attori ed interpreti di un copione noto alla Storia, medesima ugual Storia rappresentata, sicché come più volte detto ancora sostengo seppur odiato per la mia barbosa barba:

 

…che rifuggo mimi buffoni e ballerine, mi astengo nel mangiar carne, singolarmente e nel plurale: non andiamo ai teatri, non consumiamo alcolici, non calunniamo il prossimo, non molestiamo e inquiniamo la Grande Madre, ci sembra sobrio ed altrettanto doveroso, prendere le dovute distanze fra il dire ed il ciarlare, un difetto antico e giammai superato tanto dalla Stato quanto dall’italico attore (politico e non) italiano.




Quindi rappresentiamo al meglio chi custode ed interprete della sana dialettica del 25 omaggiato, ovvero gli odierni e più onesti partigiani di questa ed ogni Terra liberata dal morbo del fascismo, giacché un male come già detto a cui nessuno escluso. Un male il quale, anche se indossa il suo costume preferito o di messa in scena o in onda indicando particella avversa, …non certo guarito, ma al contrario ampiamente diffuso…

 

Chi?,

 

…dicevo, i partigiani della sana e corretta evoluzione non certo avversa al progresso o al fascio suo invisibile amico e futuro alleato, bensì l’idealista che immune da qual si voglia maschera ideologica e conforme all’onestà del Libero Pensiero e della Natura che lo ispira come un Pensiero costante non più e solo rivolto alla patria digiuna di principi correttamente incarnati, ma un Libero e Verde pensiero che possa rappresentare quanto il fascismo, l’odierno fascismo ingombra il nostro più modesto e quieto vivere?

 

Chi?  

 

Penso che questi partigiani esistano o sono tutti coloro in rappresentanza delle associazioni ambientaliste di ogni ordine e grado, e senza dilungarmi su una falsa retorica pongo a loro la chioma giammai lo scalpo del quale il potere ne fa oggetto e scempio assieme al certo ideale incarnato…      




 

Ne enumero alcune….

 

 

WWF

 

Greenpeace


Mountain-Wilderness

 

Legambiente

 

Lav

 

Fai

 

Marevivo

 

Agriambiente

 

Associazione Animalisti Italiani Onlus

 

Anta (Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente)

 

Associazione italiana sicurezza ambientale

 

Cai (Club alpino italiano)

 

Enpa (Ente nazionale protezione animali)

 

Italianostra

 

Movimento ecologista europeo

 

Federazione nazionale guardie ecologiche volontarie

 

Federazione italiana pro natura

 

Guardia nazionale ambientale

 

Leidaa (Lega italiana difesa animali e ambiente)

 

Lipu (Lega italiana protezione uccelli)

 

Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali)

 

Sigea (Società italiana di geologia ambientale) 

 

Touring Club









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