IL GRASSO LEGNAIUOLO

IL GRASSO LEGNAIUOLO
& UN MONDO PERDUTO

mercoledì 20 maggio 2020

LO SPIRITO DI CONQUISTA (16)














































Precedenti capitoli:

Dell'Esposizione Universale (15/4)

Prosegue nello...:


Spirito di conquista (17)















& nel Capitolo (quasi) completo


....della stessa (18)














Con lo stesso criterio adottato per il capitolo precedente, dei sistemi evolutivi, come e cioè, l’Esposizione Universale rappresenti l’emergente nuova premessa germe della Rivoluzione industriale e non solo, esaminiamo anche il contesto dell’informazione, dei libri e soprattutto, emergenti giornali a scopo divulgativo.




Con lo stesso sguardo del naturalista, quindi, come appena detto, ciò che segue è un ottimo esempio, come molti altri di ‘buona informazione’ scientifica e non solo, proiettata nella fattispecie di una futura logica ‘geopolitica’ miope per propria natura; dacché da ambedue i Continenti in perenne ascesa e/o alla deriva, ci dobbiamo e dovremmo chiedere, per intendere questa mia breve premessa, chi evoluto, e non solo sui nuovi sistemi di stampa che simmetricamente andremo ad illustrare con ugual ottimi - articoli cornici e contenuti - dell’arte detta nella sua ‘riproducibilità tecnica’, fino al variegato mondo di Internet, ove se Benjamin fosse ancor in vita, esprimerebbe il proprio giudizio.

Io, da indipendente, documento voi questa mia breve (lettera).




Al contrario, mi astengo nel porre un giudizio, e per la corretta evoluzione adottata qual parametro di valutazione riporto qualche breve documento letterario, a riprova che il ‘quarto o quinto’ potere associati ad una secolare inquisizione del libero pensiero non meno del libero arbitrio difettano (e non solo nel rinomato ‘paesino’ donde scrivo) per loro natura…

La verità, e chi sa coglierla, appartiene anch’essa ad una  dolente nota dell’evoluzione, e non certo confacente all’uomo se pur pensandosi con ogni mezzo al fine d’ottenerla evoluto; la sola Natura riesce, ad espletarla, cioè, in grado di poterla, nell’apparente silente mutezza in cui costretta, testimoniare la verità detta.




Con la promessa di non annoiare il lettore percorriamo codesto breve cammino evolutivo, meditando circa ogni Verità offerta difettare, soprattutto se posta nell’ottica di una vasta platea, e se pur ben ragguagliata o argomentata, sappiamo che racchiusa nella ‘dubbia natura’ d’ogni uomo in qualsiasi continente esposto, e chi si dedica alla verità qual ‘Anima-profetica’ dedita alla vera superiore Natura donde deriva la verità detta, avrà sempre una, per come si può intendere la stessa evoluzione riflessa, vita molto dura…

Questa lotta troppo antica per essere abdicata alla materia!



  
Quando verrà il giorno in cui scopriremo che non è più vantaggioso impadronirsi del territorio di un vicino?

Non lo sappiamo.

L’unica cosa che possiamo affermare con assoluta certezza è che quando arriverà, la nostra prosperità sarà aumentata di cinque o dieci volte.

Questo errore, o brama di possesso, ha prodotto conseguenze di cui proseguiamo a parlare. Proprio come gli individui immaginano che staranno meglio con possedimenti più grandi, così le persone immaginano che la loro prosperità e felicità saranno direttamente proporzionali all’estensione territoriale del loro paese. Da qui una le aberrazioni più sciocche della mente umana: la folle idolatria di miglia quadrate.




Molti tedeschi continuano a capire che ne avranno uno più grande per la somma della felicità se il loro paese contiene 208.670 miglia quadrate invece di 203.070. Pochi errori sono più evidenti. Ci sono migliaia di esempi per dimostrare che il benessere dei cittadini non è in alcun modo una funzione dell’estensione dello stato. Se così fosse, la Russia sarebbe il paese più ricco d’Europa, mentre tutti sanno che è esattamente il contrario. La tassazione in quel paese è spinta a limiti che potrebbero quasi essere definiti assurdi, e per questo motivo l’estensione della nazione è uno dei maggiori ostacoli alla sua prosperità.




Come esempio per illustrare l’assurdità dell’idolatria di miglia quadrate, si prenda la California, che ora ha 158.360 miglia quadrate, e 1.200.000 abitanti. Se in un altro secolo la popolazione dovesse salire a quaranta milioni, potrebbe essere opportuno che il buon governo di questi uomini divida lo Stato in diverse Regioni. Se i conservatori di quel periodo dichiarassero che avrebbero dato l’ultima goccia del loro sangue per preservare l’unità del loro Commonwealth, sarebbero stati afflitti dalla mania del miglio quadrato sciocca come quella europea.

Le divisioni territoriali sono fatte per gli uomini, non uomini per divisioni territoriali. L’oggetto che i patrioti illuminati dovrebbero perseguire non è che una certa estensione geografica debba essere inclusa con uno o più nomi, ma che le divisioni debbano conformarsi alle aspirazioni e ai desideri dei cittadini. Dovrebbero imporre il minor controllo possibile sul progresso economico e intellettuale delle società…




…Nella tarda estate e nell’autunno del 1865, mentre gli indiani del territorio del fiume Powder stavano dando prova della loro forza militare, una commissione degli Stati Uniti incaricata di stipulare trattati, stava viaggiando lungo il corso superiore del fiume Missouri.


In ogni villaggio Sioux vicino al fiume i membri della commissione si fermavano a trattare con i capi che riuscivano a trovare. Newton Edmunds, da poco nominato governatore del territorio del Dakota, era il principale promotore di questa commissione. Un altro membro era Astuto Commerciante, Henry Sibley, che tre anni prima aveva scacciato i Santee Sioux dallo stato del Minnesota.




Edmunds e Sibley distribuirono coperte, melassa, gallette e altri regali agli indiani che visitarono, e non ebbero difficoltà a persuadere i loro ospiti a firmare nuovi trattati. Inviarono anche messaggeri sui Black Hills e nel territorio del fiume Powder, invitando i capi guerrieri a recarsi presso di loro e a firmare i trattati, ma i capi erano troppo occupati a combattere gli invasori del generale Connor per rispondere.

Nella primavera di quell'anno era terminata la Guerra Civile dell’uomo bianco, e l’emigrazione bianca nel West, che fino a quel momento era stata un sottile rigagnolo, stava diventando a poco a poco una fiumana. Ciò che i membri della commissione volevano, era il diritto di passaggio per i convogli, di costruzione di strade ed eventualmente di ferrovie attraverso il territorio indiano.




Prima che finisse l’autunno, la commissione stipulò nove trattati con i Sioux - compresi i Brulé, gli Hunkpapa, gli Oglala e i Miniconjou, i cui capi guerrieri non si trovavano per la maggior parte vicino ai villaggi sul Missouri. Le autorità governative di Washington considerarono i trattati come la fine delle ostilità da parte indiana.

Gli indiani delle pianure sono stati finalmente pacificati, essi dicevano; non vi sarà mai più bisogno di costose campagne come la spedizione di Connor sul fiume Powder, che era stata organizzata per uccidere gli indiani ‘a un costo di più di un milione di dollari ciascuna, mentre centinaia dei nostri soldati hanno perso la vita, molti dei nostri coloni di frontiera sono stati massacrati, e molte proprietà distrutte’.




Il governatore Edmunds e gli altri membri della commissione sapevano molto bene che i trattati non avevano alcun valore perché nemmeno un capo guerriero li aveva firmati. Sebbene la commissione inviasse copie a Washington perché fossero ratificate dal Congresso, essa continuò i propri sforzi per persuadere Nuvola Rossa e gli altri capi del fiume Powder a incontrarsi con essa in una qualsiasi località adatta, per firmare altri trattati.

Dato che la Pista di Bozeman era la strada più importante per andare da Fort Laramie nel Montana, gli ufficiali del forte subirono pesanti pressioni per convincere Nuvola Rossa e gli altri capi di guerra a cessare di bloccare la strada, e di recarsi a Laramie il più presto possibile.

Il Grande Padre di Washington aveva mandato una nuova commissione di pace in primavera; egli sperava che Coda Chiazzata potesse restare vicino al forte fino all’arrivo dei membri della commissione; vi era grande urgenza di rendere sicura per i viaggiatori la Pista di Bozeman.




‘Sono stato informato che la prossima primavera si effettueranno molti viaggi’

disse il colonnello..

‘alle miniere dell'Idaho e del Montana’.

‘Pensiamo di aver subito molti torti’,

…rispose Coda Chiazzata

‘e ci riteniamo autorizzati a chiedere un compenso per i danni e la miseria causati facendo così tante strade attraverso il nostro paese, e scacciando e distruggendo i bisonti e la selvaggina. Il mio cuore è molto triste, e io non posso parlare di affari; attenderò i consiglieri che il Grande Padre invierà’.

Pochi giorni dopo arrivò la commissione per la pace, e il 5 giugno iniziò la parte formale delle trattative, con i soliti lunghi discorsi svolti dai membri della commissione e dai vari capi indiani. Poi Nuvola Rossa inaspettatamente chiese un rinvio di alcuni giorni per attendere l’arrivo di altri Teton che volevano partecipare alle discussioni. Il commissario Taylor accordò l’aggiornamento del consiglio al 13 giugno. Ironia della sorte, il 13 giugno fu il giorno in cui il colonnello Henry B. Carrington e settecento....











venerdì 15 maggio 2020

L'ESPOSIZIONE UNIVERSALE (15)




















Precedenti capitoli:

Due per Due (11/13)  &

Le nuove esposizioni evolutive [capitolo completo] (14)

Prosegue nello:

Spirito di conquista (16/18)














Il Dr. Alfred Russell Wallace, in un recente lavoro, sostiene che il Diciannovesimo secolo è del tutto unico in quanto ha inaugurato una nuova èra. Per coglierne i meravigliosi risultati, ci dice, dovrebbe essere confrontato con un lungo periodo storico, piuttosto che con un altro secolo, il progresso che questo Secolo comporta, infatti, è definito quasi interamente materiale e intellettuale, e il merito di ‘completezza’ è conferito al materiale.

Per quanto discutibile possa essere la sua conclusione, non ci possono essere controversie né sul progresso qualitativo o quantitativo rilevato con il rapporto adottato dallo stesso ‘da e per’ l’umanità quale nuovo coefficiente e parametro di vita nel Secolo che si sta chiudendo né, ed al contrario, il danno causato… 




Nella presente retrospettiva diventa evidente la visione più ampia, circa differenza fra ‘materiale e intellettuale’ quali ‘forze alleate’ che si sono costantemente spinte in avanti ‘fianco a fianco’, ‘progredendo’, e successivamente, come leggeremo, ‘regredendo’ verso la stessa identica ‘solitudine’ di come nate ed applicate, la quale ‘solitudine’ nulla ha da condividere con un diverso stato Spirituale specchio dell’Anima quantunque riflessa nella ‘materia’; la qual Anima esula per propria ‘condizione’ [o Stato] da una diversa (retro)prospettiva  nell’Infinita aspirazione di una assoluta condizione trascendente, alla quale, per sua indelebile  ‘partecipazione’, per sempre si ‘eleva’, come disquisirebbe Plotino (durante ugual viaggio in ascensore verso l’alta Torre) circa la Natura [dell’Anima] con i vari principi di cui molti Filosofi si sono espressi ammirandola dal basso come dall’alto…




Quindi può far ‘progredire’ solo l’immateriale donde proviene in una più profonda riflessione ove lo stesso Wallace convergerà rapportando, il proprio ‘fallace’ impegno ‘evolutivo’; giacché conferendo merito al citato Wallace, se ‘Evoluzione e Ragione’ non vengono simmetricamente ed adeguatamente applicate non avremmo un confacente reale stato evolutivo quantificabile e rilevabile; eccetto che, in momentanei ‘equilibri puntinati’, ove nicchie della stessa ‘evoluzione’ rappresentano ‘germi e geni’ del mutamento nella prospettiva del ‘cambiamento’ sociale rilevato nella breve e lunga distanza (così come ragiona un evoluzionista), quindi, adottato quale ‘mutazione’; ma sappiamo altresì che la ‘mutazione’ specificata tanto dal Wallace, che dal suo collega Darwin, presenta una selezione entro la specie stessa riflessa in ‘ragione’ della Vita; quindi se alla statistiche aggiornate del presente articolo rapportiamo le odierne, entro ‘mutazioni selezioni e specie’, potremmo rilevare il ‘mutamento’ detto difettare - in ciò e per ciò - che intendiamo uomo, e non solo dal punto di vista genetico ma altresì umano e psicologico…




Quindi determinare la ‘variabile’, come stiamo per l’appunto facendo, variabile intesa ed applicata non solo nel vasto campo tecnologico, ma altresì, anche artistico e sociale, così da poterne ‘specificare’ e successivamente intendere ed esaminare con detti parametri le ‘differenze’ e non solo ‘genetiche’, ma psicologiche e sociali’ derivate che dette ‘mutazioni’ sottintendono e comportano, riflesse in tutto ciò - in cui e per cui - l’animale uomo si è contraddistinto e da cui evoluto, pur differenziandosi nella propria linea evolutiva; rilevando così, nell’arco di poche generazioni rispetto alle stesse ‘variabili’ adottate nei secoli, porre in essere una differente condizione, notevole, anche e soprattutto,  oltre che per l’improvviso carattere che si presenta esteso nella temporalità  rapportato all’ambiente di adattabilità; in senso pratico e reale, avremmo tradotto  adottato nonché specificato, la ‘selezione’ entro l’evoluzione detta nell’arco di Secoli, in cui potremmo solo in futuro, stabilirne ed intenderne la ‘mutazione’.




Così come la Natura per millenni ha migliorato apportando alla Vita nell’Ambiente in cui evoluta come lo stesso Wallace che ne ha studiati i principi, nella Terra all’interno dell’Universo ove nata.

Quindi per concludere suddetta introduzione, il lavoro, il presente lavoro, non solo una isolata opera di restauro archeologico, ma un documento più che prezioso il quale adotta gli stessi principi dei naturalisti nonché evoluzionisti detti, per verificare ed applicare il vasto campo da loro dedotto rapportato alle odierne condizioni… Rapportate altresì, alla sociologia oltre che del progresso economico quale specchio (come già detto) ed indice della vera condizione evolutiva…




Rilevando così una differenza sostanziale in cui per sempre la stessa Anima che lo ha partorito pur aspirando ai benefici della nuova condizione economica dedotta aspira e in qual tempo difetta…

Difettare intendo per tutti i mali rilevati vecchi e nuovi e futuri…

Taluni pensatori e filosofi ci aiuteranno in questa breve ricerca.

Per concludere, esaminare i molti documenti introdotti specchio del loro e nostro comune Tempo condiviso qual specifica del progresso tecnologico, mi sembra un aspetto importante che pone le dovute differenze in un ambiente nel quale l’esposizione rappresenta la condizione globale di civile o incivile indubbia appartenenza nella differenza posta.

(Autore & Curatore del Blog)



  
L’evoluzione dell’esposizione internazionale di oggi è un risultato evidente di questo matrimonio materiale e intellettuale. Sembra che sia trascorso molto tempo tra le ‘fiere’, e le grandi esposizioni in cui le nazioni del mondo ne incarnano il pensiero d’apparente uguaglianza. All’esposizione come alla fiera ed nel futuro magazzino si può acquistare di tutto!

Dalla prima di questa ‘classe di mostre’ sono nate le ‘imprese internazionali’, le successive e più famose ‘Compagnie’, e poi ancora, le più note fiere mondiali, e successivamente come mostre ed esposizioni internazionali.




La prima mostra delle industrie di tutte le nazioni fu quella che si tenne a Hyde Park, a Londra, nel 1851. Fu una evoluzione delle mostre annuali della Society of Arts, e inizialmente fu progettata per essere solo un’impresa nazionale, ma su una scala più estesa rispetto alle precedenti mostre della società. Il compianto Principe Alberto, marito della regina Vittoria, tuttavia, concepì l’idea di aprire questa particolare mostra all’industria del mondo. Il suo suggerimento ha subito incontrato il favore del Consiglio della Società, nonché dei principali produttori inglesi e del pubblico in generale. Fu ottenuto un mandato reale che nominava una commissione per ‘gestire una mostra delle opere dell’industria di tutte le nazioni’ e di questo Società il Principe Alberto ne divenne presidente.




Il 21 febbraio 1850, i commissari si sentirono giustificati nel fare un annuncio pubblico che l’edificio avrebbe coperto un’area di sedici a venti acri; che sarebbe stata pronta per il ricevimento delle merci entro il 1° gennaio 1851; e che la mostra sarebbe stata aperta al pubblico il 1° maggio successivo. I piani per un edificio presentati da Sir Joseph Paxton furono adottati dopo che un gran numero di progetti era stato preso in considerazione. Chiesero una vasta struttura di ferro e vetro, in qualche modo simile al grande giardino d’inverno che aveva eretto per il Duca del Devonshire a Chatsworth. È stato firmato un contratto con i signori Fox e Henderson per la costruzione dell’edificio, in base al quale dovevano ricevere £ 79,800, e i materiali dell’edificio dovevano rimanere di loro proprietà. Il 3 febbraio, la struttura completata è stata consegnata formalmente ai commissari.




Mentre era in corso l’erezione dell’edificio, il Dr. Lyon Playfair è stato scelto per decidere e classificare la vasta gamma di articoli che si cercava di riunire sotto il titolo generale di ‘Oggetti di arte industriale e produttiva’. Le ha organizzate e suddivise in quattro grandi sezioni: materie prime, macchinari, manufatti e belle arti, che a loro volta sono state divise e suddivise in un vasto numero di classi e divisioni più piccole. La raccolta di reperti nazionali è stata affidata ai comitati distrettuali di tutte le principali città e località manifatturiere e, in risposta agli inviti estesi a tutte le colonie britanniche e ai vari governi stranieri, quasi tutti i paesi d’Europa, insieme agli Stati dell’Unione nordamericana, repubbliche sudamericane, India, Egitto, Persia e lontane isole dei mari.




La mostra è stata aperta dalla regina Vittoria il giorno stabilito e è proseguita fino all’11 ottobre. Il numero totale di espositori è stato di circa 15.000. Durante i 114 giorni la mostra è stata aperta per un totale di 6.063.986 persone  che l’hanno visitata, una media giornaliera di 42.111. Il numero più grande in un solo giorno è stato il martedì della settimana di chiusura, 109.915. Un tentativo di accertare il numero di visitatori stranieri ha sviluppato il risultato inaspettato che non più di 40.000 stranieri hanno visitato Londra oltre la media annuale di 15.000. Il risultato finanziario della mostra è stato davvero notevole. Le entrate totali da tutte le fonti ammontano a £ 506.000 e le spese totali a circa £ 330.000, lasciando un surplus di £ 176.000, che è stato successivamente aumentato a £ 186.436.




La nostra incisione rappresenta questa terrazza nel momento in cui il signor Eiffel  ha issato in cima alla Torre la bandiera nazionale. In questo stesso momento il signor Gontamin si avvicina all’ingegnere e si congratula con lui calorosamente. Pochi minuti dopo, il gruppo ufficiale, attraversando la terza piattaforma, brinda con champagne in onore del signor Eiffel, e presto riprendono il cammino nella Torre in cui gli operai erano riuniti per la pausa pranzo.

La Torre Eiffel, senza dubbio, rappresenta il vero grande successo dell’Esposizione. Non guardare da lontano il gigantesco monumento, giacché per l’approccio con cui bisogna predisporsi per questa futurista architettura figlia del nostro Secolo, consiste nel  posizionarsi al centro della Torre, tra i quattro pilastri principali.




Si rimane schiacciati da questa massa e nel contempo ti domandi,  come può l’uomo costruire opere simili, di cui in proporzione è solo un nano infinitamente piccolo. Di fronte a un dipinto o una statua conservi una sensazione di felice smarrimento, questa emozione rilassante che la vista del bello determina negli uomini che possono scorgerlo e coglierlo nelle sue gradevoli proporzioni.

Non è la stessa impressione prodotta dalla Torre: l’uomo è colto da un sentimento di ammirazione misto ad un solenne tributo di grandezza e maestosità principiato spontaneamente dalla meravigliosa opera, una gioia di cui sentiamo e percepiamo il trionfo sulla materia.




Non si può concludere siffatta breve introduzione senza volgere lo sguardo all’ornamento dei pannelli della prima piattaforma. Oltre all’attuale decorazione, in gradevole stile nonostante la sua semplicità, come vedremo dai nostri disegni, il signor Eiffel ha dato l’ordine di scrivere in lettere d’oro i nomi di molti uomini famosi. Quanto al suo, non ha bisogno di essere scritto su un singolo pannello: può essere letto dall’alto verso il basso della Torre gigante alle fondamenta al campanile.

L’attività che regnò al Champ de Mars dall’inizio dell’anno, necessaria per la costruzione costringe l’apertura dei cantieri di notte. Si dovette ricorrere alla forza degli elettricisti per la necessaria illuminazione; ed è stato un aspetto meraviglioso vedere questi lavoratori operare incessantemente come in pieno giorno, grazie a quarantacinque lampade ad arco con un’intensità media di milioni da candele distribuite nei vari Palazzi del Champ de Mars.

Dall’alto verso il basso delle mansioni ben distribuite, dalle più umili alle più importanti, dall’operaio all’ingegnere, con il loro semplice compito, ognuno ha contribuito al massimo sforzo volto per realizzare la grande impresa chiamata ‘mostra’…




Lo spettatore o il visitatore che sia per ciò che deriva, si trova immerso in questo nuovo palcoscenico, lo spettacolo è assicurato dall’intera Compagnia e non tanto dall’Opera, bensì dall’apparato scenico che fa mostra di se al misero costo d’un futuro biglietto da cinematografo, l’arte non ancor del tutto perfezionata se pur ‘comparse’ ed ‘attori’ si alternano al ‘Primo Piano’ dell’ultimo ‘regolatore’ dell’intera futura sceneggiatura facciata dell’intera avventura; il ‘Quinquennale’ non ancor approdato anche lui attende la rivoluzione a conferma del proprio ‘libero’ Stato, non ancora avversato dal mito delle stelle, alte dipinte e scolpite, mute e sonore, or bianche or nere or a colori, tutto nelle mente del grande ‘regista’, Dio una misera comparsa; poi recitare frammentate, brevi parole, in Primo Piano al modico prezzo di ugual porto franco così come il ‘copione’ prevede e sovrintende; Vie Boulevard e cantieri sopra e sotto il cielo e che Dio - nell’ultima comparsa – appena si intravede, lo hanno ‘montato’, oppure se meglio vi piace, in linguaggio consono, è stato ‘tagliato’: di Lui è rimasto qualche breve frammentato basso gotico... 




...capitello al di sotto della Torre; carrozze e velocipedi, bar e saloon, vapore e rumore sparati a tiro di cannone in onore di qual si voglia futuro imperatore, dèi dell’indiscussa nuova ‘dottrina’; la Torre immortala il Progresso e con lui ogni futuro ‘maestro’; ed ove alla teatralità d’un tempo ugualmente rappresentato, si è innestato un nuovo ‘processo’ o consequenziale piano ‘filmico’, ‘tecnico’; ove ognuno al centro del nuovo palcoscenico ‘elettrificato’… per chi la riceve e per chi ne fa’ dono, rassicurando l’intero palcoscenico che non regna ‘nevrosi’ solo qualche isolato ‘pazzo’ al piano di sotto far silente secolar rumore pregando ad hore stabilite, tantè che hanno provveduto ad illuminarlo a dovere; è il preludio d’un Film ove lo spettatore diviene d’incanto interprete in fotogrammi storici ben ‘illuminati’ così come ‘montati’ per i vari ‘set’ e non più  celebrazione del Sacro, bensì del rito dissacrato; la trama a soggetto per singolo ‘stand’ ora assume la sequenza filmica del kolossal concernente un nuovo rito, fors’anche il mito preferito delle masse…




La distrazione e il raccoglimento vengono contrapposti in un modo tale che consente questa formulazione: colui che si raccoglie davanti all’opera d’arte vi si sprofonda; penetra nell’opera, come racconta la leggenda di un pittore cinese alla vista della sua opera compiuta.

Inversamente, la massa distratta fa sprofondare nel proprio grembo l’opera d’arte. 

Ciò avviene nel modo più evidente per gli edifici.

L’architettura ha sempre fornito il prototipo di un’opera d’arte la cui ricezione avviene nella distrazione e da parte della collettività. Le leggi della sua ricezione sono le più istruttive.

Gli edifici accompagnano l’umanità fin dalla sua preistoria.




Molte forme d’arte si sono generate e poi sono morte.

La tragedia nasce coi greci per estinguersi con loro e per poi rinascere dopo secoli; ma ne rinascono soltanto le regole. L’epopea, la cui origine risale alla giovinezza dei popoli, si estingue in Europa con l’inizio del Rinascimento.

La pittura su tavola è un frutto del Medioevo e nulla può garantirle una durata ininterrotta.

Ma il bisogno dell’uomo di una dimora è ininterrotto.

L’architettura non ha mai conosciuto pause, la sua storia è più lunga di quella di qualsiasi altra arte; rendersi conto del suo influsso è importante per qualunque tentativo di comprendere il rapporto tra le masse e l’opera d’arte.

Delle costruzioni si fruisce in un duplice modo: attraverso l’uso e attraverso la percezione. O, in termini più precisi: in modo tattico e in modo ottico. Non è possibile definire il concetto di una simile ricezione se essa viene immaginata sul tipo di quelle raccolte per esempio dai viaggiatori di fronte a costruzioni famose.

Non c’è nulla, dal lato tattico che faccia da contropartita di ciò che, dal lato ottico, è costituito dalla contemplazione.












mercoledì 13 maggio 2020

DUE PER DUE (11)



















Precedenti capitoli:

L'anno 3000 nell'hora terza (8/10)

Prosegue in:

Due per Due (12) &

Due per Due [capitolo completo] (13)


...& un buon libro...

















David Lazzari, La psiche tra salute e malattia


& da non perdere...

















Le nuove Esposizioni evolutive,

ovvero: LE AVANGUARDIE [14]   &  (15)














Non mia intenzione contribuire nello svilire, o al contrario, elevare l’‘opera’ di due eccelsi studiosi riproposti, semmai, rinnovandola, riflettere e far di conseguenza riflettere (per chi ancora può; giacché anche codesto processo da cui e per cui Intelletto ed Intelligenza - non solo dicono si differenziano, da chi ne pensiamo sprovvisto e da cui evoluti con tutte le conseguenze derivate - evolvere e, come esplicitato da Plotino, di cui Pensiero ancor più antico ‘meditato’, l’elevata o inabissata facoltà a beneficio di chi, come all’inizio del Secolo contemplato, degenera in quella caratteristica successivamente ‘patologica’ ben nota fin dall’antichità; quindi altrettanto antica studiata anche da Aristotele, non meno che dal Lombroso; sfociare o degenerare in ‘volontaria’ o ‘involontaria’ ‘demenza’ a beneficio della futura ‘delinquenza’ molto comoda non men che coltivata in una società ove miti e principi - annessi e connessi – confusi e squalificati nell’ossigenata elettrificata materia donde ogni più remunerativa economica alternativa tradotta…) come la stessa può apportare in maniera ‘alternata’ beneficio, o all’opposto, disagio pensando di curare quel male a cui oggettivamente ogni spirituale principio negato.




Semmai - rilevare e rivelare – come, chi pensiamo in errore rispetto alla ‘dottrina’ ufficiale del proprio Secolo, in realtà non volendo abbia saputo individuare quello Spirito immateriale nella ‘dualità’ posto fra Io e Coscienza della medesima ‘materia’ osservata.

Chi venne dopo indagò l’eterna lotta fra il Bene ed il Male di questo Universo: un male che combattiamo soprattutto in questi giorni ove la malattia porterà anche gli antichi germi della nevrastenia di inizio secolo, fine del precedente.

E come detto evitando ogni ulteriore commento giacché mi attirerei l’antipatia di chi essendo ‘nevrostico’ per propria Natura cerca il capro espiatorio del proprio male adottato ed elevato qual benefico morbo, ove ognun corre a rotta di collo confondendo ragione e decoro. Onestà diritto e legge, giacché sappiamo bene che la nevrastenia un morbo il cui bisogno accelera il Circuito con cui costruita l’artificiosa Strada, in cui concepito l’intero congegno meraviglioso ed elettrificato,  e di cui ognuno un semplice componente iper-connesso con la costante idea di essere un’Anima eletta.




In verità e per il vero, un micro-componente di più elaborata invisibile finalità in cui l’intero organismo così creato può apparire qual unico magnifico corpo, un Golem ove possibile ricreare l’Universo intero, compreso il Dio che l’ha così costruito et anco pensato.

Porre in essere la differenza fra i due scienziati nell’asimmetria che ne deriva, uguale al principio così come si consolida la Vita, e come gli opposti si manifestano per generare quella ‘elettricità’ diversamente interpretata nelle proprie finalità, e di cui possiamo scorgere - chi in verità e per il vero - intuì per primo il malessere che ne sarebbe scaturito.

Opposti i quali come sovente detto, anche nella nascente nuova analisi psichica, in cui l’interpretazione con futura appropriazione, non solo della proprietà ma addirittura del pensiero curato e rapportato ad una globale confacente ispirazione per il corretto altrui utilizzo, conosce una propria evoluzione anche nel vasto campo della scienza.




Riconosciamo altresì quale nostra filosofica aspirazione l’anima che in se mantiene quella neoplatonica appartenenza verso quel magico di cui la Natura ed il proprio Dio ignoto possono affermarne l’immutabile imperscrutabile pensiero.

Per cui questa mia dedicata ad ogni ‘nevrostico o nevrostica’ che sia, augurando che il bene possa calarsi qual fonte di spirito non del tutto compreso e per sempre vilipeso…

Fisicamente il secolo XIX è nevrosico. Moralmente è ipocrita. Intellettualmente è scettico. […] Il nostro secolo è dunque nevrosico. […] Il nevrosismo è parola nuova perché serve ad esprimere una cosa che non esisteva, od era così rara da non fermare l’attenzione degli osservatori. […] Chiamiamo nevrosi l’ipocondria, l’eretismo nervoso 1 e altre affezioni consimili

Così tuonava nel 1887 il famoso igienista ed antropologo Paolo Mantegazza nelle prime pagine del suo libretto intitolato Il secolo nevrosico.




Estetismo decadentistico, malattie (lue, tubercolosi ecc.), decadimento della forza morale, perversioni artistiche, letterarie e sessuali, erano, per Mantegazza, alla base della ‘nevrosicità’ del XIX secolo. Com’è noto, termine e concetto erano già stati inventati dal neurologo americano George Miller B. Beard (1839-1883) che nel suo American Nervousness, Its Causes and Consequences (New York 1881) aveva individuato nell’american way of life la causa dell’esaurimento nervoso.

Successivamente Beard, ricordato anche da Freud, aveva coniato il termine ‘nevrastenia’, quindi il nostro Mantegazza non poteva non citarlo ed anzi, nel suo libretto, gli dedica due ampi paragrafi, inoltre, divulgando le teorie di Beard non ancora tradotto…:





ELETTRICITÀ ATMOSFERICA E OZONO: LORO RELAZIONE CON SALUTE E MALATTIA.

Di GEORGE M. BEARD, MD

L'elenco pubblicato di domande all'esame del servizio civile del Board of Health di New York dell'estate scorsa ho proposto questo argomento:

‘Qual è la composizione dell'aria pura?’

Come ha stabilito il giornale mi sono posto questa domanda, o meglio, ho riformulato la stessa domanda in una nuova forma:

‘C'è tra i figli degli uomini uno che sa davvero la composizione dell’aria pura’

Ancora di più mi sono chiesto quale risposta avrei dovuto dare alla domanda se fossi stato uno dei candidati per un posto nel Board of Health, e mi è sembrato che, dopo aver dichiarato ciò che quasi ogni scolaresca conosce...:




‘La questione della composizione dell'aria pura è una questione troppo complicata per definirne una più che corretta risposta’.

Quello che ho da dire stamattina sull'elettricità atmosferica e sull'ozono servirà, per quanto possibile, a rafforzare questo punto di vista.

Durante l'ultimo quarto di secolo sono state fatte regolarmente osservazioni quotidiane sull'elettricità atmosferica a Bruxelles, Monaco e negli ultimi dieci o quindici anni a St. Louis. Le difficoltà nello studio della materia sono molto grandi, ma, dalle osservazioni accumulate dai diversi investigatori, sono stati messi in sicurezza alcuni fatti generali interessanti e importanti.

Il prof. Dellman, di Kreuznach sul Reno, per diversi anni fece tre osservazioni regolari ogni giorno sull'elettricità atmosferica.

L'apparecchio di Dellman per la raccolta dell'elettricità atmosferica è una sfera cava di ottone o rame di circa sei pollici di diametro, con uno stelo di metallo, tramite il suo apparecchio è stato dimostrato che vi sono ‘due maree giornaliere’ di positivi atmosferici elettrici di ‘alte maree’ fra 9 e 12 am e tra 6 e 9 pm ; di ‘basse maree’ tra 2 e 5 pm e 1 e 5 am; le variazioni annuali sono contrassegnate come diurne; la quantità di elettricità atmosferica positiva è maggiore in inverno, inferiore in estate.