giuliano

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IL TOMO

giovedì 20 settembre 2012

UNA STANZA TUTTA DEGLI ALTRI












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Portelli: 'Che tipo di comunità è questa?'.
Will Gent: 'Cool town - un villaggio minerario. Uno dei primi. Verso il 1910,
1917, mi sa che l'hanno fatto. Le case qui sulla collina l'hanno fatte nel 1916,
1915. E quelle sul fondo valle l'hanno fatte tra il '17 e il ' 18. La vecchia ve-
na della miniera qua sotto si è esaurita, credo, nel 1932. Quando s'è esauri-
ta, se ne sono andati quasi tutti'.

'Non c'erano strade, perciò dovevano fare i 'camps'. Se volevi gente per
lavorare gli dovevi dare la casa. Per questo abbiamo fatto i villaggi'.
Harlan era lontana dai centri urbani; il carbone si trova in luoghi diffici-
li da raggiungere, e gran parte della forza lavoro fu portata da fuori.
Per queste ragioni le 'coal towns', o 'coal camps', o 'company towns': cen-
tri abitati recintati e autosufficienti di proprietà delle 'compagnie mine-
rarie' e interamente sottoposti al loro dominio.




















Intorno al 1925, almeno due terzi della forza lavoro nella regione mineraria
degli Appalachi viveva in villaggi di proprietà delle compagnie. A Harlan se
ne contavano non meno di 25; gli ultimi furono dismessi negli anni '60.
Alcuni erano vere e proprie 'slums', altri erano villaggi modello; ma tutti e-
rano sottoposti al potere assoluto dei proprietari, come se la sovranità del-
lo Stato e il dominio della legge si fermassero ai cancelli del villaggio.


















Delbert Jones: 'Sotto certi aspetti eri libero, e sotto altri no. La maggior
parte dei villaggi avevano una legge privata che manteneva la pace e l'ordi-
ne nella comunità. Che, a modo suo, era una cosa buona. Scoppia una ris-
sa di ubriachi, arriva lui, a mantenere la pace e l'ordine. Delle volte hai biso-
gno della legge, e delle volte no. Ai tempi che stavamo organizzando il sin-
dacato - li chiamavano 'gun-thug', pistoleri, allora - se ti beccavano a parla-
re al sindacato, capace che ti ammazzavano o ti cacciavano fuori dal villag-
gio. Buttavano la tua roba sulla strada e te ne dovevi andare. E tante volte
eri 'black-balled', in lista nera. 'Blackballing' vuol dire che non trovi lavoro
da nessuna parte a Harlan Country, devi andare fuori contea e andare in
West Virginia, o altro, a cercare lavoro.
E TI INSEGUIVANO E TI BECCAVANO PURE LI'. ERI NELLA
LISTA NERA DOVUNQUE ANDAVI!'.






















A. Lynch: ' 'I coal camps' a quell'epoca erano autosufficienti, avevamo
il dottore, e pagavi un dollaro e un quarto al mese e avevi assistenza
medica gratis; avevamo il cinema, c'era la sala da biliardo, la gelateria,
lo spaccio, il negozio di stoffe e l'alimentari e tutto'. 
'I villaggi erano racchiusi in confini tangibili che li segnavano come spa-
zi separati in cui i diritti della proprietà prevalevano sulle leggi dello...
Stato... e sui diritti dei cittadini.
Negli anni trenta, l'ingresso del 'coal camp' di Louellen, di proprietà
della Cornett-Lewis Coal Company, a Clover Fork, era sbarrato da
cavi d'acciaio. C'erano dei pali ai due lati, dove uscivi dalla strada pub-
blica e entravi nel villaggio; avevano messo un cavo d'acciaio tirato fra
due traversine ai lati della strada, e chiuso con un lucchetto. E se vede-
vi venire qualcuno, dovevi avvertire i guardiani e loro ti facevano entra-
re e poi lo richiudevano' (L. Lefevre).


























'C'erano le guardie per farti entrare e per farti uscire. Come un cam-
po di concentramento o qualcosa del genere. E noi siamo cresciuti
sotto queste condizioni. Non entravi nel villaggio senza permesso, e
non uscivi dal villaggio senza permesso'. (J. Cowans)
Anche il sindacalista G.B. Titler usa immagini carcerarie per descri-
vere Verda: 'Un grande albero torreggiava sulla strada di fronte all'-
ingresso. A cinquanta piedi di altezza fra i rami c'era una casetta.
Ma non serviva per far giocare i bambini. Era una postazione dove
si mettevano i 'gun-thug' della Harlan-Wallins, come i guardiani sul
muro del penitenziario, per sorvegliare il villaggio'.
L'unica via di accesso a Verda era una strada privata della 'compa-
gnia'; Sill Leach ricordava le mitragliatrici sul ceppo del macellaio
nell'emporio della 'compagnia' e nella baracca dei guardiani. Il reti-
colato attorno al villaggio modello di Lynch aveva la funzione dichia-
rata di impedire l'ingresso agli organizzatori del sindacato. Poiché
Lynch era attraversata da una strada pubblica, la 'compagnia' non
poteva sbarrare il passaggio, ma si assicurava che tutti gli estra-
nei che ci passavano fossero seguiti dappresso dalle guardie azien-
dali e dovessero giustificare la propria presenza o andarsene.



















Testimoniando di fronte alla commissione del Senato federale sulle
'Violazioni della libertà di parola e dei diritti del lavoro' presieduta
dal senatore LaFollette, Robert E. Lawson, direttore di Louellen,
affermò che i cavi d'acciaio e i lucchetti non servivano tanto a tener
fuori i sindacalisti quanto a tenere dentro i minatori - a impedire che
dipendenti che erano in debito con la 'compagnia' per merci acqui-
state allo spaccio o per l'affitto se ne andassero di nascosto senza
pagare.
Ma ciò che ci testimonia Becky Simpson, ci conferma o meglio
ci illumina circa il tipo di regime che governava tali villaggi: 'C'è
una donna di colore, non mi ricordo come si chiama, e suo marito
aveva la febbre e la polmonite e non ce la faceva a andare a lavo-
rare, così gli mandarono - qui li chiamano 'gun-thug' - si presenta-
rono a casa e gli dissero, dice, 'C'è bisogno di te in miniera oggi'.
E la moglie disse, 'Sta male, non ce la fa a lavorare'. Così lo riem-
pirono di botte e manganellate e alla fine si alzò dal letto e andò
a lavorare. Non era solo coi neri che facevano queste cose, lo fa-
cevano anche ai bianchi'.
(A. Portelli, America Profonda)




Prosegue in:

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