CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

giovedì 14 febbraio 2019

UN AMOR STRANO


































Prosegue...

...E coniugato....














Fra la vita e la Natura… specie del tutto marcia e da quest’ultima aborrita ed inorridita dimora l’uomo nel futuro diviso e conteso civilmente e politicamente maturato nell'improprio frutto divenuto fra la polpa ed il nocciolo fra il seme e la polpa gustata oppur divorata…

E questo un essere…. sì partorito dalla stessa da cui coglie prontamente il frutto detto e più volte narrato prezioso nel Verbo recitato… qual scimmietta evoluta ma da questa tanto abominevolmente rigettato… che grazie al dovuto e necessario raccoglimento da cui ogni coscienza prega e cagiona qui per Lei narro l’antico misfatto non meglio del diverbio nato fra il frutto ed il seme dell’improprio atto…

Così malamente nato!




…E chi non con-divide cotal novella dell’orango nato dopo il lieto pasto e con ugual divisa vestito si accomodi al ramificato Giudizio per essere ancor meglio ammaestrato o bastonato oppur godere d’un amplesso strano fra il gorilla specie evoluta ed educata ed un orango assatanato ma quantunque da una mela sfamato…

Cosa nasca tra radici e cespugli con testimone un sol Albero nel Giardino del Paradiso così conquistato, o al contrario, per sempre perduto non sa’ da dire né pregare giacché Verbo non più Genesi di Trovatore perseguitato da ugual potere e non certamente da un Dio… così rinnegato nell’orrendo amplesso nato…

Fra un Gorilla ed un Orango…




Da ciò derivato ogni pargolo o putto nato in ciò cui nominato Stato accompagnato dall’inganno!

S’intende per non molestare né l’orango né il gorilla dell’infinito Stato e misfatto maturato è bene non cogliere la mela proibita ed attendere il nero Profeta in libera discesa - o forse - solo in risalita giacché tutto dipende dal Tempo necessario e sufficiente per maturare l’orango quanto il gorilla suo eterno amante-compagno…

Negli intervalli - o tempi supplementari - ne cantiamo le nere gesta o eventi strani giacché la novella va rimata e non certa apostrofata nella vera natura corrotta nata e derivata…




Il giorno dopo - forse il nono o il decimo non ricordo bene - dopo l’atto sessuato e consumato - ci fu una pace terrificante ed ...anche se vogliamo evitare a tutti i costi quell’essere condannato e contro Natura nato fra le onde di un apparente e calmo mare agitato abbiam udito un grido un messaggio… forse un grido straziato d’un prezioso tomo antico: fra le tante foglie che coronano la mia memoria vegetale un’onda ha attraversato… l’invisibile mare…

Il buon Ulisse dal mito approdato si sarebbe tappato le orecchie…

Il buon Cristo, dopo di lui, dopo un ennesimo sputo sarebbe proseguito impietrito verso la cima del Golgota nel difficile suo ed altrui cammino…

Lui che come un criminale havea rifiutato la Legge oppur rinnegato l’orango e il gorilla dell’antico sbaglio divenuto misfatto…

La Natura cosa Divina e non certo un amplesso strano e per giunta nel buco sbagliato!




…Non abbiate paura prodi che assistete alla giostra giostrata nel cosa sia nato all’ombra del Tempio se indefinita e contro-Natura apostrofata dottrina annunziata fra il politico di turno e l’eterno gorilla conteso con l’orango di medesima statura della Genesi cantata non men che rimata alla favella d’ogni confino compiuto et anco taciuto…

Pur sempre Legge e Diritto ed il tutto nella Storia trascritto e ben condito e mai sia detto il contrario di quanto nato nell’amplesso taciuto… o piatto divorato da una mela proibita fors’anche una Rima…

Infatti in quell’atto taciuto vi è scritto nei termini dell’umana comprensione per chi avvezzo all’inganno d’ogni Sovrano numerato dall’araldo della Storia non meno della Memoria barattata e truffata e quantunque assolta dalla politica, un misero vecchio e nuovo lascito testamentario per noi esseri di questo mondo…, messaggi e grafici incomprensibili dalla bottiglia alla riva approdata:




giustizia e democrazia hanno vinto e stravinto e traviata l’inno alla natura cinta fra un cespuglio ora siepe rimata nelle furiose gesta taciute in ciò che Stato e non del tutto narrato per questione di censura e mai sia detto lo contrario perseguitato ad il nuovo partito del popolo sovrano coronare e cinger d’alloro dal petto alla scarpa ignuda la secolar campagna e crociata non meno della giostra giostrata: mille più una notte non pagata et anco taciuta al conteggio patteggiata qual’ennesima’ inc… nell’esteso regno non troppo fuor di mano – che ognun e nessun raccolga la bottiglia - sarebbe un maggio senza la dovuta rima un sessantotto senza il sessantanove dell’amplesso goduto e subito divenuto rissa fuor dall’osteria d’un mare navigato e naufragato per propria ingorda censurata mano!




Un breve commento mi par dovuto in codesto nuovo super-dotato inganno, un commento mi par d’obbligo sperando neppur d’esser misurato, non verso il vincitore di codesta contesa alla pecunia e pecora divenuta, ma verso il secolar inganno o amplesso strano d’una giostra d’evoluta destrezza in libera impugnata mano e disputa fra lo manico ed antica similar diversa panza e sostanza al roverso convenuta et anco dicono giostrata con ciò che un tempo non nominato fu detta dritto e non roverso d’una nobil democrazia posseduta.

Giacché ogni popolo non meno della clientela alla bottega dell’urna chiusa si diletta allieta e vota alle future ceneri con similar celebrata antica ortodossa costumanza…

Infatti nella Pasqua non ancor celebrata e consumata - èra ed è consuetudine taciuta e ben coltivata - deplorare per dilettevoli istinti orgiastici divenuti appetiti culinari ogni cagione affine alla natura dell’ascetico Intelletto la beatrice in libera difettevole vedovanza et anco tradita dall’amante quanto dall’amato in superiore ragion di Stato in ciò di cui brevemente narrato… (ed anche censurato ad ogni potto e pargolo pregato)…

Privare dei dovuti attributi il sacrifizio pregato non meno che evoluto all’altare convenuto!















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