CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

martedì 9 aprile 2019

LA FRATTURA









































Precedenti capitoli:

Salustio   &

Per ciò concernente i Diritti d'Autore  (1)   (2)   (3)   (4)   (5)

Prosegue in:

La Frattura (Seconda parte) &

Navigando verso l'isola di Waikiki













Mi viene annunciata nuova prodigiosa conquista, la qual ‘navigando’ seppure immobili naufraghi e/o coloni reclamati in medesimo ‘Spazio’ conquistato o impropriamente ‘occupato’ (l’eresia ancor gioca la propria inusuale prospettiva dell’immagine posta)… recepiamo; tutto osservato e scrutato dall’occhio proteso a miglior evoluto sguardo - così pretende il progresso non men della Scienza detta e medesima Dottrina velatamente nominata -, il poter raggiungere in ambedue ‘ruoli’ i confini di codesto grande mare… alla grande Notizia approdato...

…Ugual stessi medesimi confini ove un Tempo non troppo remoto pensavamo finire lo mare detto e quantunque conquistato, ed allora navigando pensavamo  immaginavamo affollavamo e in ultimo immagazzinavamo non men di adesso l’enorme ‘baratro enunciato’, indistintamente e sempre affollato di genti merci e schiavi, e successivamente popolato e configurato così da poterne coprire la lacunosa meridiana deriva… qual mondo impossibile ed inesplorato ma quantunque da conquistare al porto della Ragione e del Dio che ne governa il sano dovuto Intelletto.

Il mondo finiva, oppure all’opposto, iniziava!




Come il Buon Dio manifesta il proprio mestiere e Pensiero rimane un conflitto teologico e scientifico che conferma, oppure al contrario, nega talune teorie, per mio conto, rilevo una grande immutabile Frattura con cui taluni dicono esplicitata la Vita.

Un grande dilemma, giacché se pur la Scienza reclama calcolata fotografia innestata ad orologeria d’un ‘Buco Nero’ al largo avvistato, là ove non esiste (più il) Tempo [il dilemma, come vi dicevo, rimane amletico, perché camminando non lontano non più in là dei confini dell’Universo eppur più lontano di questo - sicché osservato non men del ‘Buco Nero’ reclamato -, ho ammirato anch’io - non meno dello scienziato e/o religioso innominato risolvere il dilemma apostrofato di come medesimo Dio si rileva in questo confine ove posto alla deriva e lontano dall’Universo ‘rettamente’ popolato], ho riscontrato su una foglia nel breve cammino concesso, umano cammino e sentiero, giacché non a tutti permesso per quanto l’oculo detto spaziare fino ai confini dell’Universo (suscitando un paradosso degno d’esser constatato), insomma come dicevo anch’io ho osservato un buco nero propria su una foglia…

…Perdonate la distanza ciclopica o chilometrica fra  l’atto e la cosa osservata qual medesimo buco nero enunciato…




Badate bene prodi naviganti o astronauti, neppure un residuo inflazionato d’un precedente Big-Bang d’una stagione apparentemente morta, la qual ha deposto l’ultimo vagito da me raccolto ed hora narrato lungo il solitario fisico cammino congiunto alla dovuta orbita ed ancorato nella giusta astemia gravitazione, la qual foglia (narra e racconta) presentare uno strano improprio buco anche lei, non distante dai tanti astronauti connessi (anche loro) piegati e indistintamente ricongiunti alla Base Spaziale da cui il dovuto Pensiero e annessa Parola, insomma alla dovuta conoscenza sia essa Dottrina o fisica scienza…

…Eppure vi assicuro che tal morente foglia dall’Universo in cui posta, e da nessuno ammirata, giacché troppo distanti per capirne la pubblica funzione, mi narra un dolore inascoltato, il compito per cui creata ed in cui impossibilitata poterne celebrare ugual foto(sintesi) per tutti gli ‘astronauti’ approdati a codesta riva, ove se alziamo gli occhi per apprenderne il confine, scorgiamo un enorme ‘buco nero’…  




…Cotal foglia, mi dice ancora, che alla sua vista nessuno s’è degnato o piegato per individuare o decifrarne le ragioni di codesto Creato, da nessuno ammirato quanto ragguagliato: un piccolo ‘buco nero’, mi suggerisce, neppure un verme una cicca un’ago per un buco andato o fumato, solo un problema di un Elemento avariato o accompagnato a diverso concerto contrastato ed anomalo per quanto sempre il destino dalla foglia reclamato.

...Si è semplicemente posato sulla verde venatura, e la luce, simmetricamente come il più ‘maestoso cantato’, è apparsa da codesto foro increspato (giacché nella soglia degli ‘eventi’ qui narrati la Luce pur trattenuta dalla foglia restituisce cotal Elemento respirato se pur ritmicamente o meccanicamente senza sguardo coglierne la profondità) come l’emmental del panino svizzero ove oltre il buon cacio anche l’oro riluce come miglior traguardo alla materia connesso…



…Per farla breve, un buco nero di vaste proporzioni tanté gli astronauti i quali in codesto ‘buco nero’ caduto mi osservano cibandosi di buon cacio lanciano l’allarme alla Base Spaziale, e nell’amletico motivo di codesta quotidiana processione non intendendo qual ‘buco nero’ reclamato tantomeno monitorato ho pregato per lei da umile pagano o cristiano anch’io convenuto...

…Non so’ dirvi con esattezza in quanto come vi ho detto proprio in un ‘buco nero’ precipitato et anco respirato ed inalato, in quanto la Frattura apparentemente ispirata, in realtà incarnata da una foglia e il suo ‘buco nero’ la qual la convoglia anch’essa ad un Universo non più ammirato, giacché ognun indistintamente proteso verso cotal ‘buco nero’ annunziato e l’oculo cercare ‘fantasmi’ di catrame e polveri riciclate e sottilmente negate in codesto vasto grande ‘buco nero’ affisso oltre il grande mare navigato e non certo recitato…




…Così non so’ ora a qual ‘buco’ devo destinare questa mia, in attesa del Giudizio d’un probabile Dio, non so’ neppure se questo Dio ammirato divenuto improprio ‘Buco Nero’ da tutti apostrofato, e da tutti ugualmente ignorato nel ‘buco nero’ del mio Universo attraversato e neppure privato…

…Ritornando alla Frattura detta, in questo mese da tutti recitato ma da pochi compreso, annunziamo un vasto Universo processato in tutti coloro che incarnando le ragioni del Creato, compongono il Teschio al Golgota ammirato d’una Divina Natura ignorata vilipesa e derisa, la frattura vi dicevo, d’un più vasto Universo nacque e tracciò il proprio ed altrui Tellurico evento, nei tempi nei quali, grazie al mio nome, rimembro, ma giammai prego né l’una o l’altra sponda divenuta dottrina, invitando così come mi suggerisce la foglia non meno del Dio come lei crocefisso, ad abdicare alla dovuta crosta della terra la propria natura, giacché a lei mi dispiego né più né meno dell’albero che in se mantiene la vita per al meglio poterla restituire…




…Così in nome e per conto di cotal Frattura, la qual nulla ha da condividere con il teatro del gesuita Kircker, restituisco - così come la Foglia dal ‘buco nero’ reclamata - al lettore non un infruttuoso dibattito ‘respirato’ ma una più profonda riflessione, come ugual Dio pregato possa esser affermato o negato ed affidato alla difettevole ed alterna natura dell’uomo, e ‘solo’, per non troppo dilungarmi, in quanto ‘solo’ ad essa credo e non più all’uomo se pur dotto celebro e rinnovo cotal Frattura detta, nei tempi e modi come vien rappresentata non al Teatro dell’apparenza, ma ad un più drammatico sudario, in quanto e mi ripeto, medesimo, se pur celebrato, difettevole nel dramma per sempre esplicitato… 

(L'indegno autore del blog al buco nero affisso)

















Nessun commento:

Posta un commento