CHI DELLA FOLLA, INVECE,

CHI DELLA FOLLA, INVECE,
30 MAGGIO 1924

domenica 16 settembre 2018

CONSENSO SOCIALE (6)




















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Indietro a tutta forza!   Con brevi riflessioni  (4/5)

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Consenso sociale (7)













Il nuovo quanto antico clima politico e sociale che si respira (e che inquina irrimediabilmente il libero pensiero)  corre e raccoglie consensi simmetrico ad una pur altrettanto contestata economia così come i moderni ‘strumenti litici del progresso’, i quali, oltre ad arricchirla, o al contrario, privarla di fondamenti e (plus)valori, motivano odierno vasto dibattito conteso e diviso fra consenso e dissenso sociale e politico, oppure ancor peggio, opposizione ma trasversale patto e silenzioso velato accordo… nell’impropria forma di padroneggiare quanto ben interpretare il (regale) potere…

…Il peggior antico male per tutti coloro che credono e sperano in ogni ‘dottrina’ e con essa la dovuta… fede… nel relativo Principio negato…




Il nuovo ‘Forestaro’ non nominando il ‘soggetto-oggetto’ della presente per non compiere indesiderata pubblicità nell’improprio consenso così ottenuto, ma soprattutto per non compiere l’errore di taluni che pur avendo intuito ove si muove l’humus - il fertile humus - misto ad intolleranza, sia verso i comuni denominatori della Storia sia verso uno Stato per sempre nemico circa gli stessi comuni denominatori, tentano una disperata ultima difesa la quale gioca a tutto favore all’avversario così rafforzato (…di seguito cercherò di tracciare l’‘humus’ ove raccoglie e raccoglieva ugual consenso cotal ‘Forestaro’, non difficile da delineare giacché il ‘soggetto-oggetto’ è una forma ben prevista costruita e anche collaudata ‘dalla e nella’ Storia stessa… la quale incarna o vorrebbe quel popolo stanco e di conseguenza avverso al ‘diritto’ come alla ‘democrazia’ non ben recepita né compresa né goduta giacché quest’ultima non ha, a sua volta, interpretato globalmente ove il ‘sogno’ si incarna e frantuma e nello stesso tempo illudendosi ‘evapora’ ben mistificato fors’anche mai sognato da chi pretende governarlo in nuova vecchia moneta coniata e con essa tesori sommersi [e non solo teletrasmessi…], non meno della successiva fase nella prevedibilità di presunti nobili intenti incarnati qual nuovi ma d’antica falsa moneta quanto medesima Anima rubata, non avendo ben capito ogni nostalgico precedente evo dal Forestaro coniato, giacché l’intermediario del vasto dibattito connesso comprende quella economica ascesa ove pur combattendo lo ‘strumento litico’ associato ai mass-media si dipende pur da quello per ogni gigabyte di Memoria confusa e irrimediabilmente persa o mai appresa, per chi odia ogni forma di cultura e successivo ‘reato’ verso una Storia già più volte rimembrata…).




…Gli ‘Innominati Innominabili’ della Storia i più ‘alti protetti’ avversi al diritto come al dovere pur incarnando bene l’uno e l’altro con i suoi cicli alterni ed ostili a quella tolleranza e principio su cui si muovono agli stessi i quali mi astengo in questa sede di doverli nominare e con essi il già troppo volte detto, soprattutto quando l’attenzione si vuol focalizzare sulla realtà colta non tanto dal nuovo ‘benito’ o cinghiale che sia o ancor meglio ‘Forestaro’ cacciator cacciato, ma quanto il suo popolo in cui suscita storico consenso per la gestione dell’intero parco e palco applaudito per ogni trofeo ambito non avendo imparato per nulla dalla Memoria Storica da cui la dovuta Riserva… del Re così applaudito…

E neppure - se per questo - dall’evoluzione la dovuta evoluzione che la contraddistingue o almeno dovrebbe, correre braccata dalla cima al rifugio qual più Elevato Pensiero…




L’odierno ‘populismo’ su cui fa forza l’attuale ‘doppio’ dal ‘doppio consenso’ alla deriva nel ‘doppio’ dell’impropria personalità come del resto ogni personaggio di similar ascesa, è nel compiere i dovuti consensi che la globale catena di comando prevede nella sue alterne fasi cicliche (loro signori e dotti ingegni custodi del copyright mi scuseranno ma chi parla un Eretico esiliato dalla propria patria che proprio per questo non crede ai meschini ‘Secondi’ figurarsi l’inutile ‘Hore’ ‘Giorni’ e ‘Secoli’ di codesto materiale ciclico noioso Tempo per sempre alieno come del resto si compone l’intero popolo avverso ad ogni Profeta quanto Perfetto Eretico…), cosicché l’‘attuale’ incarna non tanto l’umore del popolo che lo acclama e brama per il negro per le tasse e molto altro… nel divario ‘bipolare’ instaurato e combattuto fra chi pensando ai poveri e socialmente più vulnerabili… aiuta (con la falsa moneta coniata) i più ricchi; ma il ‘servire’ da buona ‘governante’ il padrone di turno che l’attuale fase ciclica del detto odierno Tempo prevede: sia esso vestito di rosso che di nero trasmutato  connesso e derivato…




Sappiamo bene che il fertile terreno dell’economica conquista prevede - dai tempi della grande ‘saldo’ per ogni montagna esposta come la più bella puttana - ogni convenevole e valida offerta, così il patto con il Tempo ha suggellato un Nord proteso in cordata doppia verso Feudi confini  possedimenti (come del resto annoverava la Storia negata sia dai dovuti copyright che dai dovuti gigabyte persi) e mire ove si vuol raccogliere e celebrare il dovuto nuovo e antico Feudo e regno seminato brindato e troppo spesso annebbiato Spirito alla sala-taverna in circolar monito e moto unito (…slavo e consorte permettendo…).

Ragion per cui non dobbiamo stupirci se nella politica economica pur con il totale consenso del popolo il divario aumenterà e il debito pubblico crescerà, non dobbiamo stupirci di una certa politica d’intollerante e incongrua scelta nel profilo d’indubbia italica ‘difesa’ - ma in verità e per il vero - il maggior pericolo per il confino esposto alla deriva dell’opposto di quanto predicato, ed essere di conseguenza… confinati verso una deriva (o meglio un muro che sia slavo ungaro di turno o Imper taciuto non certo preghiera per il rabbino che sbircia entro la dovuta futura ‘crepa’ per lo zingaro il negro e il ‘toro’ mal letto) con solo due continenti e imperi qual approdo; del resto la politica di codesto innominato e anche odierno popolar ‘Forestaro’, è, a mio avviso, sponsorizzata da coloro che con la scusa di una critica alla globalizzazione o ad una Europa unita fanno l’antico gioco di ‘Oswald’ in posa con il proprio fucile nel giardino d’un un altrettanto innominato padrone, alla deriva d’un nuovo ‘castrista’ dalla falsa rivoluzione disgiunta…   




…Così codesto ‘Oswald’ che promette spara e governa e al quale ‘Nessuno’ nega al ‘molestatore molestato’ propria favella, in mano a coloro che vogliono tramite l’apparente suo profilo dal ‘Twitt’ o ‘Twist’ celebrato e connesso, e l'impedire di sparare ad uno Stato, ma che dico, ad un’intera democrazia, la quale lenta scorre nell’autunno della propria fertile arida terra dovrebbe esser l’impegno d'ognuno munito d’un po’ di sana intellighenzia! 

Il ‘barbaro’ che avevamo ‘comunitariamente’ sottovalutato sembra mostrare anche indubbio ingegno e coraggio nella autonoma interna deficiente idiozia palesata, tantè  implorare sommario veloce processo da quella Storia di cui - in qual Tempo detto - primo attore assoluto e comparsa d’una invisibile commedia già più volte interpretata che presto diverrà farsa e tragedia nella dovuta sceneggiatura e regia… d’una più solida economia di cui governante prediletto… concedere dialogo e articolo al tempio del Tempo dovuto…




…E di certo non voglio professare qual si voglia subordinata dipendenza verso ciò che per il ‘falso eretico’ risiede incompresa interpretazione dell’‘inquisizione’ (giacché chi vigile inquisitore marciare con la propria bruna-verde camicia per ogni strada e via, e chi perseguitato in toga vestito ‘togare’ il diritto in ragione del libero arbitrio: offeso e calunniato), semmai come questa (compresa l’ultima richiesta al ‘boia togato’ comandata o forse suggerita dal compare con il telecomando) sia l’ultima sponda e riva d’attracco per una più valida e profonda ragione nella tutela del diritto nel combattere una falsa ed impropria interpretazione dello stesso che da tutto ciò deriva, seminando e raccogliendo vasto consenso in quel fertile terreno, e non certo dissenso, ma la più volgare ‘distinta delinquenza’ spacciata per elevato pensiero, andando di conseguenza ad attraccare all’odierno ‘porto’, e non solo dell’economia, la più bassa forma di onestà mascherata per ‘elevato stimato profilo’…




Twittato mi par sottinteso!

Confondendo moneta e conio…

Oro e merd…   

Ma altresì nel congedarmi e introdurre un amato autore il quale anche lui ebbe motivo di segnalare in tempi non remoti il ‘Forestaro’ di turno, è importante correggere il percorso lungo la via ed evidenziare la paradossale e equivoca presenza nello Stato di un soggetto a lui avverso e di conseguenza porlo sullo stesso piano di coloro che nella mafia (paradossalmente riciclata e avversata) hanno - dai tempi di Lombroso - fondato un vasto basso impero ed invisibile regno.




….Ciò che dico si badi bene per l’innominato quanto per il buffone che l’accompagna, non sarà di gradimento e i patimenti uguali e medesimi che la Storia ben conosce, con l’intero popolo che odiernamente minaccia calunnia e rovina, ora vestito di nero ora di rosso non avendo ben compreso, in verità e per il vero, ove risiede diritto e democrazia, e neppure se per questo, l’onestà di parlare di questa in coro di voci ove lo stesso (popolo) e il falso populismo incarnato non comprendere le vere ragioni del progresso e  da questo costantemente - non tanto incantato ma fors’anche e meglio - raggirato…

Al palco d’un futuro ‘Forestaro’ acclamato…





Un movimento caratterizzato da crescente accelerazione può avere diverse tendenze; si può supporre che esso segua le leggi della caduta, oppure quelle dell’attrazione o della spinta. Tutto questo dipenderà in larga parte dalla posizione dell’osservatore, dalla sua forza vitale, dal suo temperamento, ma anche dalle sue unità di misura. Anche nel dominio dell’attrazione si manifesta l’accelerazione. Osservando un frammento di ferro che sia entrato in un campo elettromagnetico, noteremo dapprima una serie di movimenti indeterminati e, successivamente, un repentino avvicinamento. L’ago magnetico segue un’attrazione cosmica. Il magnete è il futuro; l’effetto che esso produce non è diverso da quello del passato. La più profonda identità di attrazione e spinta ha luogo al di fuori del tempo, tanto per il mondo meccanico quanto per il mondo organico.

Per poterla comprendere occorre un certo acume delle capacità critiche e conoscitive dello spirito.

Il metafisico, ma non solo il metafisico, si chiederà in che misura a un unico, identico processo concorrano l’azione umana da una parte e l’attrazione del destino dall’altra. Il che, tradotto nel nostro linguaggio significa: in che proporzione le forze umane e le forze cosmiche contribuiscono all’accelerazione della nostra svolta?

In che modo il piano del mondo, in cui si assommano i piani statali, è coordinato al piano della terra, o in che modo la rivoluzione del mondo è coordinata alla rivoluzione della terra?

Dipende tutto da una soltanto di queste due forze?

E sono esse in opposizione tra di loro?

Agiscono alternativamente in maniera complementare, o sono invece identiche e cadono sotto i nostri sensi come due metà speculari?

Non si tratta di domande puramente speculative e teoretiche: sono domande fondamentali che riguardano la potenza. Occorre affrontarle per valutare non solo la posizione, ma anche il movimento possibile all’interno di tale posizione. Colui che oggi abbia compreso ciò di cui la terra ha bisogno guadagna una posizione di privilegio rispetto alle esigenze storiche. Se costui vorrà operare dei cambiamenti, incontrerà un’opposizione più debole, se vorrà conservare la sua posizione, troverà un terreno più saldo di colui che, indipendentemente dalla prospettiva da cui muove, limiterà il suo sguardo a un singolo ambito.

Nel luogo in cui si incontrano necessità e libertà, dove è possibile comprendere l’identità di spinta e attrazione, la vista si rischiara in maniera tale che gli oggetti che le si presentano non potranno essere deformati oltremisura né dalla volontà né dal timore. Vogliamo qui sottolineare uno degli elementi più importanti per la nostra ricerca, ciò da cui ha preso le mosse il nostro discorso: vale a dire lo Stato che, in quanto status, corrisponde strettamente allo stare o al suo sussistere.

…Anche lo Stato non è escluso dal grande movimento che si compie accelerando...

Il moto non lo attraversa come l’acqua che solleva un corpo e fluisce attraverso di esso. Certamente lo Stato stesso contribuisce al movimento: ne dipende quella parte del movimento determinata dalla pianificazione e dalla libera volontà umana. La spinta esercita però il suo effetto al di sotto dello Stato e dei suoi fondamenti, che non poggiano su una base etica né fattuale. Per tale ragione slittano e si spostano le definizioni e le divisioni di confine stabilite in senso politico, giuridico e morale: esse assumono una struttura ambigua, elastica…


…In tale situazione sono solo due le sedi in cui è possibile parlare di libertà illimitata. Libertà è intesa qui in riferimento alle decisioni tecnico-politiche, come procedura incondizionata che ha luogo in quegli ordinamenti in cui entrano in gioco gli Stati. Che in tali decisioni, poi, si rispecchino altre intenzioni che risultano in ultima analisi determinanti per il loro buon esito, è un problema ulteriore; avremo ancora occasione di farvi cenno. Anche la sovranità dei grandi Stati è oggi limitata. Se tale situazione di fatto rimane in generale inavvertita, dipende da considerazioni di secondaria importanza e, tra l’altro, da una forma di cortesia. Ma la crisi, non appena ha raggiunto un certo grado, si manifesta in forme di assoluta evidenza. Una situazione che ricorda un po’ quella della stanza dei bambini, in cui i piccoli stanno per un certo tempo a sfogarsi, prima che vi entrino gli adulti. Solo quando l’incendio della stanza minaccia di degenerare in un incendio della casa si vedono crescere ombre spaventose. Non è possibile immaginarsi con chiarezza che cosa potrebbe accadere; e tuttavia incombe la minaccia di qualcosa che non rientra nel quadro della storia e neppure in quello di un’epoca umana. 

















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